Aggressione fascista davanti al liceo Einstein: dodici militanti di Blocco Studentesco mandano uno studente in sala operatoria

Nella notte tra lunedì 28 e martedì 29 settembre, davanti al liceo scientifico Einstein di Milano, un gruppo di militanti di Blocco Studentesco ha circondato e pestato uno studente universitario della Statale, colpendolo alla testa con una bottiglia di vetro. Il risultato è una frattura cranica: martedì mattina il ragazzo è stato operato e una parte della calotta gli è stata sostituita con una placca in titanio. Ora sta meglio e dovrebbe essere dimesso in queste ore.

A ricostruire i fatti è chi era in contatto con lo studente quella notte. La sua versione è confermata dal Collettivo Politico Einstein, che giovedì mattina ha denunciato l’aggressione sui social: Blocco Studentesco «si è presentato fuori scuola per attaccare i [propri] poster e ha picchiato a sangue un ragazzo».

Lo studente era seduto con due amici sulle panchine davanti al liceo quando, tra mezzanotte e mezzanotte e mezza, alcuni militanti di Blocco sono arrivati ad attaccare manifesti sulla scuola. Erano gli stessi poster già comparsi sui muri del liceo Verri, quelli che celebrano il ventennale della nascita dell’organizzazione: «Antichi sogni, nuovi eroi. 2006–2026». Il ragazzo ha chiamato il collettivo per avvisarlo e organizzare la risposta all’attacchinaggio per la mattina dopo.

Quando si sono accorti della telefonata, i militanti gli si sono avvicinati per intimidirlo, gli hanno chiesto con chi stesse parlando e poi se ne sono andati. Lo studente ha allora staccato i manifesti e si è spostato nel parchetto di fronte. Quando ne è uscito, davanti alla scuola si erano fermate tre auto con a bordo dodici militanti. È salito in bici per andarsene mentre salutava i suoi amici: i militanti lo hanno circondato e picchiato, poi gli hanno spaccato una bottiglia in testa.

A chiamare i soccorsi è stato lui stesso. Con l’ambulanza sono arrivati anche i carabinieri. In ospedale i medici hanno riscontrato una frattura al cranio, con frammenti ossei spinti verso il cervello e il rischio concreto di un’infezione alle meningi, per fortuna scongiurata. Prima dell’intervento chirurgico il ragazzo ha avuto anche una crisi epilettica.

Blocco Studentesco è l’organizzazione giovanile che CasaPound ha fondato nel 2006 e ne rivendica l’eredità. Il manifesto del ventennale lo dichiara apertamente: un ragazzo con il megafono, l’elmo e la lancia di un oplita, e sopra lo slogan sugli «antichi sogni». Quali siano quei sogni lo sa chiunque conosca la storia di CasaPound.

Lunedì notte, alla propaganda è seguito lo squadrismo: una dozzina contro uno. Non è un evento isolato: pensiamo all’uomo pestato lo scorso aprile in via Aselli, a Città Studi, mentre staccava i manifesti per Sergio Ramelli; alla studentessa del Carducci aggredita sotto casa da tre neofascisti nel 2023; al liceo Righi di Roma, devastato a febbraio da un raid notturno che ha lasciato sui muri una svastica e la scritta «Righi fascista, la scuola è nostra»; al militante di Azione Universitaria che il 21 settembre, al Campus Einaudi di Torino, ha preso a schiaffi un compagno durante un presidio antifascista.

Tutto questo continua a succedere perché la destra di governo, che da quella storia proviene, garantisce copertura e legittimità politica.

Evidentemente, è necessario ripeterlo ancora: non c’è spazio per i fascisti nelle scuole. Blocco Studentesco e CasaPound non avranno spazio all’Einstein né in nessun’altra parte della città.

Siamo tutt* antifascist*!

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *