Macao diffida Prefettura, Questura e Comune di Milano

MACAO diffida Prefettura, Questura e Comune di Milano.
L’intervento delle forze dell’ordine sarebbe lesivo delle prerogative legali e costituzionali.

Macao crede che il DIRITTO sia VIVO, e non accetta di essere oggetto di facile e ottusa strumentalizzazione. Le nostre pratiche devono essere occasione per aprire un dialogo alto sulla legittimità di nuove forme di partecipazione democratica.

Al Sindaco di Milano

Al Prefetto di Milano

Al Questore di Milano

L’occupazione di Torre Galfa a Milano rappresenta un’azione di natura politica, non finalizzata al conseguimento di un profitto personale o di un interesse di natura patrimoniale (cfr. Trib. Roma, VII sez., 8 febbraio 2012); la Torre risulta da molti anni inutilizzata, con la conseguenza che ampi spazi di suolo pubblico destinabili alla collettività per scopi diversi risultano completamente abbandonati e degradati a causa del comportamento assenteista della proprietà.

I dimostranti hanno così recuperato l’immobile vacante attraverso pratiche di occupazione e non di spoglio (inteso come privazione violenta o clandestina dell’altrui materiale possesso contrastabile ex 1168 Cod Civ), collocando consapevolmente la propria azione nel solco costituzionale dell’articolo 42 Cost. Questa norma, insieme a disposizioni come gli artt. 2, 3, 9 e 43 Carta fondamentale, tutela la personalità umana ed il suo svolgimento nell’ambito concreto delle pratiche politiche collettive qui poste in essere. Il raggiungimento di questo scopo sociale passa attraverso la fruizione diretta di beni e servizi che sono appunto funzionali a perseguire e soddisfare interesse collettivi costituzionalmente rilevanti inclusa la salute (Art. 32), il lavoro (Art. 35) e soprattutto, qui rilevanti, l’arte e la scienza (Art.33).

La derelizione di utilità funzionalmente sociali qualifica la situazione attuale delle Torre Galfa. Questo immobile invece di essere ufficialmente espropriato o confiscato per valorizzarlo, adempiendo un obbligo costituzionale della “Repubblica” in tutte le sue articolazioni istituzionali di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’ uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3 Cost.) in un periodo in cui il bisogno di spazi pubblici è sempre più forte, è di fatto lasciato al progressivo degrado, in un quadro di sostanziale connivenza pubblica con il potere privato. L’abbandono dell’immobile e la sua sottrazione alla cittadinanza realizza una logica abusiva di esclusione, che contrasta altresì con le istanze di solidarietà sociale.

In questo contesto, se ciò che più conta è la funzione che tale bene può rivestire e gli interessi con cui esso è collegato, indipendentemente dalla titolarità pubblica o privata dello stesso, Torre Galfa

rappresenta un bene comune, che la collettività può anzi deve valorizzare nell’ esercizio della cittadinanza attiva. Tale categoria giuridica trova un riconoscimento anche in giurisprudenza (cfr. SS.UU. sent. n. 3665/2011), dopo essere stata descritta in dottrina e aver trovato un pratico riscontro nella campagna referendaria “acqua bene comune” e nelle esperienze di occupazione del Cinema Palazzo e del Teatro Valle di Roma, del Teatro Marinoni di Venezia, Del Teatro Coppola di Catania, dell’Asilo della Creatività a Napoli e del Teatro Garibaldi di Palermo, tutti luoghi riconosciuti come essenziali beni comuni culturali, e recuperati per motivi morali e sociali alla fruizione collettiva. Si noti che tutte le suddette dimostrazioni di cittadinanza attiva sono state accettate da istituzioni del più diverso colore politico.

Poiché la natura pubblica o privata del titolo formale ai beni comuni è da considerarsi teoreticamente irrilevante rispetto alla loro funzione costituzionalmente garantita (Vedi anche Commissione Ministero Giustizia Principi e Criteri Direttivi per la novellazione del Codice Civile, 14 giugno 2007) di fruizione collettiva e sociale (42 Cost.), l’ esercizio civilistico dello ius excludendi sulla Torre Galfa, a fronte di lunghi anni di abbandono, è da considerarsi emulativo ex art. 833 Codice Civile e dunque abusivo. Esso può essere in ogni caso unicamente esercitato nei limiti e nelle forme della tutela petitoria (Art. 948) in quanto sola procedura idonea a un approfondimento giurisdizionale delle questioni, anche costituzionali, inerenti il titolo.

È evidente che la comunità degli occupanti di Torre Galfa si è unita al fine di salvaguardare un bene altrimenti abbandonato, con lo scopo di conservarlo e, soprattutto, di valorizzarlo nell’ interesse dio tutta la cittadinanza e che un interesse privato gravemente sospetto di essere abusivo emulativo e contrario a diritti fondamentali della persona non può certo servirsi delle forza pubblica per rientrare in un possesso inesistente in quanto non esercitato. .

Per questo, il Comune di Milano è diffidato dal consentire l’impiego delle forze dell’ordine per un paventato sgombero dell’immobile occupato, considerato che deve ritenersi prevalente l’azione di valorizzazione dell’immobile rispetto allo stato di abbandono e di degrado cui esso stesso è sottoposto, di per sé idoneo a configurare un’ipotesi di abuso del diritto di proprietà.

Tale diffida è altresì estesa al Prefetto e al Questore che solamente in modo gravemente lesivo delle proprie prerogative legali e costituzionali potrebbero procedere al di fuori dei limiti di legge e del controllo preventivo giurisdizionale ordinario.

Torino, 12 Maggio 2012,

Prof. Avv. Ugo Mattei, Ordinario di Diritto Civile Università di Torino

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4 risposte a “Macao diffida Prefettura, Questura e Comune di Milano”

  1. « Rendiamoci conto che in questo momento storico finalmente sta emergendo il genio italico sopito per secoli.

    La risposta creativa ai burocratismi, alla coercizione cieca, dalla Val di Susa a Milano, da Palermo a Napoli, sempre più si sente parlare di un’alternativa sana, intelligente, creativa ed ironica. Macao è un esempio alto, che mi sta sorprendendo ad ogni passo, voglio saperne di più ma intanto infinita ammirazione!

    Come sempre la crisi (come la radice greca suggerisce) impone una scelta, la scelta degli italiani sembrerebbe essere al momento sempre più di rottura, non violenta e culturale, di rivolgimento dell’ordinario, di edificazione invece che di distruzione.

    Sono emozionata e commossa, che io possa dopo tanti anni trovarmi a vivere l’Italia che ho sempre sognato?

    Grazie Macao ^_^ »
    — Gabriella Fiore, siciliana “espatriata” a Milano.

    Parlavamo ieri di una “rivoluzione gentile” in atto. Cittadini che si riprendono le istituzioni e lottano per i beni comuni, senza usare la violenza e sfruttando tutti gli strumenti democratici a loro disposizione: si candidano alle elezioni (è il caso del M5S e di alcune liste civiche sparse per lo stivale, come Alcamo Bene Comune nel comune di Alcamo, il cui sindaco domenica andrà al ballottaggio!), propongono referendum, raccolgono firme per abolirne il quorum, e… diffidano, costituzione e codice penale alla mano, Prefettura, Questura e Comune dall’usare la forza contro di loro, giocando d’anticipo, come ha fatto Macao, che da giorni sta occupando la Torre Alfa di Milano, lasciata a se stessa ed abbandonata da più di 10 anni.

    Leggere per credere!

  2. Flavia ha detto:

    Quanto meno li terrà occupati un bel po’ per leggere questa bella sfilza di frasi giurisprudenziali… Grandi!

  3. […] e di lavoratori della conoscenza si tiene alle pendici del grattacielo. Ugo Mattei firma la diffida alla Prefettura, alla Questura e al Comune di Milano. E altre resistenze […]

  4. Antonia Mattiuzzi ha detto:

    Sono sorpresa e ammirata dal risveglio delle intellienze e della creatività. Chissà quanto dovrete ancora lottare. Auguro possiate realizzare i vostri soni che sono quelli che servono a Milano e non solo.

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