La Lega e Salvini cosa cercano in Duomo?

La Lega di Salvini scende in corteo e tiene il suo comizio in piazza Duomo: una prova di forza o il segnale di una difficoltà?
Proviamo a capire cosa c’è davvero dietro il meeting del 18 aprile, segnato da contenuti apertamente razzisti. Un appuntamento che ha spinto Milano a reagire, con quattro mobilitazioni in città, mentre anche Pd e Forza Italia hanno scelto di organizzare incontri alternativi, prendendo le distanze e definendo problematico l’evento leghista.
Per comprendere il significato politico di questa iniziativa, abbiamo intervistato Alessandro Braga, giornalista di Radio Popolare, che da anni studia la Lega e le sue trasformazioni.

•⁠ ⁠Cos’è questo meeting di piazza del 18 aprile della Lega?

Intanto chiariamo subito una questione, che anche su diversi giornali sta creando confusione: non è la riedizione del remigration summit che si è svolto a maggio dell’anno scorso a Gallarate. I remigrazionisti mondiali che fanno capo a Martin Sellner si riuniranno il 30 maggio a Porto. Non è nemmeno un’iniziativa legata alla rete Remigrazione&Riconquista (formata da Casapound, Rete dei Patrioti, Fronte Veneto Skinheads e Brescia ai Bresciani) che sta girando l’Italia raccogliendo firme per introdurre, tramite proposta di legge popolare, la remigrazione nel nostro ordinamento. È una manifestazione organizzata dal gruppo dei Patrioti (terzo gruppo nel parlamento europeo) di cui fa parte anche la Lega. Ufficialmente i temi al centro dell’evento sono, per semplificare, il contrasto alle “follie di Bruxelles”. Dentro questo pacchetto c’è anche la questione del contrasto all’immigrazione clandestina, e dentro questo c’è il concetto di remigrazione, nonostante Salvini stia provando a minimizzare parlandone come di “un’isteria della sinistra”.

•⁠ ⁠⁠E’ la risposta di Salvini all’uscita di Vannacci ?

In qualche modo sì. Nel senso che dopo l’uscita di Vannacci dalla Lega Salvini aveva temporaneamente messo in stand by i temi più identitari e di destra estrema come la remigrazione. Ma non può certo lasciare campo libero a Vannacci e company in una questione che è centrale nel mondo dei sovranisti mondiali. Quindi in un certo senso la manifestazione di sabato è anche un tentativo di marcare il territorio da parte di Salvini. In un momento tra l’altro in cui il suo alleato di governo più forte e in qualche modo concorrente su questi temi come Fratelli d’Italia non può esprimersi in maniera non ambigua.

•⁠ ⁠⁠Chi ci sarà?

Di persona è stata annunciata la presenza di Jordan Bardella, del Rassemblement National, e di Geert Wilders, dell’olandese Pvv, oltre a leader di partiti nazionalisti di vari paesi europei. Ci sarà un esponente di Fidez, il partito ungherese di Viktor Orbàn, ma non lui, dopo la sconfitta alle elezioni dello scorso fine settimana. Al massimo potrebbe mandare un videomessaggio, ma la cosa non è sicura e anzi improbabile.

•⁠ ⁠⁠E’ un modo per la Lega di rientrare nell’area remigration o il tentativo con Bardella di fare una nuova area di destra in Europa?

Come dicevo prima credo sia un tentativo di confermarsi come interlocutore istituzionale per quel mondo. La formazione di una nuova area alternativa ai Patrioti è difficile da percorrere, e a Salvini interessa di più confermarsi come esponente di primo piano di quel mondo che crearne un altro.

•⁠ ⁠⁠Corteo + piazza….e un partito in crisi….c’è il rischio che l’anima secessionista della Lega possa fare le scarpe a Salvini?

È una cosa di cui si parla da tempo, ma io credo che nessuno abbia la forza o la volontà in questo momento di sostituirsi a Salvini. Nemmeno Luca Zaia, che viene indicato da sempre come l’anti Salvini. Dentro la Lega, a meno di un nuovo terremoto elettorale alle prossime scadenze, non ci saranno grandi cambiamenti, al massimo aggiustamenti della linea. Ma la strada intrapresa da Salvini che mette la Lega nel solco del sovranismo sarà difficilmente abbandonata.

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