Università Statale – Colpo di scena nelle elezioni per il nuovo Rettore

Nel ballottaggio per l’elezione del nuovo Rettore dell’Università degli Studi di Milano, uno dei posti di potere della metropoli, Elio Franzini, ex-Preside della Facoltà di Lettere dal 2004 al 2010, ha vinto di strettissima misura battendo per 15 voti il suo sfidante De Luca che rappresentava la continuità con la gestione decisionista e impositiva di Vago. Fondamentale è stato il voto del personale tecnico-amministrativo dell’Università che ha votato compattamente per Franzini. Il nuovo Rettore, ex-Preside di Lettere dal 20o4 al 2010 dove ha assistito sia all’occupazione dell’Autunno 2005 che all’Onda del 2008, ha basato il suo programma su una maggiore autonomia dei singoli dipartimenti ed su una gestione del trasferimento nell’ex-Area Expo da effettuare coi piedi di piombo.

Nuovo cambio di scenario dopo la votazione del 6 Marzo sul trasferimento e le cariche della Polizia fuori dal Senato Accademico.

Qui il comunicato degli studenti di Ilight sul risultato delle elezioni:

La Statale ha scelto il nuovo rettore!

Ieri si è svolta la tanto sospirata votazione di ballottaggio per l’elezione del nuovo rettore della Statale. Che fosse un momento decisivo per il futuro dell’università e della città noi lo avevamo presente da tempo. Infatti già lo scorso Novembre gli studenti, i lavoratori ed i cittadini avevano chiesto che la votazione definitiva sul trasferimento delle facoltà scientifiche nell’area di Expo fosse rinviata quantomeno dopo l’elezione del nuovo rettore. Questo appello è stato successivamente accolto anche da centinaia di docenti e ricercatori, oltre che da alcuni partiti. Come sappiamo queste richieste sono state totalmente ignorate dal rettore Vago, il quale ha tirato dritto imponendo il trasferimento anche ai dipartimenti contrari in una votazione svoltasi il 6 Marzo in un Senato Accademico blindato dalle forze dell’ordine.

Nella giornata di ieri questa serie infinita di forzature ha presentato il conto.

E’ stato infatti eletto come nuovo rettore il professor Elio Franzini del dipartimento di filosofia, uno dei pochi docenti all’interno del Senato ad aver dimostrato ascolto nei confronti di tutti coloro che sono contrari o critici all’operazione Expo e ad aver votato contrariamente in un Senato Accademico in larga parte appiattito sulle posizioni di Vago.

Anche i dati sull’esito della votazione sono stati significativi. Franzini infatti ha raccolto 1155 voti contro i 1140 del suo avversario De Luca, espressione dell’amministrazione uscente, prorettore alla didattica e principale artefice di un’altra imposizione, quella del numero chiuso alle facoltà umanistiche poi ritirato per via di un ricorso al Tar.

I numeri parlano chiaro: l’autoritarismo della gestione Vago ha letteralmente spaccato in due l’ateneo, dando spesso una rappresentazione appiattita delle complesse questioni che coinvolgono UniMi, descrivendo l’opzione Expo come l’unico futuro possibile ed etichettando come “quelli del No a tutto” le innumerevoli voci critiche, tra cui i dipartimenti di Matematica e Informatica.

In un’ateneo diviso, la vittoria di Franzini rappresenta in maniera palese l’insofferenza di tutte le componenti nei confronti del rettorato di Vago, in particolare quella del personale tecnico amministrativo, i maggiori esclusi, insieme agli studenti, da qualsiasi discussione e confronto in merito al trasferimento ad Expo. Il professor Franzini ha avuto il merito di intepretare meglio di altri il disagio dato dall’avere un’ateneo completamente polarizzato, mettendo al centro del proprio programma proprio la condivisione e il coinvolgimento di tutte le componenti, affermando in più di un’occasione che su Expo debbano decidere i dipartimenti coinvolti e non esclusivamente il rettore.

Cogliamo quindi l’occasione per sottolineare nuovamente i temi sui quali ci siamo impegnati negli ultimi anni, auspicando che il nuovo rettorato non mostri la stessa miopia del precedente.

E’ assolutamente necessario che si aprà una discussione riguardo il futuro e gli obiettivi della ricerca, che si mettano al centro degli investimenti dell’ateneo il miglioramento della vita degli studenti e ricercatori all’interno della città, con maggiori spazi e servizi. Auspichiamo anche una definizione diversa dei programmi di studio nei vari corsi di laurea scientifici, che vogliamo più aperti alla volontà e agli interessi degli studenti, senza che questi ultimi diventino un escamotage per il riempimento dell’area Expo e siano messi alla mercè degli interessi di Human Technopole e aziende multinazionali che si spartiranno l’area di Rho.

Ai fini di tutto ciò e’ fondamentale la permanenza del polo scientifico nell’area di Città Studi.

Ribadiamo quindi che le nostra posizione è quella di chiedere a gran voce un campus cittadino a misura di studenti e ricercatori. Come abbiamo sempre sostenuto e come anche il nuovo rettore ha ribadito più volte, non esiste ancora un reale progetto scientifico per l’area Expo, gli spazi non saranno sufficienti per tutti e l’università correrebbe degli enormi rischi economici se trasferisse l’intero polo scientifico nell’area di Expo. La Statale, spesso narrata come compatta nella volontà di trasferirsi a Rho e ostacolata solo dai residenti e da sparuti studenti che “non capiscono”, ha dato un segnale molto chiaro su quali siano le vere opinioni all’interno dell’ateneo. Ora tocca a Franzini dimostrarsi coerente con le proprie idee.

Ilight

29 Giugno 2018

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