Fight for your right to party: I debiti della SIAE e la legislazione Inglese

Cultura e burocrazia sono cose diverse. La cultura però deve fare i conti con la burocrazia.

La musica è una forma di cultura. La siae è una forma di burocrazia.

In Inghilterra una legge approvata ieri sancisce che i locali sotto le 200 persone non dovranno più pagare nessuna tassa per far suonare gruppi. Un modo per incentivare i locali a far suonare le band, un modo per aprire spazi d’espressione e d’esibizione per le band più giovani e/o meno conosciute.

In Italia scopriamo che uno dei “mattoni” della burocrazia legata alle esibizioni culturali, la SIAE, ha più di un miliardo di debiti. Di questa cifra ingente circa 780 milioni di euro sono debiti con i proprio associati cioè gli autori e gli editori che la società dovrebbe difendere e tutelare.

Che la SIAE fosse una mostruosa macchina burocratica era convinzione. Che avesse debiti ingenti una certezza (ma non si sapevano ancora i dettagli).

Ma convenzione e certezza lasciano sgomenti di fronte al fatto reale.

Sembra incredibile come una struttura che con rigidità e rigore esige e riceve pagamenti per tutte le attività di pubblico spettacolo (si pensi che anche i biglietti per accedere ad eventi sportivi sono biglietti coperti dal diritto d’autore e d’editore) possa avere un tale debito e soprattutto come questo debito colpisca proprio gli autori e gli editori.

La SIAE è uno dei mostri con cui chiunque voglia organizzare eventi si deve scontrare è una di quelle tasse fisse che disincentiva alla creazione di momenti culturali. Per di più scopriamo che non fa quello che deve.

L’esempio inglese non può non aprire una riflessione sulla burocrazia legata agli eventi culturali nel nostro paese.

Le parole di John Smith, segretario generale della Musicians Union «Crediamo che la musica dal vivo sia un aspetto essenziale della cultura del Regno Unito e pensiamo debba essere promossa nel miglior modo possibile. Ecco perché il Live Music Act è così importante» ci interrogano se anche nel nostro paese è condiviso il valore culturale della musica dal vivo, così come sul ruolo della cultura.

Gli spazi d’espressione culturale devono mettere in discussione SIAE e burocrazia e praticare un’alternativa che permetta con semplicità di organizzare eventi e contemporaneamente tutelare il lavoro intellettuale degli artisti creando un sistema virtuoso che passi anche dal libero accesso alla cultura.

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Una replica a “Fight for your right to party: I debiti della SIAE e la legislazione Inglese”

  1. daniele ha detto:

    faccio parte di un’associazione socio culturale di pioltello, est milano.
    dato che anche noi incappiamo costantemente in questo problema pensavo se non sia possibile avviare una raccolta firme per promuovere la legge inglese qui in italia.
    magari già esiste una raccolta. in tal caso saremmo interessati come associazione a promuoverla.

    rispondete
    grazie
    dani mezzanine

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