Livorno tra bugie, cobalto e il mare bene comune da salvare

Fusti tossici in mare, un sindaco alle strette,una popolazione incazzata nera e il Mar Tirreno in piena tormenta.

Questa è Livorno nelle ultime settimane, una città che si risveglia dal torpore di anni di crisi, licenziamenti e saccheggio del territorio. Il Mar Tirreno in questi giorni il mare è ritornato a essere il nodo principale dei discorsi tra la popolazione labronica nei bar, nelle piazze e sul lungomare affollato anche nei weekend di questo mite inverno.

Ma andiamo con ordine: è la notte del 17 dicembre 2011 e lungo la costa livornese è in corso una mareggiata, mare forza dieci, la maggior parte delle navi interrompono la navigazione, ma non la nave cargo Venezia della Grimaldi lines che trasporta cobalto , materiale altamente tossico. All’alba la capitaneria di porto livornese riceve l’ sos, la nave Venezia ha perso 198 fusti di cobalto a poche miglia dalla costa livornese.E’ un disastro. Si prova un recupero di fortuna, ma con il mare in quelle condizioni è tutto vano. Una bomba tossica è stata sganciata nel pieno dell’arcipelago toscano.

Quello che poi succede nei giorni successivi è ancora più raccapricciante, il primo vertice in prefettura, a cui presenziano l’assessore regionale alla salute della regione Toscana,la Provincia, la capitaneria , l’arpat e i vigili del fuoco si tiene solo il trenta Dicembre e solo il 2 Gennanio viene avvisata la popolazione dell’accaduto e del potenziale pericolo.

Le domande da porsi sono tante.

Come mai la nave cargo Venezia con il mare forza dieci non ha interrotto la navigazione? Perché il vertice in prefettura , nonostante il potenziale danno all’ambiente,si è tenuto così tardi? E perché i pescatori e la popolazione sono stati informati ben 16 giorni dopo?

La rabbia e lo sgomento in città sono forti e piano piano emergono altri aspetti della vicenda.

Alcuni pescatori sostengono che da un po’ di anni non è cosa rara trovare impigliati nelle reti fusti di materiale tossico.

Come sostiene Francesco ,52 anni, pescatore, intervistato dal collettivo Senza Soste di Livorno.

Francesco, lei e i suoi colleghi come siete venuti a conoscenza dell’incidente avvenuto alla nave cargo Venezia e dei bidoni tossici finiti in mare al largo di Gorgona? “Dal giornale locale, Il Tirreno” Ma la notizia non mi sembra che la sorprenda…

“No. Non è la prima volta che vengono “persi” o gettati in mare davanti alla costa livornese e in prossimità dell’Arcipelago Toscano bidoni contenenti sostanze tossiche. Non bisogna andare molto a largo delle nostre coste per imbattersi in questi fusti. Già a 70 o 80 metri di profondità, a 1 o 2 miglia dalla costa, tra il fanale di Vada e l’isola di Gorgona, il fondale è disseminato di fusti contenenti sostanze irritanti”.

Capita spesso che le rimangono impigliati nelle reti?

“Molto spesso. Più di quanto non si possa immaginare”

Lei ha mai pescato un fusto con materiale tossico?

“Sì, proprio tra il faro di Vada e Gorgona. Ho tirato a bordo dei fusti con dentro una sostanza rossa particolarmente irritante. Sembrava scarto di vernice, era molliccia. Mi bruciavano le mani, le braccia e persino gli occhi. Mi sono dovuto lavare tante, tante volte e continuavo ad avvertire dolore e prurito. Anche in quell’occasione ho denunciato tutto alle autorità competenti”

Ma lei e i suoi colleghi pescatori, denunciate sempre questi ritrovamenti anomali? E a chi?

“Certo,ogni volta. Lo comunichiamo alla Capitaneria o alla Asl ma non succede mai niente. Il silenzio. Ci ringraziano ma tutto rimane come prima. E i contenitori in fondo al mare. Come per questo incidente..se non fosse stato per la stampa, nessuno di noi avrebbe mai saputo niente. Noi gente di mare siamo a conoscenza da anni che le navi scaricano il materiale scomodo in questo tratto di mare. Sono scarti industriali ma anche militari”

Perché proprio qui?

”Sul banco di Santa Lucia e la Gorgona, dove la nave Venezia della Grimaldi Lines ha perso il carico di cobalto, il mare arriva ad una profondità di 600 metri ed ha un fondale fangoso. Tutta sabbia, per capirsi. Quindi quando i fusti toccano il fondo, sprofondano e vengono immediatamente ricoperti dalle correnti e dalle mareggiate successive, da strati e strati di sabbia”

Vuol dire che è impossibile ritrovare questi 200 fusti di cobalto…

“Beh, sì. Credo proprio che sia improbabile. Dobbiamo aspettare che il mare corroda i fusti e disperda questi metalli pesanti nell’acqua”

Ma l’inquinamento avrà dimensioni enormi…

“Quando mi trovo a calare le reti ad una profondità di 200 metri per pescare scampi o paranza, in prossimità delle acque dell’isola di Gorgona, avverto un fastidioso pizzicore alle mani. Questo avviene in particolar modo d’estate. Non so perché, ma io credo che dipenda dal fatto che l’acqua è più calda, ribolle. E forse si avverte di più la presenza di sostanze irritanti..”

Assieme ai fusti, metalli corrosi e reperti archeologici, lei si è imbattuto anche in blocchi di cemento ancorati al fondale..

“Davanti a Gorgona ad una profondità di 250 metri c’è un’enorme scatola, o meglio un grosso blocco di cemento armato ancorato al fondale. E’ impossibile da tirare su perché chi lo ha abbandonato, lo ha anche bloccato al fondo del mare. E rimarrà per sempre lì”.

Il link del video di altre interviste a pescatori http://www.youtube.com/watch?v=IuMX6Ex8HBY la protesta http://www.youtube.com/watch?v=DN8jpW9L2n4

E mentre la bufera si sposta in consiglio comunale ,dopo che si è accertato grazie ad alcuni documenti che il sindaco Cosimi era al corrente della catastrofe e per 17 giorni non ha informato la popolazione, la preoccupazione in città cresce a dismisura.

Di sicuro qualcuno dovrà pagare per questo scempio di cui si sta parlando troppo poco, e si devono da subito imporre alle navi che trasportano queste sostanze severe restrizioni per salvaguardare quel preziosissimo bene comune che è il mare.

Quello che mi auguro, da persona che ha passato da familiari quasi tutte le sue vacanze estive in quella meravigliosa costa, è che si riesca a far emergere tutti i crimini commessi contro l’ambiente in questi anni e per far questo i pescatori sono chiamati a parlare e a segnalare il ritrovamento dei fusti perchè almeno si riesca a mettere una pezza a questi disastri.

Lla lettera di giada ai pescatori

http://www.senzasoste.it/interventi/lettera-ai-pescatori-state-commettendo-un-grave-peccato-di-omerta

link relativo alla bagarre del consiglio comunale:

http://www.senzasoste.it/locale/dimissioni-invece-di-darle-cosimi-le-minaccia

 

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