La Polonia vieta, di fatto, l’aborto

Ieri il Tribunale Costituzionale ha deciso sulla costituzionalità dell’interruzione di gravidanza per motivi embriopatologici (quando vi è un’alta probabilità di compromissione fetale grave e irreversibile o di una malattia incurabile pericolosa per la vita).
Senza una proposta di legge ma grazie ad una mozione presentata al tribunale da 119 deputati della destra ultracattolica al governo si è di fatto vietato l’aborto in Polonia.

Ricordiamo che la Costituzione polacca garantiva alle donne il diritto all’aborto (art. 30; art. 31; articoli 32 e 33) e con questa mozione si è imposta una legge di matrice religiosa in uno stato laico, sono stati violati i diritti umani nonché lo stato di diritto.

È l’ennesimo attaco misogino e anti-femminista di un governo che già a luglio dichiarava di voler fare uscire il paese dalla Convenzione di Istanbul, lo stesso che nega violentemente ogni diritto alla comunità lgbtqa+.

Le proteste delle donne, in questi giorni, si sono susseguite in tutto il paese, nelle immagini le ancelle di “The Handmaid’s Tale” ormai simbolo globale di un mondo distopico governato da fanatici conservatori, in cui le donne fertili sono rese schiave, vestite con una caratteristica uniforme, ridotte a servire e dare alla luce bambini.

Lo abbiamo scritto nel nostro Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e di genere, lo pretendiamo per tutte le donne del mondo:

Aborto libero, sicuro, gratuito e accessibile ORA!

(Foto da Womenareurope)

Non Una Di Meno Milano

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