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5 Ottobre: Occupy Regione a Milano!

Redazione_Mim

Milano

Oggi 5 ottobre, gli studenti medi sono scesi in piazza riprendendosi le strade di questa città, da troppo tempo rassegnata a pagare la crisi creata e governata dai poteri forti, collusi con le amministrazioni comunali e regionali.

L’obiettivo, dichiarato da tempo, era il palazzo della Regione. E’ da qui che vengono varate misure che limitano la libertà di insegnamento e la rappresentanza degli studenti, è da qui che si pongono le basi per l’entrata dei privati negli istituti scolastici: dalla chiamata diretta arbitraria degli insegnanti da parte dei presidi, ormai veri e propri amministratori delegati dell’Azienda Privata – Scuola, alla presenza dei privati nei consigli di istituto (diventati dei veri e propri consigli di amministrazione).

La Regione inoltre è il simbolo eloquente di una democrazia fantoccio, alle prese quotidianamente con scandali che evidenziano come Formigoni e soci gestiscano la Regione come un affaire privato, fregandosene totalmente del bene cittadino e di una società che giorno dopo giorno  si vede espropriata del futuro.

Dalla regione arrivano anche frequentemente richieste di sgombero dello Spazio Lambretta, punto di incontro del CASC, coordinamento delle scuole di Zona 3 che insieme alla Rete Studenti ha promosso la giornata di mobilitazione odierna.

I due cortei partiti rispettivamente da Pt.a Venezia e Cairoli, riunitosi in P.za Cavour, si sono mossi con determinazione verso il Palazzo della Regione.

Gli studenti si sono imbattuti in pesanti cariche da parte delle forze dell’ordine disposte a protezione del simbolo dell’attuale politica di speculazione e corruzione milanese.

Dopo aver retto con forza la violenza della polizia, il corteo ha proseguito verso lo Spazio Lambretta ribadendo con energia l’opposizione allo sgombero di un luogo che è diventato riferimento per la Zona 3 della città.

La frizzante giornata ha sottolineato il protagonismo studentesco determinato a riprendersi un futuro sempre più incerto e precario.

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