“Baggio ci piace così”: esperimenti di cambiamento di un quartiere. Partendo dalle relazioni

Milano che cresce, in altezza, in cemento, in internazionalizzazione. La Milano dell’EXPO che arriva, della moda e degli aperitivi in centro. La Milano del lavoro dove tutto sembra, soprattutto da fuori (ma spesso anche da immagini distorte che arrivano dall’interno), una città in progresso, in evoluzione…..una città “avanti” (detto in gergo) tesa verso il futuro della sostenibilità e della vivibilità urbana.

Ma siamo proprio sicuri che sia così?

A Baggio da qualche settimana è in corso un fenomeno tanto piccolo e silenzioso, quanto interessante: la riappropriazione degli spazi comuni da parte degli abitanti del quartiere, e, soprattutto, la costruzione e il rafforzamento di relazioni, come tecnica di prevenzione e di gestione del conflitto.

Francesca, una delle ideatrici ed organizzatrici delle iniziative, ci ha raccontato ciò che segue:

“Mi sono trasferita a Baggio 5 anni fa con la mia famiglia. Abbiamo scelto questo quartiere per l’aspetto caratterizzante che lo contraddistingue, e cioè la realtà simile a quella di un paese.

Baggio infatti, pur essendo diventato ormai parte (amministrativamente) della città di Milano, è sempre stato un’entità indipendente, agricola e rurale: per questo conserva ancora, nelle strutture, nella posizione rispetto alla città, ma anche nello stile di vita di molti suoi abitanti, una caratteristica da borgo, da paese.

Abbiamo trovato una realtà molto piacevole, umana ed amichevole: tutti si conoscono, ci sono ancora le botteghe, i bar dove si discute di calcio e di politica, è una realtà raccolta e socialmente viva. Ci piace e amiamo viverla: purtroppo però anche qui, come in tanti altri luoghi, spesso si accendono conflitti che non vengono gestiti in modo adeguato, e che rischiano di compromettere il benessere di tutti.”

Francesca racconta che, qualche mese fa, una banale lite tra vicini di casa è degenerata in un grave episodio di violenza. Partendo da questa esperienza negativa, però, con un gruppo di vicini e abitanti della zona, ha deciso di valorizzare gli aspetti positivi del quartiere (partecipazione, socialità, apertura) per creare e rafforzare una rete di relazioni che servissero da elemento preventivo per l’emersione di altri futuri conflitti. Ma, soprattutto, per limitare l’utilizzo di metodi violenti (verbali o fisici) per la risoluzioni di problemi tra vicini.

In questo “esperimento sociale” sono stati anche valorizzati gli spazi comuni del quartiere, creando così senso di appartenenza, socialità basata proprio sul vivere comune dei luoghi, rafforzando, così, l’identità e i legami con il quartiere stesso.

“In un po’ ci siamo trovati, amici o semplici vicini e ci diamo detti che non ci piace la violenza come modo per risolvere le questioni, così abbiamo lanciato la nostra prima iniziativa, una merenda in piazza per i bambini. A osservazioni come” fatti i cazzi tuoi”, (quasi a dire di stare lontani da un conflitto aperto che avrebbe potuto coinvolgerci), la nostra risposta è che quello che succede fuori dalla nostra porta sono decisamente cazzi nostri. La vivibilità del nostro quartiere ci riguarda, così come la possibilità di vivere in una realtà dove problemi, questioni o difficoltà si possono risolvere basandosi sul reciproco aiuto e solidarietà, o, almeno, con una civile comunicazione basata sul rispetto.”

L’iniziativa, partita come caso isolato, è piaciuta a tale punto a molti degli abitanti di Baggio, che è stata replicata, con il coinvolgimento attivo di persone che hanno contribuito all’organizzazione e all’ideazione: fino ad ora sono state realizzate una merenda, la proiezione della partita in piazza, un aperitivo con spettacolo di danze greche e un concerto. Altre attività sono in programma nelle prossime settimane, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più persone nella loro organizzazione e fruizione.

“La cosa bella e stupefacente”, conclude Francesca “è che la partecipazione delle persone non si ferma al mero interesse personale, in difesa dei propri spazi, amici o libertà individuali. Ho notato che molte persone si sono avvicinate a queste piccole iniziative con la voglia di contribuire con competenze, idee,conoscenze e capacità, in vista della promozione di un’idea di convivenza comune”.

Questa semplice storia, di persone che vivono una quotidianità come tante altre, è straordinaria perché può farci ripensare al senso del rilancio della vita dei quartieri, all’utilizzo degli spazi collettivi per una socialità che significa costruzione di convivenza, e, soprattutto, ad un concetto di “sicurezza” diverso, creato dalle persone, basato sulle relazioni e sulla conoscenza.

 

 

Per seguire le iniziative di “Baggio ci piace così” su Facebook: https://www.facebook.com/groups/409715465746419/

 

Qualche informazione sul quartiere di Baggio a Milano: http://it.wikipedia.org/wiki/Baggio_%28quartiere_di_Milano%29

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Una replica a ““Baggio ci piace così”: esperimenti di cambiamento di un quartiere. Partendo dalle relazioni”

  1. […] nostro vecchio articolo sul comitato e sul quartiere di […]

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