Comunicato di LUMe sull’occupazione dell’’ex-Magazzino del Verde Pubblico


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A distanza di poco più di una settimana dall’uscita dal cinema Orchidea, abbiamo deciso di occupare un nuovo spazio in centro a Milano. Ieri sera siamo entrati nell’ex Magazzino del Verde Pubblico, in viale Vittorio Veneto di fronte al civico 24, di proprietà comunale.

La storia dello spazio è misteriosa ed incerta, ma sappiamo che fu costruito intorno al 1789 all’interno di un progetto più ampio di embellissement della zona di Porta Orientale (ora porta Venezia) dell’architetto Giuseppe Piermarini e che serviva come magazzino per la manutenzione delle aiuole, dei boschetti e delle siepi che decoravano i Bastioni, una volta venuta meno la loro funzione militare. Sopravvissuto al piano Beruto, che nel 1884 cominciò lo spianamento dei Bastioni milanesi, e al fascismo, che terminò quest’opera folle nel 1931, le ultime notizie sull’utilizzo dello spazio risalgono alla Fiera Campionaria del 1920, organizzata dal sindaco Caldara proprio sui Bastioni. Nel 2016 il magazzino è stato oggetto di un progetto di recupero teorico del dipartimento di Design degli Interni del Politecnico, al quale purtroppo non ne è seguito uno pratico. E’ stato riaperto al pubblico per pochi giorni ad aprile 2017, in occasione di Porta Venezia In Design.

Il collettivo LUMe continua quindi la sua opera di denuncia relativa all’abbandono degli spazi storici privati e pubblici, iniziata tre anni fa con l’occupazione e il recupero dello stabile bramantino di Vicolo Santa Caterina ⅗, proseguita con il Cinema Orchidea e giunta ora ad una nuova sfida.
Vogliamo rendere lo spazio una casa per le arti e per la cultura, portando avanti il nostro modello di gestione orizzontale ed inclusivo, al fine di ridare alla cittadinanza un luogo sopravvissuto all’incontrastabile trasformazione di Milano negli ultimi due secoli e mezzo e che ha tutte le potenzialità per diventare un punto cardine per il quartiere, ma anche per la comunità studentesca che ha frequentato LUMe in questi anni.

LUMe vuole essere:
RICONOSCIUTO attraverso soluzioni giuridiche innovative, che hanno nel Regolamento degli Usi Civici di Napoli l’esempio più virtuoso, che tutelino esperienze di autogoverno e riqualifica di spazi abbandonati, che riconoscano la qualità del nostro lavoro artistico e l’informalità del nostro modello decisionale.
RICONOSCENTE, cioè in grado di riconoscere come alleati tutte le realtà, le associazioni e le istituzioni che credono nell’autogestione a prescindere dalla loro forma, con l’intento di dialogare con loro e mettercisi in relazione attiva.
RICONOSCIBILE non soltanto per i nostri contenuti culturali, ma anche e soprattutto per il modello politico che intendiamo portare avanti.

Dopo il primo sgombero, LUMe non si è spento. Ora però abbiamo bisogno di tempo ed energie per ristrutturare l’ex Magazzino, perché possa essere riempito di contenuti e socialità. Da domani inizieremo a lavorare nella nostra nuova casa, invitiamo tutti e tutte ad aiutarci a ricostruire quel posto che da troppo tempo manca a Milano. Vi aspettiamo.

#LUMEISBACK

LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano
LUMEteca – percorsi cinefili
Lume Teatro
SIX FEET UNDER //LUMe occupato

Pubblicato da Matteo, il 3 novembre 2017 alle 21:50

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