Gaetano Amoroso, ucciso dalla violenza fascista

Memoria Antifascista, il prossimo 29 aprile dalle ore 18,30 in piazzale Dateo, ricorderà Gaetano Amoroso militante del Comitato Rivoluzionario Antifascista di Porta Venezia.

Fu aggredito e accoltellato la sera del 27 aprile 1976, in via Uberti angolo via Goldoni, dove è posta la targa a lui dedicata.
Gli assassini erano noti squadristi, a partire da Gilberto Cavallini che oggi è responsabile di diversi omicidi e per questo deve, o dovrebbe, scontare 9 ergastoli, l’ultimo in attesa della sentenza definitiva, per la strage alla Stazione di Bologna. Insieme a Cavallini nel gruppo della squadraccia fascista c’erano, Folli, Cagnani, Pietropaolo, Terenghi, Croce, Frascini e Forcati.
Gli otto assassini furono arrestati poche ore dopo il fatto, nel processo del novembre 1979 furono condannati a vent’anni, Croce, Pietropaolo e Cavallini (latitante) e tredici anni agli altri imputati.

La destra fascista che oggi è al governo, guidata da Giorgia Meloni , arriva dalla storia del Movimento Sociale Italiano, fondato da Giorgio Almirante, repubblichino e redattore del manifesto della razza che permise a fascisti e nazisti di deportare migliaia di persone dall’Italia verso i campi di concentramento e di morte. Hanno cambiato nome, ma Fratelli d’Italia mantiene la fiamma nel suo logo per evidenziare la continuità con chi è stato responsabile delle stragi e delle violenze fasciste che hanno insanguinato tutta l’Italia negli anni settanta. Altrettanto imbarazzante la figura di Ignazio La Russa, dirigente missino e responsabile del Fronte della Gioventù a Milano, in prima fila in quel tragico 12 aprile 1973 quando da un corteo fascista partirono le bombe a mano che uccisero l’agente di polizia Antonio Marino.

Per impedire la riscrittura della storia e per non dimenticare i tanti giovani caduti per difendere la democrazia, il prossimo 29 aprile invitiamo tutte e tutti a ricordare i compagni uccisi dai fascisti, con uno sguardo all’attualità per affermare la necessità di contrastare politiche repressive che questo governo, il più a destra dal dopoguerra, mette in atto per restringere sempre più gli spazi democratici.

Memoria Antifascista

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