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Manzoni, le ragioni di un’occupazione

Redazione_Mim

Milano

Si è conclusa ieri l’occupazione simbolica che ha interessato il nostro liceo negli ultimi due giorni; sono stati momenti di confronto e di forte condivisione, di cui avevamo ben più bisogno di quanto potessimo pensare.

Ci è stato chiesto spesso il perché della nostra azione: la situazione politica e sociale all’esterno della nostra scuola ce lo ha imposto, tra studenti uccisi dall’Alternanza Scuola-Lavoro, un’emergenza climatica che devasta e rovina i luoghi in cui trascorriamo le nostre vite, e, in ultimo, la vittoria di un partito che storicamente rimane legato a immagini e retoriche fasciste. La nostra sfiducia nei confronti di queste istituzioni politiche è totale e fondata sulla consapevolezza che nessuno tra i partiti del paese si sia posto come priorità le nostre necessità generazionali; nessun partito ha portato avanti proposte legate al futuro che ci attende in un mondo perennemente in crisi da un punto di vista economico, ambientale e sociale.

La scelta di occupare e di riappropriarci di uno spazio che troppe volte si è dimostrato oppressivo è stata per noi la scelta più naturale e coerente dal punto di vista politico.

L’unica risposta che l’istituzione scolastica, nella figura della dirigente, è riuscita a darci è quella di una criminalizzazione del nostro gesto, accompagnata da minacce di forti provvedimenti didattico-disciplinari nei confronti di chi ha portato avanti la contestazione, con un chiaro intento divisivo e repressivo.

Ci opponiamo con forza a una scuola inadeguata, che continua a non curarsi delle nostre necessità, che è sorda alle nostre richieste.
Per noi è fondamentale ribadire che il legame fra la società in cui viviamo e la scuola che attraversiamo tutti i giorni e inscindibile e consequenziale. Non crediamo più all’idea di una scuola distaccata e lontana da ciò che accade all’esterno di essa; la scuola ci appartiene ed è il mezzo che riteniamo più consono per manifestare il nostro dissenso rispetto al contesto politico e sociale del nostro paese.

Manifestiamo dentro le scuole perché esse costituiscono le fondamenta della società del futuro. Queste fondamenta sono costituite da noi studenti e studentesse, dal nostro pensiero critico, dalla nostra agitazione.

Ritorniamo insieme a vedere la scuola come uno strumento collettivo di espressione delle necessità, delle idee e del pensiero studentesco.

COSTRUIREMO IL FUTURO DENTRO AL VOSTRO PRESENTE!

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