Molise-Calvairate: case invase da topi e immondizia, il quartiere si mobilita
Il giorno 4 giugno 2026 presso il civico 3 di piazza Insubria, stabile facente parte di un complesso di case ALER come tanti ce ne sono a Milano, si riuniva un’assemblea di inquilini provenienti da tutti gli otto civici che compongono quello specifico isolato di Molise-Calvairate. Alcuni tra noi sono nati in quelle case, altri vivono qui da oltre due decenni, alcuni da più tempo ancora e altri solo da pochi anni. La grande maggioranza è, almeno per il momento, composta di affittuari ALER, altri dopo anni hanno potuto riscattare il proprio alloggio e altri ancora invece sono arrivati in questi cortili avendo comprato un appartamento in precedenza riscattato da un utente, in una città in cui il costo di una casa supera altrimenti di gran lunga le possibilità di molti. Lo stesso contesto abitativo che vede al contempo appartamenti rimanere sfitti per anni, sigillati da lastre di metallo, mentre cittadini aventi diritto restano in coda in attesa dell’assegnazione di una casa.
A qualunque titolo ciascuno di noi faccia parte della popolazione di quel plesso di edilizia popolare, a chiamarci a raccolta è stata la spontanea risposta all’emergenza sanitaria che da oltre un anno e mezzo si è insinuata nella nostra quotidianità: l’accumulo incontrollato di spazzatura. Che a sua volta ha attirato diversi animali, tra cui i topi.
A quella prima assemblea ne sono seguite altre in differenti cortili, unitamente ad altre iniziative, tra le quali un corteo che nella giornata del 17 Giugno ha sfilato tra le corti e le vie che circondano l’isolato. Agli inquilini dei civici coinvolti dall’infestazione si sono uniti membri di associazioni e comitati che operano nel quartiere, offrendo il proprio appoggio e le proprie risorse per cercare di portare all’attenzione di ALER e delle pubbliche amministrazioni, così come dei privati cittadini, l’insorgere di un problema sanitario che, se non affrontato in maniera risolutiva, in futuro comprometterà ancor di più la salute pubblica. Anche in considerazione del fatto che la colonia di roditori non è circoscritta ai soli civici dell’isolato, ma popola anche alcune delle aree verdi circostanti.

Prima di quell’assemblea del 4 giugno, noi inquilini abbiamo più e più volte interpellato ALER, in quanto amministratore degli stabili e conseguentemente primario interlocutore dei loro abitanti, richiedendo provvedimenti per quella che nei mesi ha finito con l’assumere la dimensione di una vera e propria invasione. Le risposte, quando ce ne sono state, sono sempre risultate insoddisfacenti. I responsabili ALER con cui siamo riusciti a interfacciarci, hanno incolpato gli utenti stessi della deriva presa dalla situazione, attribuendo in maniera sommaria e anche classista a una collettività di individui un unico tratto distintivo di maleducazione e cattiva abitudine igienica, senza mai tracciare invece il palese parallelismo tra la proliferazione dei ratti e la riduzione dei servizi di manutenzione, smaltimento rifiuti e pulizia degli stabili.
Nei mesi antecedenti l’assemblea del 4 giugno singoli inquilini o utenti organizzati in comitati di quartiere si sono prodigati per sopperire all’inadeguata erogazione di quegli stessi servizi, che tra l’altro per quanto lacunosi ad oggi gravano sugli affitti e sulle spese condominiali sostenute dagli abitanti del plesso.
E non si può in questo quadro trascurare il fatto che due dei civici in questione ad oggi siano completamente sprovvisti di un servizio di portineria o anche solo un cancello d’entrata funzionante. Entrambe queste mancanze hanno portato nei mesi a un malcostume, alimentato dalla percezione ormai diffusa che i nostri cortili siano una terra di nessuno e il nostro benessere sacrificabile, che vede l’accesso incontrollato ai nostri condomini di chiunque desideri disfarsi delle proprie masserizie senza incomodarsi con la faticosa pratica di contattare AMSA per lo smaltimento degli ingombranti.
Di fronte alle mancate risposte di chi avrebbe dovuto in questi mesi di segnalazioni mobilitarsi per attuare le misure necessarie alla risoluzione del problema prima che degenerasse sfociando in un’emergenza sanitaria, utenti, comitati e associazioni hanno fatto fronte con tutte le proprie forze a una situazione che mai avrebbe dovuto presentarsi.
Fino ad arrivare ai primi contatti con la stampa che ha finalmente deciso di interessarsi a quello che stava accadendo in uno dei plessi popolari di Molise-Calvairate. E fino ad arrivare a quell’assemblea del 4 giugno e alle iniziative correlate, scaturite dalla scelta di persone stremate di unire le forze per pretendere l’attenzione e il riscontro fino a quel momento negati.
La macchina ALER a questo punto ha cominciato ad avviare il motore, con la posa di trappole di ultima generazione e la rimozione di masserizie da cortili e cantine. Ma, forse a causa della portata attualmente raggiunta dalla colonia di roditori o forse perché un intervento massiccio che coinvolga contemporaneamente tutti i civici interessati non è stato ancora implementato, ad oggi noi abitanti non vediamo ancora alcun miglioramento apprezzabile.
Anche da questo origina la nostra più recente iniziativa che ha avuto luogo il primo luglio davanti alla sede ALER di viale Romagna. Alcuni degli inquilini partecipanti alle assemblee spontanee, accompagnati da membri delle associazioni di zona, hanno organizzato un presidio davanti agli uffici ALER, per sottolineare ancora una volta che in questa città che ormai sembra aver completamente confuso il benessere con l’ambizione a una gentrificazione che poco ha a che vedere con la reale stabilità economica e sociale di una comunità, alcuni cittadini vivono circondati da ratti e dai loro escrementi, praticamente seduti sopra a una bomba a orologeria che potrebbe trasformarsi da un momento all’altro in un focolaio infettivo.
In occasione del presidio, che era stato preventivamente comunicato alle autorità competenti così come alla direzione stessa dell’azienda in questione, il presidente di ALER, accompagnato da 3 funzionari, ha accolto una delegazione di 7 manifestanti nei propri uffici per discutere delle nostre richieste. E in quella sede ancora una volta la dirigenza ALER ha spostato l’attenzione dalla mancata erogazione di servizi adeguati ai propri inquilini alla supposta responsabilità degli stessi, usando senza alcuna remora il termine “animali” per appellare gli utenti dei civici coinvolti. I responsabili ALER hanno inoltre imputato ai pubblici lavori attualmente in corso in quartiere parte della responsabilità, in quanto fonte primigenia di una migrazione di topi verso le nostre abitazioni.
Ad oggi rimaniamo frustrati e insoddisfatti, le nostre richieste parzialmente ascoltate, senza mai far mancare un certo disprezzo nei nostri confronti in occasione degli scambi avuti con ALER. A conclusione del colloquio avvenuto in occasione del presidio, il presidente ALER ha traguardato una visita a breve nei nostri cortili, staremo a vedere quali saranno le imputazioni a noi rivolte e quali invece le attività effettive implementate per risolvere il problema e come verranno calendarizzate nelle settimane a venire.
Assemblea abitanti Molise-Calvairate

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