Nazismo e terrorismo islamico: la pericolosità di una equiparazione assurda

Di ieri la notizia di un ragazzo marocchino arrestato a Brescia, trovato in possesso delle seguenti cose:

– Planimetria scaricata da Google della sinagoga di Milano

– Video sulla scuola ebraica (non ben specificato)

– Bandiere naziste con svastiche

– Una sciabola fabbricata da lui, nella fabbrica siderurgica dove lavorava.

Elementi che, secondo i nostri mezzi di informazione, validano l’ipotesi che si trattasse di un pericolosissimo terrorista islamico; ipotesi confermata anche dal fatto che il ragazzo fosse perfettamente integrato (lavorava) ed insospettabile.

Seppur nessun elemento ci porti verso alcuna forma di appartenenza religiosa (il ragazzo non aveva alcune relazioni con la moschea né, apparentemente, con la comunità musulmana di Brescia, una delle più grandi della Lombardia), non si esita a parlare di “terrorismo islamico”: perché?

E’ pericolosa e fuorviante l’equiparazione dell’antisemitismo (o nazismo) e l’Islam. Per quale motivo si deve veicolare l’idea che tutti i musulmani siano antisemiti, e che comunque, un antisemita (nonostante non sia musulmano, o comunque, non particolarmente praticante) debba essere per forza mosso da principi religiosi nelle sue azioni (o idee) di odio verso gli ebrei?

E’ innegabile che mondo arabo e Israele non abbiano buoni rapporti.

Ma questo non giustifica il fatto che una persona, solo perché marocchina, solo perché nazista (e peraltro, senza poi prove così eclatanti del fatto che fosse pericoloso….) venga identificato come terrorista islamico. Possibile che non ci si renda conto di quanto questo possa essere pericoloso e mettere in cattiva luce tutti i musulmani di Italia che, già, hanno non poche difficoltà ad venire accettati e riconosciuti nella nostra società?

Milano in questo sta faticosamente facendo dei passi avanti.

La scorsa settimana è stato approvato, con un processo lungo, difficile e travagliato, la costruzione della nuova moschea di Sesto S. Giovanni. Qualcuno è a conoscenza del fatto che i musulmani a Milano non hanno un luogo di culto che sia sicuro, capiente e adeguato? Qualcuno ha mai detto o raccontato che molti di loro, per anni e tuttora, sono costretti a pregare (ma non solo: ritrovarsi, mangiare, discutere e socializzare) nei garage?

Queste pericolose e superficiali identificazioni e abuso dei termini di terrorismo religioso, quando non vi è alcun fondamento, possono davvero minare processi importanti e già difficili di integrazione e conoscenza. Nonché l’abbattimento di pregiudizi consolidati e duri a morire nel nostro paese.

La comunità ebraica, dal suo canto, non perde l’occasione per assumere il solito, e trovo altamente controproducente, atteggiamento da vittima perseguitata e costretta a vivere nella paura: ma paura di cosa?

Sarebbe anche nel loro stesso interesse, come in quello di tutti, scalzare i meccanismi di “al lupo, al lupo!” e iniziare a ragionare, e ad approfondire, alcune dinamiche, per poterle davvero conoscere, identificare e gestire.

 

 

 

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11 risposte a “Nazismo e terrorismo islamico: la pericolosità di una equiparazione assurda”

  1. tonto ha detto:

    Che cosa è pericoloso?
    Mettere in relazione integralismo islamico e nazismo?
    Gli integralisti cristiani non sono contigui all’estrema destra?
    I salafiti, i talebani ed hamas sono di sinistra?
    Che differenza passa tra l’omofobia, il maschilismo, l’autoritarismo, l’oscurantismo e, perchè no, l’antisemitismo dei nazi e quello degli integralisti di qualunque religione?

    • Giulia Rivoli_MiM ha detto:

      Ciao, non davo un giudizio di merito ma volevo dire che trovo pericoloso e potenzialmente dannoso il binomio ODI GLI EBREI = SEI UN TERRORISTA ISLAMICO. Non è asolutamente detto, e i due sono fenomeni che possono essere separati. Al di là di come andrà questa vicenda ho letto vari articoli che mi sono sembrati molto allarmisti e pronti a puntare il dito contro i fantomatici “terroristi islamici” anzichè valutare quello che è più probabile, e cioè che si tratti di un fanatico antisemita. Poi, per quanto riguarda il “giudizio di valore”, sono daccordo te e non difendo nessuna di queste ideologie. il discorso religione e politica mi interessa molto e provero’ comunque più avanti ad approfondirlo facendomi aiutare da qualcuno, inchallah.

  2. tonto ha detto:

    Credo che l’attributo di “terrorista islamico” sia legato all’origine nordafricana del nazi più che all’odio per gli ebrei: si rende esotico l’antisemitismo per far dimenticare i moti nazisti tedeschi del 1993 o la persecuzione dei rom di oggi. Il conflitto arabo-israeliano è solo una conseguenza della persecuzione nazista e dell’ostilità nei confronti degli ex-internati nel dopoguerra: se oggi si pensasse di risolvere il “problema rom” creando uno staterello in India succederebbe esattamente la stessa cosa.
    Gli ebrei che ancora si ostinano a vivere in Italia o in Germania sono il peggior nemico di qualunque tipo di integralista, ebreo, cristiano o musulmano che sia proprio perchè rifiutano uno stato ad hoc ed ogni 25 Aprile si beccano pure gli insulti!

    • Giulia Rivoli_MiM ha detto:

      Beh, in questo caso un po di precisone: parlare di nazionalità, non di religione. Proprio per non mettere in difficoltà tutti i musulmani di Italia che già hanno i loro bei problemi.
      Non sono daccordo con la tua visione del conflitto arabo israeliano e credo che se ci liberassimo un po’ di questo fardello del giustificazionismo perenne utilizzando la Shoa, forse si esplorerebbero delle nuove soluzioni. O almeno si esplorerebbero nuove visioni dei problemi.
      Daccordo con te sulla pericolosità di “creare uno stato”: ma secondo te perchè è stato fatto e perchè è stato fatto li? Non è che per caso insieme allo stato si è voluto accendere un perenne conflitto?
      Ultima tua considerazione: non saprei. So solo che la reazione della comunità ebraica che ho letto stamattina non mi sembra utile, fomenta essa stessa l’idea persecutoria e terroristica, invece di fare intelligenti distinzoni tra i suoi “nemici”.

      • tonto ha detto:

        Distinguere nazionalità e religione è cosa difficile per chi vive in stati confessionali De Facto: l’Italia è un paese per cattolici, lo sanno bene tutti quelli che non lo sono! E’ anche per questo che chi fa parte di una religione maggioritaria confonde l’ebreo con l’israeliano ed il musulmano con l’integralista: è un ottimo nascondiglio per il razzismo.
        Rispetto alle soluzioni per il conflitto arabo-israeliano, le vedo molto lontane: oggi si parla di “due popoli due stati” che è un concetto molto simile al “cuius regio eius religio” che ha insanguinato l’Europa per secoli. Anche qui si spacciano per laici due stati confessionali “de facto” destinati a contendersi un’enorme concentrazione di luoghi sacri. Tra l’altro tutta la zona pullula sempre più di integralisti guerrafondai: un unico stato veramente laico e super partes lo vedranno forse i nostri nipotini…
        Quanto al distinguere i nemici, a me sembra inutile: vedo un solo nemico e si chiama fascismo.
        Oggi ha un po’ più paura degli ebrei che degli “altri” in generale, colpisce gli zingari perchè NESSUNO li difende ma non le donne che alzano lo sguardo o gli omosessuali: colpisce dove gli conviene di più ma si annida ovunque, mica solo tra i cristiani.

        • Giulia Rivoli_MiM ha detto:

          Ci tengo a precisare in quanto autrice di questo articolo, che le misure esagerate nei confronti del ragazzo di Brescia potrebbero essere state causate da una soffiata arrivata rispetto alla minaccia che si è poi realizzata a Tolosa.

          Resta comunque valido per me l’assurdità dell’equiparazione tra anti semita e islamico, e il caso di Tolosa mi sembra un’ulteriore conferma visto che si sta già gridando ad Al Quaida e alla Palestina…

          • tonto ha detto:

            L’ammazzabambini di Tolosa non si è accanito solo contro gli ebrei ed inizialmente era stato identificato come nazi. Adesso si autoproclama vendicatore dei bambini palestinesi: chissà come sono contenti i bambini palestinesi!
            Il tizio non è nemmeno palestinese, è solo un nazi di religione islamica che si inserisce nella lunga serie di “episodi” come la strage dei giovani socialisti o gli spari contro i senegalesi a Firenze. Ricordiamoci che il movimento neonazista che infiammò la Germania nel 1993 partì da un gruppo di 3 minorenni ed un alcolizzato disoccupato che diedero fuoco ad una casa di asilanten a Solingen uccidendo 5 donne turche.
            Nazi islamici e non cercano di spostare a destra le tensioni sociali e ricreare il clima della germania del ’93: il martirio del tizio di Tolosa potrebbe creare rivolte nelle banlieu molto diverse da quelle viste fino ad adesso, portando acqua al mulino del FN come ne ha portata già adesso a Sarkozy.
            Credi che non ci sia un calcolo o perlomeno un dibattito dietro a tutto questo?

          • Giulia Rivoli_MiM ha detto:

            Quello che volevo dire e che ribadisco, è che le gesta di un folle delinquente probabilmente non sano di mente vengono subito assimiliate al fenomeno del terrorismo islamico di matrice religiosa per farne strumento politico!

          • tonto ha detto:

            Perchè invece i “terroristi islamici di matrice religiosa” sono sani di mente?
            Farsi esplodere in mezzo a uomini, donne e bambini di tutti i tipi e di varie religioni è un atto razionale di fede?

            Ah già, fa parte della loro cultura arretrata, quella che gli fa uccidere esseri umani perchè bruciano pezzi di carta.
            Oppure sono matti, sono esasperati, sono poveri, sono ignoranti, sono religiosi e via giustificando.
            Io dico che sono fascisti, pensano e si comportano da fascisti: chi è diverso da loro deve sottomettersi o morire.
            Non mi convince l’idea paternalista, razzista e coloniale di gente che naviga su internet vivendo nel medioevo.

          • Giulia Rivoli_MiM ha detto:

            NO, sono pazzi tutti e due, ma è FALSO dire che dietro al gesto di un folle ci sia per forza al quaida solo perchè uno è marocchino o maghrebino!!!

          • tonto ha detto:

            Questo non lo so, non so cosa sia realmente Al Quaida, sempre che qualcuno lo sappia! I nazisti non hanno bisogno di Hitler e della Gestapo per organizzarsi anche se qualche aiutino istituzionale in giro per il mondo l’hanno sempre trovato. Lo stesso credo che valga per chi dà una lettura nazista del Corano e una coloritura religiosa ai suoi deliri di superiorità: che cerchi la protezione dei tiranni, l’appoggio delle masse o l’amicizia su facebook alla fine quello che propone non cambia.
            Forse l’hanno capito anche loro di non essere poi così diversi, di avere gli stessi problemi e di potersi aiutare e sdoganare a vicenda.
            Certo, chiamarla Al Quaida fa più paura e crea più richiesta di sicurezza, chiamarla destra islamica sarebbe più imbarazzante.

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