“Pulite bene che abbiamo un sacco di cose da dire” – Per non morire di “decoro”…

Picture1A un anno dalla marcia delle spugnette, i nuovi imbianchini democratici ci hanno riprovato, ma a questo giro è stato un flop.

Meno di venti persone si sono presentate in via Pelitti all’iniziativa riqualificante di ‪#‎NessunoTocchiMilano‬.
C’erano pure Qui Quo e Qua e Zio Paperino. Maran, Rozza, Bussolati e pure il buon Beppe Sala insieme a qualche altro futuro consigliere di zona.
Morale dalla favola, di cittadini per bene neanche l’ombra.

Comunque una serie di scritte ha accolto questi intrepidi mastrolindi: “Pulite bene che abbiamo un sacco di cose da dire”, “- cif + diritti”, “I muri continueranno a parlare”.

Questi cittadini armati di cif vogliono PULIRE, poco importano gli intrallazzi mafiosi della città-vetrina, come non interessano l’emergenza abitativa, l’accoglienza dei migranti, la disoccupazione giovanile o il precariato e i salari da fame i licenziamenti facili del Jobs Act.

Questi sono problemi difficili, che comportano scelte coraggiose e prendere posizione, meglio concentrarsi sul decoro urbano si sa L’IMPORTANTE PER LORO è SOLO PULIRE.
Ci chiediamo dove saranno questi indignados del degrado quando chiuderà il centro di accoglienza di Via Aldini, come è stato annunciato dall’assessore Majorino, o quando bisogna difendere i diritti, o quando viene sgomberata una famiglia con minori che vive una condizione di morosità incolpevole…

NOTA 1
Abbiamo notato con piacere che questa volta l’immancabile automobile che disturbava questa grandissima impresa è stata incelofanata per evitare che lo sceriffo Rozza riprovasse ad imbrattarla come aveva fatto un mese fa in via Mantegna. Fulgido esempio di chi per il decoro non si ferma davanti a niente…

NOTA 2
A chi straparla parlando del bene della città, ricordiamo che per noi prendersi cura della città ha un significato molto diverso.
Vuol dire assegnare le case popolari vuote, creare tutti i giorni socialità, cultura e aggregazione nelle periferie e non sbandierarlo ogni 5 anni in campagna elettorale.
Vuol dire creare pratiche di mutuo soccorso tra chi viene schiacciato dalle dinamiche socioeconomiche della metropoli, vuol dire eliminare l’amianto dalle case popolari, significa accogliere chi scappa da una guerra e non costruire muri.

NOTA 3
E che il degrado di cui parlate tanto non sono quattro scritte sui muri, bensì è la precarietà esistenziale che siamo costretti a vivere, è il misero stipendio che riceviamo, è la cementificazione e la speculazione dei territori.

Pulite bene che abbiamo un sacco di cose da dire.
Ci leggerete sui muri
Ci troverete nelle strade

http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858105214

http://ilmanifesto.info/storia/contro-lideologia-del-decoro/

http://www.dinamopress.it/news/il-nemico-della-citta

https://www.youtube.com/watch?v=g_jUSuVeR2g

Indecorosi periferici migranti

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