Presidio invisibile-sensibile del 23 ottobre – Indicazioni per chi potrà scendere in piazza e per chi no

23 ottobre, ore 15 @ piazza Duca d’Aosta, Milano.

Sabato 23 ottobre saremo in piazza per il presidio sensibile-invisibile, ma sappiamo bene che la piazza non sarà mai per tuttə, soprattutto nel caso di un presidio come questo, costruito e pensato con e per persone malate.
Come scrive Johanna Hedva nella “Teoria della donna malata”: “Come si fa a lanciare un mattone contro le vetrine di una banca se non puoi alzarti dal letto?”.

Ci siamo a lungo interrogate sull’abilismo intrinseco delle nostre manifestazioni, dei cortei, di ogni nostra uscita pubblica perché in molte situazioni, per malattia, disabilità, agorafobia o altro, non è proprio possibile uscire di casa. Per il 23 ottobre abbiamo cercato di costruire una mobilitazione che possa essere il più partecipabile possibile, dunque un presidio statico in un luogo relativamente facile da raggiungere; di sabato, per non sovraccaricare durante la settimana persone già provate dalla giornata lavorativa; breve, perché sappiamo che le energie a disposizione sono limitate; in un luogo con tanti bar (e quindi bagni) intorno, affinché le vesciche fragili possano avere una soluzione a portata di mano.

Nonostante questo nostro impegno, sappiamo bene che non tuttə potranno o se la sentiranno di essere fisicamente con noi, quindi abbiamo pensato ad un’azione virtuale che chiunque possa fare da casa.

Il 23 ottobre posteremo tuttə la stessa immagine che accompagna questo post, i testi rivendicativi che trovate di seguito e taggheremo le istituzioni segnalate nei testi. Cercheremo di far arrivare la nostra voce alle istituzioni competenti tramite tutti i canali possibili, fisici e virtuali: non vogliamo lasciare indietro o escludere nessunə!

Non Una Di Meno non è uno slogan, ma la nostra (ideale) pratica politica.

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Chiediamo allo Stato e al #SSN di riconoscere come malattie croniche e invalidanti #vulvodinia, #neuropatiadelpudento e #fibromialgia, e di garantire maggiori tutele a chi soffre di #endometriosi. Non vogliamo più essere invisibilə! @MinisteroSalute @Montecitorio @SenatoStampa

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Chiediamo allo Stato e al Servizio Sanitario Nazionale di riconoscere come malattie croniche e invalidanti vulvodinia, neuropatia del pudendo e fibromialgia, e di garantire maggiori tutele a chi soffre di endometriosi.
Si tratta di patologie diverse, ma colpiscono prevalentemente le donne e le persone assegnate femmina alla nascita (AFAB) e sono accomunate da gravi ritardi diagnostici. Questi ritardi sono principalmente dovuti ad una mancata formazione del personale medico e a scarsi finanziamenti alla ricerca. Non solo: la colpa è anche di un sistema medico che sottovaluta e nega costantemente il dolore delle donne e delle persone AFAB, minimizzandolo e giudicandolo normale. Anche quando diagnosticate, se pur con difficoltà, l’ostacolo è il Servizio Sanitario Nazionale che non riconosce queste patologie, negando esenzioni e invalidità. Così le visite specialistiche, l’approccio multidisciplinare e integrato, i farmaci e tutti i costi sono a carico di noi pazienti.
Il problema è medico, sociale e politico. Vogliamo diritti, tutele, sostegno economico e cure integrate e aggiornate. Vogliamo il tempo per prenderci cura di noi e un sistema che si curi di noi. Non vogliamo più essere invisibilə!

Non Una Di Meno Milano

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