[DallaRete] Chiaiano: cinquemila contro la nuova discarica

 

5Continua la mobilitazione contro l’ipotesi di una nuova discarica e per la bonifica.

Oggi pomeriggio Chiaiano e’ stata letteralmente invasa da un fiume in piena di 5000 cittadine e cittadini determinati a scongiurare l’apertura di un’ulteriore cava su un territorio già devastato dalla discarica rimasta aperta dal 2008 al 2011, chiusa poi dalla determinazione e dalla forza dei cittadini stessi. La straordinaria partecipazione, inaspettata certo, e’ però il frutto più bello dell’autorevolezza e del radicamento dei comitati della Rete Commons, che in questi anni, nonostante la chiusura dell’invaso non hanno mai smesso di far sentire la propria voce e di chiedere la bonifica e la riqualificazione del territorio. Hanno da sempre denunciato la compromissione dello Stato con i poteri criminali nella assegnazione  degli appalti e nella stessa gestione della discarica. Poi, dopo sei anni, dopo aver subito tentativi di criminalizzazione svariati e striscianti da parte della stessa magistratura, 17 arresti tra persone legate ai casalesi e tecnici della Sapna ( la società provinciale che gestisce le discariche) hanno dimostrato che i comitati avevano ragione, e che la discarica legale era stata costruita con un sodalizio tra camorra, stato e poteri commissari. Il giorno dopo il prefetto Ruberto, l’ennesimo  commissario, l’ennesima espressione di una governance coatta impunita e criminale, annuncia l’apertura di una nuova discarica, addirittura più grande di quella che ha già avvelenato l’area nord di Napoli. La mobilitazione dei cittadini e delle cittadine non si è fatta attendere, prima di tutto con due assemblee popolari partecipassime e poi con il massiccio corteo di oggi pomeriggio.

Martedì la conferenza dei servizi si pronuncerà sull’ipotesi criminale di questa nuova apertura. I cittadini e le cittadine, i centri sociali, le associazioni, i coordinamenti che da anni si battono per la riqualificazione di quel territorio saranno in presidio per ribadire la scelleratezza di questa ipotesi, pronti a costruire una mobilitazione all’altezza dell’attacco che stanno preparando. Il meeting del prossimo fine settimana servirà ad incrociare le storie del movimento campano contro il biocidio e per i beni comuni con quelle di tanti posti del sud Europa, che subiscono forme analoghe di saccheggio.

Ripartiamo da questo territorio, in tantissimi e tantissime, sempre con la stessa rabbia e con la stessa determinazione, gridando ancora una volta che LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI.

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