[DallaRete] Padova: repressione si abbatte sullo sciopero sociale del #14N

545680_452908491414460_1847065005_n_1Repressione nei confronti del movimento padovano. La Polizia ha eseguito questa mattina perquisizioni nelle abitazioni di compagni di Cs Pedro e del Laboratorio Bios.

Cinque le misure cautelari: un arresto ai domiciliari e 4 obblighi di dimora, nei confronti di compagni e compagne che hanno partecipato allo sciopero sociale dello scorso 14 Novembre quando la polizia caricò il corteo selvaggio che si muoveva per le vie del centro storico.

I cinque sono accusati di resistenza aggravata e violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Comunicato di Padova città aperta – Laboratorio per lo sciopero sociale

La libertà di movimento è sotto un attacco strategico. A Padova cinque attivisti del CSO Pedro, Bios Lab e del Coordinamento Studenti Medi sono stati perquisiti in primissima mattinata, ricevendo la notifica di quattro obblighi di dimora e un arresto domiciliare.

A pochi giorni dalla sentenza No Tav, che ha ribadito lo stato di guerra costruito dai poteri congiunti politici, giudiziari e polizieschi, vediamo confermarsi l’atteggiamento riservato ai percorsi e ai momenti di conflitto sociale in Italia. Nella città patavina questo clima si unisce all’ormai noiosa retorica allarmista appartenente ad alcuni esponenti dei partiti politici locali, della magistratura e delle forze di polizia, tutta volta a riesumare lo spettro del ritorno degli anni Settanta e della violenza politica. Lasproporzione tra pene e reati, l’assunzione della colpevolezza nel dare pesanti misure preventive, dunque senza alcun dibattimento, l’allontanamento forzato degli attivisti da Padova, è indice della sordità che le istituzioni hanno nei confronti delle problematiche e rivendicazioni sociali che la città esprime. Ed anche della tensione che si vuole creare identificando gli attivisti come un problema di sicurezza e di ordine pubblico della città: l’obiettivo è minare la possibilità di un cambiamento radicale, mettendo a tacere e bandendo qualsiasi voce di dissenso.

Non era forse questo ciò che hanno gridato a gran voce le centinaia di partecipanti al corteo del 14 novembre? Non era forse la contrarietà alla riforma del lavoro peggiore – il Jobs Act – che sia mai stata approvata negli ultimi decenni? A Padova come in tantissime altre piazze italiane, questo desiderio di migliori condizioni di vita, possibilità, reddito e diritti ha fatto scendere per le strade le centinaia di migliaia di strikers, protagonisti dello sciopero sociale. In un’Europa scossa da venti di cambiamento istituzionali, i partiti e le istituzioni nostrane che esultano per le vittorie elettorali altrui si dimostrano ancora una volta quello che sono: riproduzione del loro potere, chiusura totale nei confronti delle istanze sociali che costruiscono quotidianamente un modo diverso di vivere la città, che parli il linguaggio delle lotte e dei diritti.

Liberi tutti. Per una Padova libera e aperta ai movimenti che la abitano, per una trasformazione del diritto affinché non sia uso e strumento del più forte, ma certezza e garanzia di difesa di chi diritti non ne ha. La libertà di movimento non si misura, men che meno con le operazioni repressive da parte di chi mira a restringerla sempre di più.

Un’ultima cosa la vogliamo dire a chi tenta con questi strumenti di fare paura a chi  si mette in gioco in prima persona per trasformare le vite dei troppi che non un futuro: le vostre intimidazioni non ci fanno paura e anzi, ci convincono che stiamo percorrendo la strada giusta, rafforzano la nostra voce e moltiplicano il nostro bisogno insopprimibile di lottare per la nostra libertà!

Alle ore 13.30 conferenza stampa sul Liston e alle ore 18.00 presidio in P.zza Antenore.

Non ci fermerete mai!

Il #14N c’eravamo tutti! La libertà non si misura!

Cesko, Luca, Luca, Giorgio, Fede… liberi! Liberi tutti!

Padova città aperta – Laboratorio per lo sciopero sociale

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