Grecia, se i neonazisti sostituiscono i poliziotti

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La notizia rimbalzava già su alcuni giornali internazionali (non quelli italiani, troppo impegnati  a celebrare l’ineluttabilità delle strategie europee in materia di austerità, per dare spazio ai più vistosi “effetti collaterali” di tali politiche) ma nessuno l’aveva data con la chiarezza di un recente articolo del “Guardian”: la polizia greca invita i cittadini vittime di furti e rapine a chiedere la “protezione” dei militanti di Alba Dorata, la formazione neonazista in rapida crescita di consenso elettorale.

La notizia non è agghiacciante solo perché rivela la stretta connivenza fra “forze dell’ordine” ed estremisti di destra (un fenomeno ben noto agli studiosi dell’ascesa dei regimi di Mussolini e Hitler fra le due guerre), ma anche e soprattutto per altri motivi.

In primo luogo, perché le persone che hanno ammesso di avere ricevuto tale invito: 1) riferiscono che i poliziotti avrebbero insistito sul fatto che quelli di Alba Dorata si sono dimostrati particolarmente efficienti nell’opera di contrasto e dissuasione dei reati commessi dagli immigrati (e infatti le aggressioni indiscriminate nei confronti di quest’ultimi sono in continuo aumento, evocando i tristi ricordi dei pogrom antiebraici); 2) hanno confessato che, pur non condividendo l’ideologia neo nazista, sono tentati di accettare il suggerimento, terrorizzati come sono dai tassi di violenza in rapida crescita nei quartieri periferici, duramente provati dai feroci tagli imposti dall’Europa alla Grecia. In poche parole, siamo alla guerra fra i poveri, fenomeno che, storicamente, si è sempre mostrato particolarmente propizio alla crescita dei movimenti neofascisti.

Inoltre Alba Dorata si sta conquistando le simpatie degli strati popolari più deboli lanciando parole d’ordine “anticapitaliste”, “no global” ed “egalitarie”, che incitano all’insurrezione contro i “plutocrati” (anche qui risuonano sinistre eco della vecchia retorica nazional “socialista”), e organizzando attività caritatevoli (come distribuzioni di cibo e vestiti) a sostegno dei poveri (è una delle strategie più efficaci utilizzate anche dall’integralismo islamico per guadagnare consensi fra le masse diseredate del mondo arabo).

Il fallimento dell’ideologia liberal liberista e delle presunte virtù taumaturgiche dei mercati, da un lato, e la pressoché totale incapacità, dall’altro lato, delle sinistre – moderate o radicali che siano – di aggregare le masse popolari attorno a una credibile alterativa economica, politica e sociale al dominio del finanzcapitalismo e dei suoi funzionari politici, stanno insomma spalancando le porte a spettri che credevamo neutralizzati per sempre.

Molti idioti, in buona o cattiva fede, sostengono che il mondo attuale è troppo “complesso” per arrendersi alle sirene del totalitarismo di destra. Ma sono esattamente gli effetti devastanti di questo eccesso a rendere appetibili operazioni politiche di drastica semplificazione di complessità.

Carlo Formenti

 

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