Illegale è la legge… contro ogni proibizionismo invadiamo le strade di Roma

 

1888479_653620754704885_525802016_nDopo otto anni di resistenza alla legge Fini-Giovanardi il movimento antiproibizionista torna in piazza con una grande manifestazione nazionale. Lo fa poco prima di una sentenza che potrebbe segnare la ritirata della “guerra alla droga” nel nostro paese[..] : l’11 Febbraio la Fini-Giovanardi, dopo varie sentenze di tribunale che ne hanno respinto la legittimità, verrà sottoposta ad una sentenza di costituzionalità. Già approvata con l’inganno e una grossa forzatura istituzionale, inserita per intero nella decretazione d’urgenza riguardante le Olimpiadi invernali di Torino, ora la Fini-Giovanardi potrebbe finire dritta dritta nel dimenticatoio.

Per questo motivo oggi a Roma prenderanno parola le mille ragioni dell’antiproibizionismo, a cominciare da quelle dei consumatori, stanchi di essere criminalizzati e perseguitati da leggi inique e sproporzionate. C’è poi l’impegno di una rinnovata battaglia antimafia che, superando il ritornello della legalità, ha capito come la liberalizzazione dell’uso e consumo delle sostanze sia l’unica arma efficace contro le mafie e il narcocapitalismo, dal Nord al Sud del mondo. Ci sono le ragioni di chi si batte per l’amnistia e l’indulto, contro la carcerizzazione di settori sempre più ampi della popolazione grazie a leggi liberticide come la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini. In piazza scenderà anche chi richiede di usare la cannabis a scopo terapeutico, per lenire il dolore e per curarsi, possibilità ad oggi non garantita. Le strade di Roma saranno quindi invase da chi pensa che un nuovo modello di sviluppo e di uscita dalla crisi passi anche da qua.

Se, come speriamo, l’11 Febbraio la sentenza della Corte Costituzionale bocciasse la Fini-Giovanardi si potrebbe iniziare a ripensare complessivamente la normativa in materia di consumo e detenzione di sostanze psicotrope. Da qui è infatti necessario ripartire per invertire la rotta, perché non potrà di certo bastarci il ritorno alla legislazione precedente. Per mettere con le spalle al muro il fronte proibizionista e collocare il dibattito e l’azione legislativa nostrana sullo stesso piano di ciò che sta accadendo in paesi come l’Uruguay o gli stessi Stati Uniti, sarà necessario riprendere con forza una battaglia continua, che sappia dar voce a quell’antiproibizionismo silenzioso che, probabilmente, è già maggioranza nel paese reale, fuori dai palazzi e dai discorsi di quella politica che continua a trattare con il capitolo droghe in maniera ideologica, producendo allarme sociale le cui conseguenze sono esclusivamente rappresentate da leggi securitarie

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