LA REGIONE PREFERISCE DEGRADO E SPACCIO AL LAMBRETTA? LA RICHIESTA DI SGOMBERO DI ALER E REGIONE È IMMOTIVATA

(da  www.lucianomuhlbauer.it)
Il centrodestra regionale preferisce il degrado e lo spaccio alle attività sociali e culturali di un gruppo di giovani? Una domanda apparentemente assurda, visto che parliamo di amministratori pubblici, ma che purtroppo si fa molto concreta di fronte alle strane e ripetute pressioni su Prefetto e Questore perché procedano con urgenza allo sgombero del “Lambretta” di piazza Ferravilla, a Milano.
Già, perché a giudicare dalle insistenze del Presidente dell’Aler Milano, Loris Zaffra, e dell’Assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, sembra quasi che le “villette” occupate dai giovani nell’aprile scorso rappresentino la quintessenza del problema casa a Milano. Invece, queste erano vuote prima e neanche oggi esistono progetti concreti di alcun tipo.
Ebbene sì, perché contrariamente a quello che sostengono gli esponenti regionali, non risulta dagli atti pubblici che gli immobili in questione siano stati venduti o che ci siano lavori di riqualificazione alle porte.
Dalla documentazione di Infrastrutture Lombarde S.p.A., la società a controllo regionale incaricata della “valorizzazione” degli immobili Aler del “Quartiere De Sarto”, si evince infatti quanto segue: 1) quasi tutti gli immobili (i civici: v. Andrea del Sarto 26/28 e 30/32, via Tiepolo 53/55, p.zza Ferravilla 11/13 e 15, v. Appollodoro 1, 3/5, 4 e 6) sono stati messi in vendita alla fine dell’anno scorso e l’asta pubblica, dopo vari rinvii, si è tenuta il 22 maggio scorso, senza esito positivo conosciuto; 2) un’altra parte degli immobili (i civici: v. del Sarto 20 e via Tiepolo 49-51) è oggetto di lavori di ristrutturazione,  in vista di Expo 2015, ed il relativo appalto è statoaggiudicato il 16 luglio scorso.
In altre parole, le villette attualmente occupate dai ragazzi, che si trovano in p.zza Ferravilla 11, non sono state vendute ed i lavori di riqualificazione riguardano altri immobili. Cioè, non vi è urgenza, né pregiudizio in relazione ad eventuali progetti di valorizzazione o riqualificazione. E allora, perché tutto questo accanimento, visto peraltro che i ragazzi del  Lambretta rappresentano nemmeno un problema di ordine pubblico?
Probabilmente la risposta è da cercarsi nel clima politico, in un centrodestra senza idee per Milano e in gravi difficoltà politiche e giudiziarie in Regione. Troppo forte pare dunque essere la tentazione di buttarla in caciara in casa dell’avversario Pisapia e, en passant, di far dimenticare che l’Aler, la cui sede milanese si trova a soli 200 metri, non si è nemmeno accorta che le villette abbandonate erano diventate un piccolo fortino dello spaccio.
D’accordo, occupare è illegale, ma non è forse preferibile, da ogni punto di vista, che nelle villette ci siano i ragazzi del Lambretta con le loro attività, piuttosto che lo spaccio e l’eroina? E non sarebbe meglio che l’assessore regionale e il presidente dell’Aler aprissero un confronto con il territorio, magari a partire dal Consiglio di Zona, per spiegare ai residenti cosa intendono fare con le villette, piuttosto che tirare per la giacchetta la Questura per fini poco trasparenti?
Da parte nostra auspichiamo che Questore e Prefetto sappiano resistere alle infondate ed improprie pressioni regionali ed esprimiamo la nostra solidarietà ai ragazzi e alle ragazze del Lambretta.

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