26 Gennaio 2012: Non si arresta la lotta NoTav!

Ieri mattina un’operazione di polizia ha portato all’arresto di 26 persone e a misure restrittive per altre 15, in tutta Italia. In tutto 52 sono le persone indagate per le giornate del 27 Giugno e del 3 Luglio a Chiomonte.

Si tratta della giornata dello sgombero della “Libera Repubblica della Maddalena” e della manifestazione nazionale No Tav. Le giornate furono caratterizzate da un’incredibile aggressione da parte delle forze dell’ordine, che facendosi strada con idranti, ruspe e mgiliaia di candelotti di lacrimogeno al CS, cercarono di reprimere la resistenza No Tav. Furono due giornate di incredibile resistenza, che rafforzarono il fronte di lotta dietro lo slogan “siamo tutti Black Block”, invece che dividerlo come si aspettavano probabilmente chi parlava di “infiltrati” e “violenti”. Il 3 Luglio fu solo l’inizio di una stagione di lotta ancora in corso in Val Susa.

Dal tentativo di dividere ieri mattina si è passati all’intimidazione. Il pm Caselli, già noto per l’operazione “Rewind atta a reprimere un anno di lotte studentesche e grandi mobilitazioni, ci sta riprovando organizzando un’operazione repressiva in tutta Italia. Le città più colpite sono state Milano e Torino, rispettivamento con 6 arresti a Torino e 3 a Milano. Arresti anche in valle, tra i quali spiccano, per assurdità,  quello di una donna incinta al 7 mese di gravidanza, quello di un consigliere comunale di più di 60 anni,  oltre a quelli, numerosi, di persone vicini a centri sociali piemontesi.

Le risposte ovviamente non si sono fatte attendere, la sera stessa, dopo una conferenza stampa che si era svolta in giornata proprio in Val di Susa, è stato organizzato un corteo-fiaccolata a Bussoleno (Torino), che ha visto la partecipazione di circa 8.000 persone. Per ribadire che “la Val di Susa paura non ne ha” e che la lotta va avanti con l’appoggio e la solidarietà delle comunità locali.

A Milano un’assemblea molto partecipata a dato vita a un corteo spontaneo nel tardo pomeriggio, che uscito dall’Univeristà Statale di Milano si è mosso per le vie del centro, andando a concludersi in piazza Fontana, con una presenza di forze dell’ordine inverosimile. Nella serata gruppo di compagni si è ritrovato sotto il carcere di San Vittore dove ha dato vita a un presidio in solidarietà degli arrestati, al quale si è poi aggiunto un corteo spontaneo nato dall’assemblea al Circolo dei Malfattori. In totale circa 2000 persone hanno fatto sentire il loro “liberi tutti, liberi subito” dentro le mura del carcere.

Anche Roma ha vissuto un simile scenario: dopo l’arresto di 2 attivisti appartenenti a due diversi gruppi dell’area del movimento cittadino, si è tenuta un’iniziativa che, partita dall’università di Scienze Politiche, ha poi occupato simbolicamente per alcune ore la sede del ministero dei Trasporti, in segno di protesta, solidarietà e continuità della lotta.
Anche la città di Padova è stata coinvolta nell’ondata repressiva: 2 sono stati gli arresti ed è stata organizzata una conferenza stampa, nelle ore immediatamente successive.
Città come Bologna e Firenze hanno visto scendere spontaneamente in piazza decine di persone, colpite dalla ferocia con la quale sono avvenuti arresti e sono scattati provvedimenti giudiziari nelle province di  Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena.
Gli avvenimenti di ieri fanno chiaramente capire come sia in atto una forte criminalizzazione del movimento NO TAV, che ha acquistato sempre più forza, consenso e ampiezza nei mesi passati, che ha saputo aggregare aree diverse dei movimenti, provenienti da più parti d’Italia (e d’Europa, visto che tra gli arrestati, è giusto ricordarlo, c’erano anche due persone non italiane), e che sta portando avanti una battaglia condivisa, giusta e riconosciuta, nonostante l’antagonismo dei media e l’ostracismo delle istituzioni.

Inoltre, la risposta che, immediata e rapida, è stata data da parte dei compagni, delle popolazioni, dei gruppi vicini agli arrestati, ai fermati e a tutti gli attivisti NO TAV, ci fa capire che vi è la chiara volontà di continuare questa lotta senza piegarsi alle minacce, alle intimidazioni e alle accuse false e infamanti di chi vuole tacciare un movimento grande e variegato come “terrorista” o “violento”.
Come ha detto in un’intervista il professor Zucchetti, professore del Politecnico di Torino e consulente scientifico per la comunità della Val Susa:  “Il movimento NO TAV è presente da 22 anni. Questo urgentissimo progetto assolutamente necessario è da 22 anni in fase di studio. Negli ultimi anni ha assunto la caratteristica di movimento dei movimenti. E’ un fenomeno di democrazia partecipativa:  in Valle,  gente che non ha mai fatto attività politiche,  partecipa e decide in maniera democratica.
Tutto questo è fastidioso per questa congrega. che lega il PD e il Pdl, e che ha promesso una serie di  azioni legate all’attuazione di questo progetto inutile, dannoso e vecchio: adesso manca loro la terra sotto i piedi, perché la verità sta salendo inesorabilmente a galla, e cercano in qualche modo di salvare il salvabile e le loro tangenti. Ma questo non si fa con azioni poliziesche. Non funziona.
Devono andare via perché è un progetto inutile. Quando andranno via non ci saranno più problemi.”

Seguiteci su ww.milanoinmovimento.com (sito web, Facebook e Twitter) per essere aggiornati sulle iniziative in solidarietà con gli arrestati, i fermati e tutti gli attivisti, che si svolgeranno in diverse città nelle prossime settimane!

 

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