Macerata e sinistra istituzionale; i vertici ordinano, la base si ribella – i nodi vengono al pettine


A 5 giorni dagli spari razzisti di Luca Traini sembra grande la confusione sotto il cielo…anche se le risposte dovrebbero essere sottintese e scontate…
La grande domanda è: “Cosa fare dopo i fatti di Macerata anche se lo Stato vietasse ogni iniziativa pubblica?”.
Il problema è che associazioni storiche a livello nazionale, che dovrebbero essere i baluardi della democrazia e dell’antifascismo, come ARCI e sopratutto ANPI, ma anche CGIL e Libera, prendono le distanze dal corteo che si terrà sabato a Macerata, città che meno di una settimana fa è stata vittima di una tentata strage per motivi razziali, agita da un ex-candidato della Lega Nord, legittimato da un clima di odio verso i migranti.
Certe prese di posizione non sono state molto condivise dalla base dei militanti, infatti parecchi circoli stanno aderendo al corteo singolarmente dichiarandolo pubblicamente. Ecco alcuni dei tanti comunicati che, ora dopo ora, stanno arrivando e scaldano il cuore.

Comunicato del Circolo ANPI Renato Biagetti di Roma

L’appello dei circoli Arci ribelli: “Sabato manifesteremo a Macerata” (da Dinamopress)

La Fiom sabato 10 febbraio a Macerata, per il diritto di manifestare contro il fascismo

Ciliegina sulla torta di questo comportamento schizofrenico da parte di alcune realtà istituzionali che dovrebbero esporsi pubblicamente per ribadire senza indugi i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo è il comunicato del PD (anche questa volta confermatosi Peggior Destra), in cui delega alle Forze dell’Ordine la risoluzione del problema. Qual è il problema? Il rifiuto da parte degli antifascisti di annullare la manifestazione! “Se risponderanno positivamente sarà dimostrazione di responsabilità da parte loro, se così non fosse ci penserà il Ministero dell’Interno a impedire che si faccia la manifestazione” ha detto il Ministro dell’Interno Marco Minniti.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.
Sì…perché nel frattempo, nella giornata di ieri, tre inziative antifasciste su tre sono state caricate della Polizia: a Pavia, Padova e Firenze.

Il Partito Democratico, in piena ossessione da sondaggi (pessimi, tra l’altro) con una nuova giravolta, dopo una brevissima (e strumentale) riscoperta, depone la bandiera dell’antifascismo sventolata due mesi fa a Como (dopo l’irruzione del Veneto Fronte Skinhead nella sede di Como Senza Frontiere) e mette in campo una politica che definire “dello struzzo” è dir poco.
Tutto ciò denota ancora una volta la grande crisi di valori e direzione che sta prendendo una gran parte della sinistra istituzionale in Italia.
Il problema è che tutto ciò va a scapito di un’iniziativa politica sacrosanta. Va ad indebolire un valore che dovrebbe essere intrinseco anche nella sinistra “di governo”.
Se non sono loro a difendere certi valori chi dovrebbe esseci!? La Lega Nord? Fratelli d’Italia? Forza Italia? Le formazioni neofasciste?

La risposta la daranno, come visto altre volte in questo paese, le migliaia di persone che nonostante il divieto sfileranno a Macerata e altrove fregandosene dei diktat dei propri vertici ormai distanti anni luce dalla base.
Milano solidale e antirazzista rilancia scendendo anch’essa in piazza sabato 10 Febbraio, alle 15,30 in Piazzale Oberdan.

Pubblicato da Marti del turchino, il 8 febbraio 2018 alle 18:01

Speak Your Mind

*