Malasanità San Raffaele: cresce la mobilitazione contro il licenziamento politico di Margherita. 19 settembre corteo a Milano
È passato un mese dal licenziamento politico di Margherita Napoletano da parte dell’Ospedale San Raffaele di Milano e, nonostante agosto, da un mese Margherita, lavoratrici e lavoratori sono in presidio permanente, giorno e notte, sul piazzale del San Raffaele.
La solidarietà non si è fermata nemmeno un attimo e questo è un segnale importante, perché significa che c’è consapevolezza circa la posta di gioco, che non è soltanto il posto di lavoro, ma la libertà sindacale e la possibilità che episodi di malasanità possano essere portati alla luce pubblica.
Infatti, è bene ricordare chi è Margherita e qual è la sua colpa agli occhi della direzione dell’ospedale, di proprietà del potente Gruppo San Donato. Lei è un’ingegnera biomedica e una storica attivista sindacale del San Raffaele, è iscritta alla Cub, coordinatrice della Rsu e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. E in quella veste, oltre alle battaglie sindacali in senso stretto, ha sempre denunciato i disservizi causati dalla carenza di personale e dal ricorso a cooperative esterne e i conseguenti rischi per la salute dei pazienti.
Il caso che aveva fatto più clamore e che probabilmente ha portato alla decisione di licenziarla è stato quello del reparto “Iceberg” di fine 2025, anche se la motivazione formale, la cui natura pretestuosa è piuttosto evidente, è di avere accompagnato una tirocinante nei locali sindacali senza autorizzazione.
Quanto fossero pertinenti le denunce di cui Margherita si è fatta portavoce, si può desumere non solo dalle numerose criticità strutturali accertate dalle ispezioni regionali e ministeriali effettuate dopo il caso “Iceberg”, ma anche dal ripetersi dei disservizi. Infatti, solo poche settimane fa l’ATS è dovuta intervenire di nuovo, ordinando la sospensione temporanea dell’attività del laboratorio di Embriologia, in seguito ad uno scambio di provette che ha provocato l’impianto dell’embrione sbagliato a una paziente.
Ora agosto sta terminando e la città ricomincia ad animarsi. È dunque anche il momento di intensificare la mobilitazione per il reintegro di Margherita, perché non è proprio il caso di attendere passivamente la pronuncia del giudice del lavoro. Siamo di fronte a un licenziamento politico, il cui obiettivo è intimidire e tappare la bocca alle lavoratrici e ai lavoratori del San Raffaele, e di conseguenza occorre una risposta all’altezza della sfida.
Ognuno e ognuna di noi faccia quello che può, magari facendo anche un salto al presidio permanente al San Raffaele.
E soprattutto segnatevi la data del 19 settembre, quando a Milano ci sarà una manifestazione contro i licenziamenti discriminatori e ritorsivi e per il reintegro di Margherita, chiamata da Cub Sanità e Usi Sanità. Quindi, chi il 19 non sarà a Roma per il corteo per lo Spin Time, non prenda altri impegni.
#IoStoConMargherita
Luciano Muhlbauer
24 agosto 2026

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