No canal: un passo in più verso la meta, ma la guardia resta alta

BgmidHFIcAA0vIgIn relazione alle notizie di cui parla quest’articolo attendiamo ovviamente una presa di parola collettiva da parte dei comitati di cittadini protagonisti di questa lotta. Appena vi sarà un comunicato collettivo al riguardo, daremo il massimo della diffusione possibile.

“Tripudio della stampa che oggi dice che abbiamo vinto ma i fatti dicono che per ora sono solo parole, fermato camion in via Castellanza. I presidi e i pattugliamenti nelle zone continuano. Non lasciamoci fregare!!!!”

Queste sono le parole apparse questa mattina sulla pagina Facebook “Difendiamo il Parco di Trenno dalla Via D’Acqua” e il riferimento alla vittoria  è legato alla dichiarazione emessa ieri dal Commissario Unico per Expo 2015 Giuseppe Sala con la quale sostanzialmente sembrava, almeno all’apparenza, che la grande macchina di Expo avesse alzato bandiera bianca di fronte alle proteste di cittadini e comitati e avesse deciso di risparmiare i parchi della corona urbana Ovest della città, per prendersi un periodo di venti giorni durante il quale si sarebbe rivisto l’impianto dell’opera e la sua riduzione da canale navigabile a semplice opera idraulica. Di seguito la dichiarazione:

http://www.expo2015.org/area-stampa/comunicati-stampa/dichiarazione-del-commissario-unico-expo-2015-giuseppe-sala

Sin da subito il dibattito generato da questa dichiarazione ha scatenato posizioni e letture differenti, da chi più velocemente non esitava a dire “abbiamo vinto” a chi invece con più calma invitava alla riflessione ed alla calma e ad attendere atti più concreti e significativi di una semplice dichiarazione. Spesso, infatti, in questa vicenda le dichiarazioni e le promesse fatte da commissari, intermediari e simili si sono rivelate parole vuote che avevano il solo scopo di allentare l’attenzione sulla questione e favorire il procedere dei lavori senza troppi disturbi.

Mai, però, per la testa di nessuno/a è passata l’idea di abbassare la guardia, perché come dice un vecchio proverbio “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio!” e difatti questa piccola ma fondamentale accortezza, unita alla tenacia dei cittadini che lottano contro la speculazione nei parchi interessati ha fatto sì che questa mattina il presidio formatosi in via Castellanza fermasse dei camion dediti a portare dei materiali utili per la prosecuzione dei lavori e degli scavi, come se la dichiarazione di ieri non avesse sortito alcun effetto, ma fosse stata appunto un diversivo.

Il Commissario Unico Sala oltre ad aver ammesso nella sua, speriamo vera, dichiarazione il cambio di natura dell’opera da canale navigabile a irriguo e la conseguente salvaguardia dei parchi, commette ancora una volta una serie di gaffe ed errori: innanzitutto definire una esigua minoranza interi comitati, associazioni e cittadini che protestano e lottano contro un progetto inutile e costoso è senza dubbio una visione di parte e limitata, e sarebbe bastato vedere il fiume umano di persone che ha animato l’ultima manifestazione per rendersi conto che forse di minoranza non si tratta; parlare di atti di illegalità attuati nei cantieri è quantomeno singolare in quanto in più occasione i lavori e i cantieri stessi sono stati fermati dalle forze dell’ordine perché non a norma, in sostanza quindi i primi ad essere illegali sono i cantieri. Infine porre come merce di scambio il completamento dell’opera per avere le bonifiche sui terreni interessati dai lavori pone interrogativi interessanti: la salute dei cittadini è forse merce di scambio? La mancanza di bonifiche è una colpa che si può addossare a dei cittadini quando esistono enti preposti a tale scopo e che dovrebbe agire al di là di situazioni eccezionali come questa?

La partita è aperta e solamente tra venti giorni avremo delle risposte e sapremo come proseguirà questa storia, nel frattempo è necessario non abbassare la guardia e continuare a partecipare ad iniziative, presidi ed assemblee.

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