Non dimentichiamo Genova 2001, MILANO 10×100

11 anni dopo: una storia alla sbarra

Correva l’anno 2001, era Luglio ed il mondo si preparava ad andare a Genova per dire NO alla globalizzazione neoliberista ed al G8.
19-20-21 Luglio 2001.
11 anni fa.
Una storia che ormai tutti conosciamo.
Una storia fatta di inaudita violenza e di voglia repressiva ordita dagli apparati dell’ “ordine pubblico” italiano su mandato del potere neoliberale. Un film che vediamo ancora in scena in questi giorni dalla Valle di Susa alle logiche di privatizzazione dell’acqua e di smantellamento di tutto ciò che è comune.

Polizia, Carabinieri e Guarda di Finanza sono stati il braccio armato del volere economico e politico trans-nazionale che ha deliberatamente deciso di reprimere un movimento ricco e variegato.
Genova ha quindi assunto i toni di un massacro di dimensioni sudamericane.

In quei giorni l’Argentina degli anni ’70 sembrava vicinissima.
Non contento del massacro, il potere, attraverso un accorto uso dei media, ha tentato in ogni modo di trasmettere l’idea che in quei giorni Genova é stata ostaggio di gruppi di violenti che l’hanno violentata e messa a ferro e fuoco e che le Forze dell’Ordine, soverchiate da tanta ferocia,
hanno reagito con qualche comprensibile eccesso.
Le foto, le immagini, i racconti, i ricordi e le ferite sulla nostra carne e nei nostri cuori hanno da subito restituito una verità diversa, una verità che però non ha ancora trovato giustizia.

Il 5 è finito il processo per i fatti della scuola Diaz, il 13 Luglio finirà il processo per alcuni episodi legati
alle giornate di contestazione al G8.
Il 5 luglio la Cassazione ha condannato tutti i rinviati a giudizio in secondo grado per la “macelleria messicana” che le forze di Polizia hanno affettuato entrando nelle scuole Diaz e Pascoli (alcune delle situazioni utilizzate come dormitori per i manifestati) massacrando deliberatamente chiunque trovassero all’interno con la scusa di cercare dei pericolosi Black Bloc e concludendo questo ignobile episodio con la costruzione di false prove come le famose due bottiglie molotov.
Gli esecutori materiali hanno visto i loro reati cadere nella prescrizione mentre i vertici delle forze dell’ordine si sono visti rimossi dal loro ruolo. Non possiamo però non notare come in questi 11 anni nonostante le condanne di primo e secondo grado tutti questi elementi hanno fatto una ridente carriera all’interno dell’apparato.
Però capita che uno come Gianni De Gennaro capo della polizia nel 2001 è stato assolto e continua nel silenzio a operare come sottosegretario alla presidenza del consiglio.
Sappiamo bene che i tribunali non fanno la storia, giustizia e verità ma chi si riconosce nelle istituzioni di questo paese e 11 anni fa era a capo della polizia di stato che ha organizzato e gestito il massacro della Diaz dovrebbe parlare e dimettersi, immediatamente.
Non c’è giustizia e la posizione e l’assoluzione di De Gennaro è una prova incofutabile. Così come i silenzi sulle torture di Bolzaneto, l’uso dei gas al CS, l’omicidio di Carlo Giuliani e le cariche ingiustificate e ingiustificabili del 20 e 21 luglio che hanno poi portato a diffusi atti di resistenza.

Il 13 sempre la Cassazione si esprimerà sul reato di devastazione e saccheggio per dieci manifestanti. Rischiano di essere condannati complessivamente a 100 anni di carcere.

11 anni dopo vediamo come giustizia in questo paese ed in questo momento storico sia una parola lontana dall’essere esaudita. Dopo ‘assoluzione per Placanica per l’omicidio di Carlo Giuliani vediamo
ancora una volta come la diseguaglianza di trattamento giudiziario percorre nelle aule di tribunale.
Agenti in divisa che massacrano persone indifese in una scuola non pagheranno mai un vigliacco atto di violenza e di abuso di forza, così come nella catena di comando che ha ordito questo
gravissimo tutti sono stati promossi in questi anni.

Chi ha lottato e lotta ancora per provare a cambiare lo status quo di questo mondo viene colpito da esiti giudiziari molto gravi, e soprattutto viene accusato di reati fuori dal tempo come quello di devastione e saccheggio solo perchè è una tipologia di reato che consente di dare pene esemplari.

Noi questo non lo accettiamo.
Noi sappiamo chiaramente come sono andati i fatti.
Noi sappiamo che la storia non la scrivono i tribunali né gli organi d’informazione.

Vogliamo verità e giustizia per i fatti di Genova 2001, vogliamo le compagne e i compagni liberi dal carcere e dagli obblighi pecuniari.
Vogliamo che la si smetta di utilizzare reati fuori dal tempo e dalla storia come strumenti repressivi per fermare il vento di cambiamento.

Martedì 10 luglio i muri di Milano, Roma e Bergamo hanno gridato il loro sdegno per le folgoranti carriere di chi ha massacrato deliberatamente più di 90 persone che dormivano in una scuola. Gli stessi muri ci dicono come non dimenticano quello che è successo e chiedono, assieme a noi, la liberazione e l’assoluzione di 10 tra compagni e compagne accusati strumentalmente di devastazione e saccheggio per i cortei del G8. 11 anni dopo sappiamo bene che chi devasta e saccheggia le nostre vite sono proprio i membri del G8 e i poteri che determinano tali riunioni.
VENERDI’ 13 LUGLIO DALLE ORE 19.30 @ PIAZZA VETRA PROIETTEREMO “DIAZ – NON PULIRE QUESTO SANGUE” gratis.
PRIMA DEL FILM PRESENTAZIONE DELLA CAMPAGNA 10X100.

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