Nuova emergenza negli ospedali, la normalità neoliberista

Dopo gli scandali di gel e mascherine, che ininterrottamente da febbraio si sono susseguiti, e hanno visto un’impennata dei prezzi, è la volta dei guanti. Già, perché non bastava il flacone di gel per le mani a 100€, o la totale assenza di tamponi nasofaringei in piena crisi, ora è il momento dei guanti monouso, che in Lombardia ha toccato aumenti del 500%, come riporta Repubblica.

A onor del vero i lavoratori della sanità intuiscono l’andazzo già da mesi. D’altra parte cosa ci si può aspettare da un sistema neoliberista, che seppur di sovrapproduzione, preferisce speculare esponendo i lavoratori ai rischi biologici e chimici, piuttosto che rinunciare a guadagni del 500%? Un sistema economico che trova un degno rappresentante in Briatore.

Questo personaggio prima nega il virus con una leggerezza sconcertante le cui conseguenza cadranno, tanto per cambiare, sulle spalle dei suoi lavoratori. Poi infetta se stesso. Non contento con un aereo privato vola dal Billionaire della Costa Smeralda all’ospedale privato San Raffaele di Milano, per farsi curare nelle stanze dei solventi, dei paganti cioè, con i soldi estratti dal sudore e la fatica di chi lavora.  Il tutto in un concentrato di prepotenza e arroganza degna della nobiltà francese del Settecento, ma anche nel nostrano Marchese del Grillo per cui vale sempre l’italico motto: “Io sò io e voi non siete un cazzo!”.

A farsi curare da lavoratori professionisti a cui la parte padronale (leggi Chiesa e Confindustria) nega il rinnovo del contratto da 14 anni. Ed ora, questi lavoratori come nel resto della Lombardia e del paese, si trovano a lavorare con i guanti razionati, anche giornalmente, come riporta Repubblica, perché qualche imprenditore (leggi arraffatore) ha deciso di alzare i prezzi dei guanti monouso del 500%.

Alle colpevoli speculazioni degli imprenditori, poi, si aggiungono i “capolavori” dei non-liberi-da-conflitto-di-interesse regionali, la banda che siede al Pirellone, pardon da un mese in riva al mare, come riportato dal Businessinsider. Infatti, come riporta il media online, la Lombardia sarebbe settima in ordine di spesa per tamponi e test di screening, mentre – ça va sans dire – è di nuovo prima nei contagi!
Non sappiamo bene dove ci porteranno questo ceto dirigente politico-economico, ma sappiamo che così non funziona, che la gestione del libero mercato in accordo con governanti votati al Dio denaro rischia di fare di nuovo della Lombardia una enorme fossa comune a cielo aperto. Nostra è la responsabilità della lotta.

Un lavoratore dei quasi 90.000 della sanità lombarda.

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