Salute o salario? Reddito e diritti! – Oggi a Milano lo sciopero dei rider dalle 18

Appuntamento oggi alle ore 18 in piazza Duca d’Aosta, a Milano, per lo sciopero dei rider. Dopo le mobilitazioni promosse nelle scorse settimane dai sindacati di base e dalla CGIL, accompagnate da numerose assemblee pubbliche organizzate nelle strade della città, i fattorini incrociano le braccia e fermano le consegne.

Lo sciopero nazionale, convocato dal Nidil CGIL, coinvolge i rider di Glovo e Deliveroo in diverse città italiane, tra cui Milano, Torino, Firenze e Bologna. Al centro della protesta c’è la richiesta di strumenti di tutela che consentano ai corrieri di sospendere il lavoro durante le giornate caratterizzate da allerta meteo per il caldo estremo, senza essere costretti a scegliere tra la propria salute e il proprio reddito.

Accanto a questa rivendicazione, tornano anche le richieste storiche del movimento dei rider: il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato attraverso l’applicazione di un contratto collettivo nazionale di settore e l’introduzione di un salario minimo orario che garantisca continuità di reddito e superi definitivamente il sistema del pagamento a consegna.

Dopo la circolare emanata dal Governo, diverse Regioni hanno adottato ordinanze per adeguare le misure di salute e sicurezza alle condizioni climatiche, prevedendo la sospensione delle attività lavorative più esposte durante le giornate di allerta arancione. Si tratta di provvedimenti pensati per tutelare i lavoratori maggiormente esposti al caldo estremo nello svolgimento delle proprie mansioni.

Tra le categorie interessate vi sono anche i rider, ma con regole differenti da territorio a territorio. In alcune Regioni sono stati inclusi tra i lavoratori obbligati a interrompere l’attività nelle ore più calde della giornata; in altre, invece, sono stati esclusi. Una situazione che ha creato forte confusione tra i lavoratori, rimasti senza indicazioni univoche né da parte delle aziende né delle istituzioni, e che ha prodotto evidenti disparità di trattamento.

I rider di Glovo e Deliveroo risultano infatti ancora formalmente inquadrati come lavoratori autonomi o collaboratori, spesso pagati a consegna e privi delle stesse tutele riconosciute ai lavoratori subordinati. Questa condizione di precarietà rende ancora più difficile garantire il diritto alla salute nei periodi di caldo estremo.

In Lombardia, l’ordinanza regionale non ha incluso i rider tra le categorie per cui è prevista la sospensione obbligatoria dell’attività lavorativa durante le allerte meteo. Il Comune di Milano ha invece introdotto un’ordinanza che vieta lo svolgimento dell’attività tra le 12.30 e le 16, ma soltanto per i rider che effettuano le consegne in bicicletta, escludendo chi utilizza il motorino.

Di fronte a questo quadro si è resa necessaria la convocazione di un tavolo ministeriale, mentre lo sciopero rappresenta uno strumento di pressione nei confronti di Glovo e Deliveroo, accusate dai lavoratori di continuare a operare in un contesto di forte deresponsabilizzazione sociale. Entrambe le società, inoltre, sono ancora al centro di procedimenti della Procura di Milano per presunte ipotesi di caporalato (ormai acclarate).

È necessario individuare al più presto una soluzione politica capace di consolidare il diritto alla salute e alla sicurezza dei rider, superando la precarietà contrattuale che continua a caratterizzare il settore. Se, come riconosciuto dalla direttiva europea sul lavoro mediante piattaforme digitali, i rider devono essere considerati lavoratori a tutti gli effetti, allora anche gli strumenti di welfare e di protezione sociale devono essere estesi a questa categoria.

Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra lavorare mettendo a rischio la propria salute o rinunciare al proprio reddito. La qualità di un sistema economico e la civiltà di un Paese si misurano anche dalla capacità di garantire pari diritti e pari tutele a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla forma contrattuale con cui sono impiegati.

L’appuntamento è quindi oggi alle ore 18 in piazza Duca d’Aosta, a Milano.

No rider, no delivery!

Non è accettabile che una persona debba scegliere se morire di caldo o morire di fame.

Salute e reddito per tutti.

Rights 4 Riders!

di Angelo Junior Avelli

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