Gli studenti e il movimento…

Il movimento studentesco attuale è sempre parso, visto da chi non ne fa parte, come un agglomerato di tante piccole realtà diverse fra loro, alcune più importanti di altre, senza alcun obiettivo in comune, che seguono, quando l’occasione lo richiede, alcune parole d’ordine come: NO GELMINI, L’ACQUA è PUBBLICA, NOI IL DEBITO NON LO PAGHIAMO, giusto per citarne alcune delle più ricorrenti nell’ultimo periodo. Non si trovano più quelle grandi divisioni che si vedevano alla fine degli anni ’60, comunisti, anarchici, fascisti, che ora suonano così anacronistici nonostante siano ancora usati, probabilmente per la difficoltà a crearne altri così ideologicamente forti. Non si combatte più contro rigidi dogmi, né contro autorità forti, riconosciute da tutti, ma contro qualcosa di molto più complesso da analizzare. Il filo invisibile che lega tutte le realtà è la lotta continua per la ricerca di un cambiamento, se non al totale abbattimento di un intero sistema, quello capitalista, il quale sostiene: un’economia, ora più che mai inefficiente, basata sul consumismo e sullo sfruttamento, la monopolizzazione da parte della subcultura mediatica del pensiero collettivo, l’allontanamento dall’idea di bene comune e di collettività per fare spazio ad un individualismo competitivo. Questo è ciò che lega silenziosamente il movimento studentesco, ogni singola persona o collettivo che si impegna a cambiare qualcosa, a protestare e a proporre, come una presa di coscienza comune, come se ci rendessimo conto di quanto questo sistema ci vada stretto.

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Una risposta a “Gli studenti e il movimento…”

  1. Mark ha detto:

    Mai stato più d’accordo.

    E perché, dobbiamo inoltre domandarci, il messaggio che passa è quello di una mandria di facinorosi che non hanno altro desiderio se non quello di sentirsi aizzare da due o tre soliti individui a ritmo di musica?
    Gran parte della colpa, a mio parere, va attribuita ai mass media, o forse, più che a questi ultimi, direttamente a quel preoccupantissimo 80-90% degli italiani che prendono per oro colato tutte le informazioni pronunciate dal piccolo schermo.

    Bisogna che si crei una rete informativa oggettiva, e di conseguenza autonoma, sulla quale si possa realmente contare, senza troppo preoccuparsi che l’informazione proveniente da questa sia stata pilotata o monopolizzata.

    Credo che Milano in Movimento ne rappresenti un valido esempio, e spero con tutto il mio cuore che continui a vivere e ad espandersi, per raggiungere il suo obiettivo.

    Buona fortuna ragazzi, ci vedremo in redazione ;)

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