Aprile 1975 – L’omicidio di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi


Domani, 17 Aprile, iniziative in ricordo dei due antifascisti uccisi nel 1975.

Cade oggi l’anniversario dell’omicidio da parte dei fascisti di Claudio Varalli cui seguì, il giorno seguente, l’assassinio per mano dei Carabinieri di Giannino Zibecchi, ucciso durante una manifestazione antifascista terminata con duri scontri davanti alla Federazione Provinciale del MSI di Via Mancini.

Anche quest’anno la Milano antifascista ricorda la giornate d’Aprile di 43 anni fa con una serie di iniziative che avranno luogo nella giornata di domani.

Si partirà alle 18 dalla lapide dedicata a Claudio Varalli in Piazza Cavour, per poi spostarsi in Piazza Santo Stefano dove si trova un monumento che ricorda i due antifascisti e terminare alle 19 in Corso XXII Marzo dove è posta la lapide per Giannino Zibecchi nel punto in cui fu travolto da un camion dei Carabinieri lanciato a folle velocità contro i manifestanti.


Il manifesto delle iniziative di quest’anno si apre con una citazione di Hannah Arendt:

“I vuoti di oblio non esistono.

Nessuna cosa umana può essere cancellata completamente e al mondo c’è troppa gente perché certi fatti non si sappiano: qualcuno resterà sempre in vita per raccontare.

E perciò nulla può mai essere praticamente inutile, almeno non a lunga scadenza”.

-Questo, in breve, il racconto delle giornate d’Aprile del 1975:

Il 16 Aprile 1975, Claudio Varalli, giovanissimo studente e militante di sinistra, tornando da una manifestazione per il diritto alla casa insieme a un gruppo d’amici, viene ucciso a colpi d’arma da fuoco da un gruppo di fascisti in Piazza Cavour.

La notizia fa immediatamente il giro della città e già in serata si inizia a scendere in piazza. Al corteo antifascista del giorno successivo partecipano decine di migliaia di persone. Una parte della manifestazione raggiunge la sede provinciale del Movimento Sociale Italiana, l’allora “famigerata” Via Mancini, dove gli antifascisti si scontrano duramente con le Forze dell’Ordine che presidiano la sede fascista.

Gli incidenti divampano in tutta la zona attorno a Corso XXII Marzo. Per sbloccare la situazione viene fatta intervenire un’autocolonna di Carabinieri che, arrivando da Piazza Cinque Giornate entra ad alta velocità sul corso per “spazzarlo” dai manifestanti. Alcuni camion militari dei CC salgono sui marciapiedi per sgomberarli dagli antifascisti. Uno dei mezzi travolge e uccide Giannino Zibecchi.

Nei giorni successivi le mobilitazioni non calano di intensità in quelle che verranno definite “le Giornate d’Aprile”. In quei giorni di Primavera si paleserà per la prima volta il soggetto giovanile che sarà successivamente protagonista della rivolta del ’77 e che a Milano sarà il soggetto sociale egemone delle lotte del biennio ’75-76 che culmineranno con l’assalto alla Prima della Scala del 7 Dicembre ’76.

Le piazze della città continueranno a riempirsi per lo sciopero generale antifascista, per i funerali di Zibecchi culminando con la giornata del 25 Aprile ’75.

-Altri articoli usciti negli anni sulla vicenda di Varalli e Zibecchi:

Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, le giornate d’Aprile del 1975

L’ultima Pasqua

Per un attimo l’ho perso di vista

-La parte iniziale del documentario “Pagherete caro, pagherete tutto” del Collettivo Cinema Militante di Milano:

Pubblicato da Matteo, il 16 aprile 2018 alle 10:46

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