Bologna: 25 denunce per i fatti di Piazza Verdi

cua“Manifestazione non preavvisata, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni finalizzate alla resistenza, getto pericoloso di cose, danneggiamento, porto abusivo di armi improprie e uso di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento”: questi i reati notificati tramite denuncia a 25 attivisti bolognesi, la maggior parte facenti parte dei collettivi Cas e Cua (ma ci sono anche esponenti di Crash, Hobo e Tpo).

Abbiamo sentito parlare molto del collettivo Cua, soprattutto dopo la diffusione di  questo video che ha mostrato immagini tanto “insolite” quanto piacevoli: un corteo partecipato di studenti determinati, a viso scoperto, che hanno cacciato la polizia dalla piazza nella quale reclamavano il diritto, negato, di fare un’assemblea studentesca.

Il corteo è avvenuto dopo gli episodi di tensione delle giornate precedenti: di fatto è stato il culmine di un percorso repressivo attuato dalla polizia nei confronti dei collettivi studenteschi e, volendo prenderla ancor più alla larga, nei confronti dell’intera città di Bologna, che subisce da anni un processo di militarizzazione progressiva.

Solidarietà e ammirazione per la risposta data dagli studenti in modo pubblico, coeso e non violento, seppur deciso e determinato.

Arrivano intanto le parole della questura, che ha dichiarato ai giornalisti che “non è finita qui, non è solo un auspicio ma un annuncio: questo è solo il primo conto. Non faremo sconti, perché il conto è salato».

Parole che sanno di ripicca e di minaccia da parte di chi si è sentito ed è stato, pubblicamente, sconfitto.

Sito del collettivo Cua

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