Verso e contro Expo 2015.

Foa Boccaccio

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Per certi versi l’oggetto EXPO 2015 non esiste.

Non fraintendiamoci: gli espropri, le ruspe, la devastazione del territorio; gli accordi sottobanco, il trasporto terra, il do ut des tra politici e imprenditori; le riscritture del diritto del lavoro, la

mutazione forzata del tessuto urbano.

Tutto vero, tutto gravissimo, tutto irricevibile e da combattere.

D’altro canto, dopo anni che Milano ha ricevuto dal BIE l’incarico di ospitare l’Esposizione Internazionale, la distanza che c’è tra ciò che è reale e ciò che è pura costruzione narrativa dell’evento è talmente elevata che, sì, l’oggetto EXPO 2015 potrebbe anche non esistere.

Basta mettere insieme due domande, quale è il tema e come intendono affrontarlo, per rispondere che davvero siamo davanti a qualcosa di opaco, facilmente oltrepassabile dal nostro sguardo senza però farci comprendere cosa stiamo guardando. Qualcosa che potrebbe stare in uno

dei futuri-presenti di un racconto di Borges o essere lo scenario fatto di facciate bidimensionali di saloon e banche di un film neo-western, dove CMC, Lombarda Costruzioni e Impregilo concorrono per il ruolo del più cattivo.

Tutto vero, tutto falso.

Cemento, appalti, denari, terre e monopòli.

Biodiversità, sovranità alimentare, mobilità dolce e slowfood…

Questa è stata ed è la complessità di un grande evento come EXPO 2015, oggetto che sfugge alle domande, nascosto dalla coltre di propaganda politica ed economica che lo avvicina “nel metodo di gestione” a grandi eventi e grandi opere imposte ai territori.

Se le risposte sono e saranno all’altezza lo vedremo nei prossimi mesi.

Noi scommettiamo che un fondamentale passaggio ci sarà già il 7 luglio a Monza, giornata in cui Letta, Napolitano e Barroso conferiranno alla Villa Reale il ruolo di sede di rappresentanza di EXPO 2015. E ovviamente ci saremo anche noi (e invitiamo tutt* a esserci), perché

certe cose le hanno già vissute altrove in Europa, in passate Esposizioni Internazionali, da Genova a Lisbona, da Saragozza a Hannover, e non vorremmo essere costrett* a rivivere quello che loro

hanno già subìto: debito, cemento e precarietà.

Ci troviamo domenica 7 luglio alle 15.00 in largo Mazzini a Monza, munit* di bicicletta e scarpe comode.

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#7L #noexpo

 

Per altre info:

http://boccaccio.noblogs.org/post/2013/06/28/le-nostre-piazze-contro-i-palazzi-di-expo/

 

Pubblicato da Andrea_MiM, il 4 luglio 2013 alle 11:15

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