Prima della Scala: Luna Park contro la crisi

Come annunciato, oggi 7 Dicembre,gli studenti, i precari, i movimenti e le forza sociali di questa città hanmno contestato la presenza del Premier Mario Monti alla prima della Scala.  Tra slogan, fuochi d’artificio e azioni comunicative il presidio, tenuto provocatoriamente a distanza da decine di transenne e dalle forza dell’ordine, si è svolto in modo allegro e gioioso.  ZAM, Lab.Out, Collettivo Lambretta e la Rete Studenti hanno dato vita ad un Luna Park contro la Crisi, esponendo le immagini dei responsabili dell’attuale drammatica situazione economica: da Tremonti a Draghi, da Monti a Berlusconi.

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Dopo aver colorato la notte di fronte alla Scala, ci si è poi spostati in corteo spontaneo, passando per Galleria Vittorio Emanuele e Piazza Duomo, intonando slogan contro la Crisi, il Governo Monti e la recente manovra economica, fino a raggiungere Piazza Fontana, luogo di concentramento dell’iniziativa “La Prima Vera di Milano”.
Da settimane infatti i Lavoratori della Cultura e dell’Arte, supportati da studenti, precari e spazi sociali, hanno intrapreso una mobilitazione per ribadire che la cultura deve essere considerata un bene comune e come tale deve essere sostenuta e valorizzata.

LUNA PARK CONTRO LA CRISI

Scomparsi dalla scena Berlusconi ed il governo incompetente di Tremonti e Bossi, in un sospetto clima di concordia (imposto forzatamente da Napolitano, la Banca Centrale Europea, l’Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale) ha preso il via il governo guidato dal Prof. Mario Monti.

Molto si è detto su quanto il capo dell’esecutivo sia persona di fiducia delle consorterie finanziarie (dal gruppo Bilderberg alla Trilateral), delle banche ( è ancora advisor della Goldman Sachs ), alle voci dell’economia nazionale (dal Corriere della sera alla Business School della Bocconi) a Confindustria.

Appare ancora più palese guardando i curricula di ministri e sottosegretari: dal manager cattolico Corrado Passera ( il fondatore del gruppo bancario Intesa-SanPaolo) all’ex-rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo, dal rettore della Cattolica di Milano Lorenzo Ornaghi all’ex-ambasciatore italiano in Israele Giulio Terzi di Sant’Agata.
Un governo figlio del pensataio liberista della Bocconi, dell’intellighenzia del Corriera della Sera, dei salotti buoni della finanza e per certi versi funzionale ,con tanto di benedizione vaticana, ai disegni di una nuova stagione centrista.
Inutile poi dire che, nonostante il cambio ai vertici, il programma fino al 2013 di questo governo “tecnico” è già purtroppo in parte stato scritto: le pesantissime richieste degli apparati finanziari internazionali, ben sintetizzate dal carteggio tra Draghi-Trichet e le Presidenze della Repubblica e del Consiglio, imporranno all’Italia un brusco e violento ridimensionamento dei diritti sociali, una riscrittura obbligata della normativa sul lavoro, pesantissimi tagli alla formazione e ai servizi e privatizzazioni: un saccheggio dei nostri Beni Comuni che negherà il futuro a questa ed alle prossime generazioni.
Il tutto mascherato da introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio, “riforme strutturali”, “modernizzazione che aspettiamo da decenni” e “salvataggio della Patria.”
Il tutto in un preoccupante clima di quasi totale mancanza di voci critiche nella politica, nella società e nei mass media, quasi che, tolto di mezzo dall’alto Berlusconi, l’unica soluzione alla Crisi sia la ricetta “lacrime e sangue” di Monti.
Occorre quindi da subito rompere questo quadro anestetizzato e riportare sulla scena pubblica, in modo critico, i veri temi : un aumento delle garanzie sociali, una rimodulazione del welfare che combatta la dilagante precarietà di milioni di giovani e lavoratori, la difesa dei Beni Comuni e dei Referendum, il rimettere scuola pubblica-università-ricerca al centro dell’interesse delle politiche di sviluppo, il no alle inutili grandi opere come la TAV.

La Crisi e le turbolenze finanziarie che stanno investendo l’Italia ed il mondo hanno dei responsabili ben precisi e sono loro che devono pagare, non certo milioni di persone, già strozzate dallo smantellamento progressivo dello stato sociale e da criminali processi di precarizzazione lavorativa ed esistenziale.

Come ogni anno il Prof. Monti sarà presente a Milano alla prima della Scala ed è in primis là che i movimenti sociali di questa città gli tributeranno una degna accoglienza, sull’onda di quanto sta avvenendo in diverse parti d’europa e del mondo dove migliaia di persone decidono con determinazione di riprendersi insieme il futuro occupando piazze, strade, parchi, teatri, università…

Noi la Crisi non la paghiamo!

 

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