Trenno: il parco che resiste

1469955_192902537564979_1881315587_nAbbiamo letto e visto decine e decine di post Facebook di solidarierà al popolo di Gezi Park.

Abbiamo letto e visto le foto delle rivolte brasiliane.

Non con meno ardore in queste ore a Trenno abitanti del quartiere, solidali e militanti stanno organizzando la resistenza contro un progetto legato a Expo 2015 chiamato Vie d’acqua bloccando l’inizio dei lavori. Però né i social network né la maggior parte dei media (che siano mainstream o di movimento) dà spazio alla resistenza NO CANAL.
89 milioni di euro per costruire uno scolo travestito da canale per il laghetto che sorgerà dentro al sito del grande evento che sta catalizzando l’attenzione della metropoli milanese e non solo.

Da martedì mattina i lavori vengono fermati da un presidio permanente che, sfidando il gelo e concentrandosi al parco di Trenno prima degli operai della Maltauro, impedisce che la ruspa inizi, o meglio continui, a scavare.

Tante persone che si danno il cambio per riempire le 10/12 ore che necessita il presidio.

Recentemente ho letto una frase meravigliosa “Abbiamo parlato per anni di NoExpo, ora si tratta di fare il NoExpo” che mi ha fatto molto riflettere su come le parole spesso non si tramutino in azione.

Una lotta è entusiasmante solo se il conflitto che porta in seno si veste con i panni dell’estetica?
Non voglio aprire ragionamenti su estetica, conflitto e quant’altro ma solo indicare che la resistenza del Parco Trenno (e Pertini) trasforma la fase d’opposizione a Expo da immaginaria a fattiva. Un cambiamento di fase obbliga a un cambiamento di passo. A Trenno l’hanno capito e stanno velocemente producendo interessante ragionamento politico (con conseguente azione) che denuncia un ulteriore deroga alle volontà popolari. Non solo i governi nazionali sono esecutori di volontà transnazionali ma la logica Expo ed i super-poteri dati al Commissario Sala sono l’esplicitazione dell’arroganza della governance sul territorio. Comuni, regioni e governo nazionale sono attori non protagonisti nelle scelte legate ad Expo, ma attori che se volessero e avessero coraggio potrebbero dire e fare la loro parte.

Però sulla questione “conflitto” penso che valga la pena leggere o rileggere l’intervento di Wu Ming 1 e 4 sul uscito su Repubblica del 14 Agosto: http://www.repubblica.it/la-repubblica-delle-idee/societa/2013/08/14/news/wu_ming_basta_con_il_politicamente_corretto-64742307/?ref=HREC1-

Non so come sia iniziata la resistenza di Gezi Park ma non credo in maniera molto differente.

Mercoledì si andrà dove, penso, ancora non si sia andati in forma pubblica e organizzata in questa città. Un passaggio importante e fondamentale non solo per la lotta alla via d’acqua quindi.
Giovedì invece, al Consiglio di Zona 8 dovrebbe presentarsi Confalonieri, delegato diretto di Sala dentro il Comune di Milano. Quel giorno, come in un climax ascendente si realizzerà una fiaccolata in quartiere che sommandosi al presidio sotto il Comune di lunedì 9, ed al presidio sotto Expo S.P.A. di mercoledì porti
la voce e la determinazione del No all’inutile opera ovunque ci sia un soggetto che può fare qualcosa per bloccarla. Il tutto con la consapevolezza che solo la mobilitazione dal basso potrà raggiungere i risultati sperati.

La resistenza di Trenno insegna molto.
Porta ad un cambio di fase e spinge ad un cambio di passo. Necessità sarà appoggiare e seguire questa vertenza, necessità sarà affiancare alla lotta No Canal altre mobilitazioni che abbiano come focus Expo 2015 per allargare la mobilitazione, iniziando dal 1 Maggio 2014. Ad un anno da Expo qualcosa di forte ci vuole. Non si può più aspettare!

Cosi il progetto Vie d’acqua devasterà un terzo parco, il parco Cave. In questo caso le forze ed energie degli abitanti si scontrano con un po’ di disorganizzazione. Non si potranno bloccare i lavori al Trenno e Pertini senza un lavoro sinergico ed un appoggio alla lotta del parco Cave.

Essere quindi movimento, trasformare e trasformarsi attraversando i conflitti reali dando il meglio di quel che si è, fuori e oltre l’estetica, sapendo stare nelle contraddizioni di lotte popolari non diretta emissione del movimento.

Trenno resistendo lancia una sfida ad Expo 2015 e ai movimenti.

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