L’Europa, la manovra e i guardiani dei “sacri” parametri di Maastricht

Bruxelles si è mossa, ha deciso di sanzionare l’Italia, la burocrazia centrale mostra il suo potere contro la periferia dell’Impero, rispolverando dalla storia la dottrina della sovranità limitata.
L’obiettivo della Commissione Europea è quello di costringere il governo italiano a cambiare indirizzo. Il deficit al 2,4% per i prossimi tre anni a loro non garba, loro vogliono imporre la regola del fiscal compact; il deficit strutturale deve tendere a zero.

Una mossa che ha la sua logica: fare pressione verso il governo usando i mercati e lo spread come armi di ricatto. Basta leggere le dichiarazione di Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, di Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, e di Valdis Dombrovski, vice-presidente della Commissione europea, per capire che l’attacco è concentrico e condiviso dai vertici del potere europeo.

Bruxelles vuole continuare a imporre una stretta fiscale che ha tenuto bassa la crescita economica. Vogliono trattare l’Italia come la Grecia, dove 4 milioni di persone (il 35% della popolazione) é considerata a rischio povertà.

Ancora ci ricordiamo con chiarezza la torrida estate del 2015 con il governo greco abbandonato da tutti i possibili alleati dei paesi dell’Europa del Sud (Renzi e Hollande in prima fila) costretto ad alzare bandiera bianca contro le minacce della Germania e del suo blocco di potere rinnegando il mandato popolare ottenuto con il referendum di qualche giorno prima.
Il tutto nella sostanziale indifferenza delle piazze europee, eccezion fatta per quei pochi che avevano capito che quel passaggio sarebbe stato un punto di svolta decisivo che avrebbe poi aperto un varco gigantesco all’ondata di destra ora in corso in Europa.
Atene era sola. E sola è restata.

Oggi a Bruxelles si stracciano le vesti perché il governo italiano ha deciso di fare deficit per poter attuare una manovra contro la povertà e per gli investimenti. Dalla crisi del 2008 tutti gli stati dell’Occidente, compresi quelli dell’Europa, e quindi anche l’Italia hanno versato una montagna di miliardi (USA 8.000 miliardi di dollari, Europa 4.500 miliardi di euro) per salvare le banche, le imprese finanziarie e le assicurazioni. Tutti i potentati a chiedere di fare subito e in fretta.

Con i soldi dei poveri e del ceto medio i governi dell’Occidente hanno raddrizzato la crisi finanziaria. E’ stata una grandiosa operazione che ha socializzato le perdite della classe ricca a scapito dei poveri, dei pensionati e del ceto medio. L’applicazione del comunismo al contrario; togliere ai poveri per dare ai ricchi.

Gridano contro l’Italia gli stessi poteri che hanno fatto le scelte sciagurate nella precedente crisi del 2008. Quelli che non hanno detto una parola quando aumentava il numero dei disoccupati e dei poveri in tutti i paesi d’Europa, ma guai a sforare il 3%!

Certo…poi sappiamo bene anche noi che la proposta di reddito di cittadinanza è risibile e paternalista. Che come il Decreto dignità c’è molta propagando e pochissimi fatti.
Ma teniamo anche conto del fatto che chi non ha nulla (e ce ne sono tanti) considererà questa goccia nel mare come un segnale importante.
Come si dice a Milano: “Piutost che nient l’è mei piutost!”.
Piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
Con questo dobbiamo e dovremmo in futuro fare i conti.

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