Statale: continua la macchina del fango di Rettore, Procura e Corriere

Nuovo appassionante capitolo del trending topic della settimana!

“In futuro ognuno avrà i suoi 15 minuti di celebrità”. Questa frase, attribuita più o meno correttamente ad Andy Warhol è diventata realtà concreta con l’avvento dei social e, anche i media mainstream (ma purtroppo noi non siamo da meno) si sono uniformati all’andazzo generalizzato: creare un caso che duri dalle 48 ore alla settimana per far parlare un po’, per poi buttarsi a pesce su un nuovo argomento. Una sorta di costante pesca delle occasioni per fare notizia.

Ebbene, dopo l’operazione repressiva di settimana scorsa contro il Comitato Autonomo Abitanti Barona, il nuovo argomento di discussione a Milano, in questa prima settimana di novembre, è la famigerata festa di Halloween in Statale. Come diceva Ennio Flaiano: “La situazione è grave, ma non seria”.

Ma ricostruiamo gli eventi.

Il 31 ottobre si svolge l’ormai tradizionale festa autorganizzata all’Università Statale. Un evento organizzato da quasi 10 anni (in realtà chi scrive si ricorda una prima festa del genere durante l’occupazione dell’autunno 2005, ben sapendo che feste simili c’erano già state durante il movimento della Pantera e anche negli anni ’80) che non ha mai causato particolari problemi, se non i consueti che si riscontrano in qualsiasi tipo di serata cui partecipano migliaia di persone.

Il Rettore Franzini va in allarme, probabilmente anche a causa della vicenda di giugno alla Sapienza di Roma. Ricordiamo infatti lo studente, Francesco Ginese, che ha perso la vita scavalcando i cancelli dell’Università durante un’iniziativa serale e sulla cui tragica vicenda è stata imbastita, dai media mainstream, la consueta campagna di sciacallaggio mediatico. Retorica sui rave, sulle droghe, sulla necessità di ripristinare l’ordine e il decoro: la solita, stucchevole, ripetitiva retorica che ci si trova di fronte quando si va oltre gli schermi prestabiliti.

Il Rettore va in allarme, dicevamo, e annuncia la chiusura anticipata della Statale.

Gli studenti e le studentesse non si arrendono e, nella massima tranquillità, iniziano a preparare la struttura per la serata.

A quel punto il Rettore chiama la Questura, la quale decide di mandare degli agenti in borghese a controllare la situazione.

La serata si svolge in un clima abbastanza tranquillo e tutto sembra risolto per il meglio.

Franzini decide allora di scatenare il caso mediatico che gli serve per riuscire a impedire da qui in avanti qualsiasi tipo di festa in Università. Solo portando la questione sui giornali, infatti, l’opinione pubblica milanese presterà attenzione a una vicenda di cui non si è mai particolarmente interessata, non vivendola come un problema.

Viene quindi inviata un’accorata lettera aperta agli studenti e alle studentesse nella quale il Rettore dichiara di essere stato lasciato solo e…invece che chiedere maggiori finanziamenti per la sua università, si lamenta per la festa allegando una serie di foto. Foto, va detto, abbastanza deludenti. Visto il tenore del comunicato, uno si aspetterebbe bagni devastati, scritte sui muri, estintori svuotati lungo i piani… Insomma, il classico repertorio che quasi ognuno di noi ha vissuto durante le occupazioni alle scuole superiori. Invece nulla di tutto ciò. Le foto documentano un po’ di immondizia lasciata in giro dopo la festa. Non certo una cosa lusinghiera, probabilmente un errore degli organizzatori, ma tutto assai lontano dalla calata degli Unni che uno si immaginerebbe. La Statale ne ha viste di ben peggiori nella sua storia. Ed è sempre sopravvissuta.

Ma non è finita!

Il titolone del Corriere di oggi

Il lunedì si apre con i consueti articoloni di Corriere e Repubblica. Repubblica sceglie addirittura di piazzare la notizia in pagina nazionale.

Gli organizzatori rispondono alla polemica cercando di riportare tutto alla sua dimensione reale: una festa svoltasi abbastanza tranquillamente, anche visto l’afflusso massiccio, che ha lasciato un po’ di sporcizia. Ma ormai la macchina infernale è avviata e non si può fermare.

Oggi il Corriere (che nell’ultima settimana sta brillando per furia forcaiola) dedica due pagine della cronaca milanese alla vicenda raccontandoci di un incontro tra Rettore e Questore manco fossimo nel ’77 o negli anni della lotta armata! E…ciliegina sulla torta…che la Procura di Milano indaga, aspettiamo di capire per quali mirabolanti ipotesi di reato.

Poco altro da aggiungere se non che rimaniamo in trepidante attesa del nuovo caso mediatico da montare ad arte per farci discutere un po’ nella seconda settimana di novembre!

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