Cronache da Gaza – secondo giorno!

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La giornata dell Striscia oggi è stata animata da diversi fatti i cui effetti si vedranno nei giorni a seguire.

Poco dopo l’entrata dei partecipanti alla carovana che si accingono a dare il via al Festival, il valico di Erez è stato chiuso a seguito di una partecipata manifestazione.

Il corteo è stato organizzato dalle forze nazionali laiche ed islamiche per dare una risposta al piano di Robert Serry riguardante la ricostruzione di Gaza.

Questo piano prevede che da una lista di persone rimaste senza casa ne venga scelta una piccola percentuale cui viene dato il permesso per entrare in Israele. Il tutto corredato da misure di controllo oltre i limiti che impediscono di fatto a chiunque altro di usufruire di questo diritto.

Tutto questo succede in un contesto che vede 10.000 case distrutte e 30.000 parzialmente distrutte. In totale 40.000 famiglie senza tetto.

Dei 5 miliardi stanziati dalla Conferenza del Cairo inoltre, è arrivato a Gaza solo il 2%.

Desta attenzione anche l’atteggiamento di Israele verso i pescatori.

Il limite per la pesca sono 6 miglia ed alla minima percezione di sgarro, viene aperto il fuoco contro chi sta cercando di guadagnarsi da vivere in mare.

Purtroppo questa strategia si ripete anche in Egitto dove severi controlli impediscono la libertà ai pescatori.

La chiusura del valico di Rafah poi, impedisce il passaggio di migliaia di persone: da 1.000 persone che utilizzavano quel passaggio sono, ad oggi riuscite a passare solo 600 persone in due mesi.

Domani inizia qui a Gaza l’incontro tra i ministri del governo di coalizione in cui le diverse parti dovranno trovare un accordo sul governo della Striscia e la gestione dei diversi ministeri.

Da questa riunione dipenderà sia la stabilità del governo che l’evoluzione dei rapporti tra Israele e Palestina.

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