Repressione e propaganda – Il lento tramonto putiniano

Nel week-end 1.300 fermi a Mosca e sospetto avvelenamento per il leader dell’opposizione di piazza Aleksej Navalnjy.

Per approfondire gli ultimi avvenimenti in Russia abbiamo contattato O.C. che vive da più di 10 anni a San Pietroburgo (e ha iniziato a frequentare  il Paese da molto più tempo). Quando abitava in Italia faceva il giornalista, oggi esercita una professione artistica nel Paese di Putin.

Raccontaci cos’è successo a Mosca negli ultimi giorni.

Il grande tema sono le elezioni comunali dell’8 settembre che si svolgeranno sia a Mosca che a San Pietroburgo. C’è una fittissima rete di gruppi di potere politico-economico che si è creata nei vent’anni di potere di Putin e chi sta in vetta alla piramide non vuole perdere neanche un granello dei suoi privilegi.

Ma quindi hanno impedito la registrazione a Mosca dei candidati dell’opposizione?

Esatto. C’è un periodo in cui vanno presentate delle firme per candidarsi alle elezioni presso uffici deputati a raccoglierle. Il problema è che il personale amministrativo di questi ultimi è colluso con Russia Unita, il partito del Presidente. Questi personaggi fanno di tutto per impedire l’iscrizione dei candidati. Lo fanno dando informazioni false, chiudendo le porte degli uffici, respingendo fisicamente chi si presenta. Ci sono tanti video che mostrano queste infrazioni gravissime! Quando alcuni giornalisti indipendenti sono andati a chiedere i motivi di questi gesti di prevaricazione e arbitrio totale c’è stata la consueta gara ad arrampicarsi sugli specchi con le consuete scuse risibili del tipo: “Mancavano le firme!” oppure: “Non c’erano tutti i documenti necessari ad accettare la candidatura!”.

Quindi inizialmente gli oppositori non sono stati respinti dai poliziotti?

No. Dal personale amministrativo delle commissioni elettorali!

Questo cos’ha generato?

Premessa. È qualche anno che esiste un Fondo di lotta contro la corruzione, guidato da Aleksej Navalnjy, che indaga sulle gigantesche vicende di corruzione che coinvolgono la società russa. Per spiegarlo in Italia, si potrebbe dire che è una sorta di movimento d’opinione senza una precisa ideologia politica.

Potrebbe essere identificato come l’inizio dei 5 Stelle? Quando c’era Grillo con i suoi VaffaDay ed essi rappresentavano ancora un movimento?

Bella domanda! È qualcosa di simile. Solamente che il tema centrale qui è la lotta al sistema di corruzione che chi conosce la Russia sa essere il problema numero uno.

Sistema di corruzione che non ha inventato Putin però giusto?

No. C’è sempre stata indipendentemente da chi ha governato la Nazione.

Domanda un po’ scomoda…visto che da medio conoscitore della Russia e dei russi mi sembra che ci siano molti punti in comune con noi e il nostro Paese… Non è che tanti si lamentano della corruzione e poi ci sguazzano?

Ma certo! Lo fanno tutti! Dal benzinaio che ti manda a cambiar le gomme dal suo amico e si prende la percentuale fino all’appalto per lo stadio dello Zenit a San Pietroburgo. Tutto è comprato in questo Paese! È un modo di fare comune, che è dentro alla mentalità della gente; però la cosa che indigna tante persone è che ormai si è passato ogni limite di decenza con questo sistema. Io parlo dei piani alti. Parlo di Governo, di grandi imprese nazionali, del Comune di Mosca e San Pietroburgo, della presidenza della Cecenia… Qui i soggetti amministrativi sono più di 180! Ti lascio immaginare l’incredibile mole di risorse in gioco… Gente che si compra ville in Inghilterra e in Italia, che compra qualsiasi cosa, collezioni di Bentley, bloccando la città quando devono passare con le loro macchine. Dall’altro lato la povertà sta crescendo.

Soprattutto in provincia immagino?

Soprattutto in provincia. Se si confronta la ricchezza spropositata di questo minuscolo manipolo di oligarchi con la media dei cittadini russi c’è un’ingiustizia nella redistribuzione delle ricchezze e del benessere che fa veramente spavento e questa cosa negli ultimi anni è aumentata anche sullo sfondo del crescente isolamento della Russia.

Mi sembra che insoddisfazione ci sia dal 2012. Tu, nei nostri precedenti contatti, mi dicevi che la vicenda ucraina ha aumentato sia la stretta repressiva dell’apparato di potere putiniano che la crescente insoddisfazione popolare. È  corretto?

Assolutamente vero. Le prime proteste in assoluto dell’era Putin sono state prima delle presidenziali di inizio 2012. Quello è stato un primo segno. L’inizio dell’involuzione democratica per me è partito con l’affare del Maidan in Ucraina parallelamente alle Olimpiadi di Soci. La questione non è tanto aver perso un interlocutore storico come l’Ucraina…che sarebbe come dire che Germania e Austria non si parlano più pur essendo due Paesi dove c’è un portato comune gigantesco con un mare di famiglie “miste”…come tagliarsi un braccio insomma! Il problema non è perdere un partner irrilevante dal punto di vista economico perché poi la Russia comunque commercia con tutti. Il problema è l’eco di questo isolamento. Si è creato un effetto a catena per cui, quando ci sono nemici esterni, chi gestisce il potere ne approfitta per stringere le maglie del controllo e creare un rivolgimento autoritario. Questa è una cosa che nella storia dell’umanità si è sempre ripetuta. Con le sanzioni la Russia non ha più potuto importare moltissimi prodotti che sono stati sostituiti da prodotti “autoctoni” di qualità inferiore, ma ti ribadisco che il vero problema non è questo. Il problema è una crescente atmosfera, fomentata dai media spinti a loro volta dal potere, di “sindrome da assedio”. Si compatta la Nazione contro i supposti pericoli esterni distraendo l’opinione pubblica dai problemi reali. Se protesti sei contro il tuo Paese. Si crea il classico: “O con noi, o contro di noi”. Chi è al potere ne approfitta e ruba. Gli stanno rubando le risorse! Tutte le risorse non sono dell’oligarca, ma del popolo russo! E queste ricchezze andrebbero redistribuite. Si distrae l’opinione pubblica con parate, fuochi d’artificio, olimpiadi, i Mondiali di calcio dell’anno scorso, il Gran Premio di Formula 1 a Soci, il ponte in Crimea…e intanto si ruba! Il 98% delle ricchezze russe è in mano al 2%. Livelli da Terzo Mondo!

Noi ci siamo sempre detti che i veri problemi della Russia, a differenza di quello che pensa l’Occidente, non sono i diritti umani di cui ai russi interessa relativamente, ma la sperequazione economica e la mancata diversificazione dell’economia. Mi stai dicendo che le questioni repressive sono salite alla ribalta?

Nell’epoca sovietica il diktat statale redistribuiva. Si era tutti dignitosamente poveri. Anche chi aveva una posizione di potere si appropriava di una Volga, di una Zhigulì, di un appartamento in centro, ma finiva lì la storia. C’era un egualitarismo marcato. Adesso è imbarazzante. Si è scoperto che sono stati pagati 3 miliardi di rubli per finanziare pochi giornalisti che dettano la linea. Uno di questi si chiama Vladimir Solovyov ed è un po’ come il nostro Bruno Vespa. Hanno fatto vedere che questo individuo si è comprato una villa sul Lago di Como e ha acquistato un permesso di soggiorno costosissimo per sé e la sua famiglia. Questi sono numeri imbarazzanti! A fronte di medici che guadagnano 300 euro al mese e pensioni a 100 euro ci sono oligarchi che sprofondano nella ricchezza. Questo sistema ha superato il livello di tollerabilità! Viene sbattuto in faccia con troppa arroganza e impunità! C’è una fetta di popolazione che si è svegliata e non vuole più sopportare tutto ciò.

Mi confermi che degli incendi che stanno devastando la Siberia non si parla?

Il tema degli incendi in Russia emerge periodicamente. Quest’anno c’è una tragedia perché grandi aree della Siberia stanno bruciando. Si tratta di aree grandi come il Belgio! Finalmente ieri sera ne hanno parlato al telegiornale.

Dopo quanti giorni?

Dopo una settimana!

Peggio che con Chernobyl!

Sì…per Chernobyl dopo 5 giorni il Governo sovietico informò delll’esplosione e c’erano già stati dei flash informativi nei giorni precedenti. Ora, con questi incendi sta avvenendo una catastrofe ecologica incalcolabile che è stata clamorosamente sottovalutata. Il governatore di Krasnoyarsk ha avuto il coraggio di dichiarare, col sorriso, che non c’è la necessità di impegnarsi a spegnere questi incendi! L’ha proprio detto! Almeno il potere sovietico aveva la decenza di tacere. Non ci sono foto, non ci sono video sui media mainstream. E ieri, quando ne hanno parlato al telegiornale, ovviamente non hanno fatto la cronaca, ma hanno attaccato coloro che, secondo loro, creano allarmismo.

Una terribile immagine degli incendi che stanno devastando la Siberia

Mi confermi che anche l’incidente all’aeroporto di Mosca che ha causato 41 morti a maggio è stato del tutto insabbiato?

Tutto insabbiato! Il pilota ha sbagliato, i pompieri non sono arrivati subito…una serie di negligenze clamorose che è costata la vita a 41 persone. Se n’è parlato per sei ore e poi la vicenda è sparita dai media. Hanno addirittura strumentalizzato la Festa della Vittoria del 9 maggio per non parlare della tragedia.

Festa sacra per tutti i russi.

Sì. Una cosa orribile che si arrivi a strumentalizzare il sacrificio di più di 20 milioni di persone per nascondere le responsabilità del disastro. Ma torniamo al cuore della vicenda!

Sì, torniamo alle manifestazioni del week-end.

Per queste manifestazioni contro le truffe pre-elettorali ci sono state molte manifestazioni in tutto il Paese, la più grande a Mosca. C’è stato un numero record di fermi. Hanno bloccato più di 1.300 persone prelevandole addirittura quando uscivano dalla metropolitana. Cittadini portati via senza che avessero fatto nulla! Assolutamente niente! Solo per il fatto di trovarsi lì venivano portati via dagli OMON (la celere russa). Navalnjy, che in questi mesi ha continuato a fare informazione in modo acuto sul sistematico furto dei beni pubblici russi per scopi privati è stato fermato anche questa volta. Ma questa non è la cosa grave. Ormai è un’abitudine! Lui arriva in piazza e nel giro di due minuti viene portato via. La cosa grave e che dopo 24 ore dall’arresto è stato trasportato d’urgenza all’ospedale per una fortissima reazione allergica, reazione allergica che le quattro persone detenute con lui nella stessa cella non hanno avuto. In ospedale è stato negato l’accesso al suo avvocato e al suo medico personale. È stato visitato da alcuni medici di cui uno, guarda caso, è deputato di Russia Unita. L’ospedale è stato sorvegliato dalla Polizia e si è creato un’assembramento di giovani che chiedevano notizie su di lui e questi ragazzi sono stati portati via con le camionette. Questo domenica notte.

Poi?

Ieri finalmente il medico di Navalnjy è riuscito a vederlo. E oggi è uscita una foto abbastanza impressionante delle sue condizioni.

C’è un sospetto avvelenamento quindi?

C’è un sospetto avvelenamento probabilmente orchestrato da Polizia o FSB (l’ex-KGB). Contemporaneamente ci sono decine se non centinaia di processi ad altri appartenenti a questo movimento d’opinione. Centinaia di fermi e processi per direttissima. In Russia ormai non si può più manifestare…anche il Primo Maggio, a San Pietroburgo una parte del corteo è stato attaccato a manganellate. Vietato il diritto di assemblea, adesso sono arrivati anche all’intimidazione fisica. Non so cosa saranno disposti a fare nei prossimi mesi.

La prima fotografia di Navalnjy dopo il sospetto avvelenamento

Storicamente il potere russo, dai tempi degli Zar fino a Putin e passando per i Soviet, si è sempre dimostrato insofferente e brutale contro ogni forma di contestazione, anche quelle minoritarie. Me lo confermi? E mi confermi il fatto che non ci sarebbe nessun motivo logico per reprimere in modo così selvaggio un movimento del genere?

Vero. La storia della Russia è così, ma siamo nel 2019! Non si può più ragionare così ne giustificare questa distorsione! Non si può più restare a questo livello di autocrazia. E poi non c’è nessuna necessità di reprimere così. Putin e i suoi sanno che tanto vinceranno ancora perché il ventre del Paese, sostanzialmente disinteressato e apolitico, è sempre col potere di turno. Ma sono arrivati all’intimidazione fisica perché sanno anche che queste persone denunciano una triste verità. E tanti diranno… “Ma come!? C’è il Partito Comunista e altri che vanno alle elezioni!!”. Non è vero niente!

In che senso?

Nel senso che il Partito Comunista, il partito nazionalista di Vladimir Žirinovskij e quello socialdemocratico votano in massa le risoluzioni di Russia Unita. Forse l’unico che si distingue un minimo è il Partito Comunista, ma non è un’opposizione reale. E soprattutto non criticano il sistema di potere e corruzione che domina la Russia. Ci sono poi i liberali Jabloko, ma sono irrilevanti e poi, diciamolo, il liberalismo non è propriamente una dottrina politica amata dai Russi. La questione chiave è che questo movimento d’opposizione sta squarciando il velo di silenzio ipocrita sul sistema di appropriazione indebita della cricca di oligarchi vicini a Putin. E loro, questo sistema di potere, non vogliono perderlo! Hanno in mano tutto! I media, l’esercito, gli apparati di sicurezza dello Stato… E ormai la Russia non dialoga più con l’esterno.

Mi confermi che nelle provincie dell’Impero ci sono segnali di insoddisfazione con alcune lotte ambientaliste?

Sì, piccole cose negli Urali e in Siberia. Ma sono vicende in qualche modo periferiche.

Quindi sostieni che il regime di Putin si stia imputridendo come tutti i regimi che durano oltre la loro fase “naturale”?

Fino al 2012 tutto sommato le cose si tenevano insieme. Certo era un Paese pieno di problemi e non certo democratico, ma vista la sua storia, in fondo, la situazione non era terribile. Da due, tre anni c’è un’involuzione rapidissima. Considera che, secondo i recenti sondaggi, il 38% dei Russi non vuole più avere Putin come presidente dopo il 2024. La percentuale è aumentata dell’11% in un anno. E nonostante tutto, ci sono ancora molti sostenitori, in realtà più suoi che del suo regime.

Come vedi il futuro?

La speranza sono i ragazzi nati dopo il 2000. L’età media dei manifestanti di Mosca è inferiore ai 22 anni. Quando sono nati c’era già Putin, che è arrivato nel ’99. Questi ragazzi non hanno mai visto nessuno al di fuori di lui governare la Russia. Ma sono cresciuti viaggiando e conoscendo il mondo, paradossalmente grazie al benessere e alla stabilità garantita da Putin stesso, e non accettano più questa situazione di ruberia sfacciata e arrogante.

Ma secondo te c’è qualche speranza o si riproporrà la “Russia eterna” che si afferma ogni volta, nonostante il cambi dei regimi?

Putin è quello che è. C’è da dire che in politica estera si è dimostrato un leader capace, credibile e rispettato.

Rischia di essere un po’ come il Re Sole? “Dopo di me il diluvio”?

Il problema è chi arriverà il potere dopo l’uscita di scena di Putin. Potrebbe essere un incapace. Potrebbe succedere come in Venezuale dove, a sostituire una personalità discussa, ma comunque carismatica e capace come Chavez è arrivato un Maduro. A quel punto, con il Paese isolato, resteremmo nelle mani di un incapace. Un disastro.

Tu non trovi paradossale che mentre nell’Europa in preda al vento di destra e sovranista la Russia riscuote grandi simpatie, almeno a parole, tra il popolo russo cresca l’insofferenza?

Non è un paradosso. Quello che si fa a livello geopolitico non è quello che avviene all’interno della Nazione. L’Unione Sovietica di Stalin è stata un baluardo contro il nazismo e pure il capitalismo si è preso una bella paura però dentro le frontiere succedeva ciò che sappiamo.

Altro da aggiungere?

Che i media italiani sono vergognosi. Pochissime notizie. Ho scritto al Corriere e nessuna risposta. Ho sentito la corrispondente RAI e nulla.

* in copertina un dimostrante mostra a un agente dell’OMON schierato a Mosca durante le proteste del 27 luglio la Costituzione della Federazione Russa.

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