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Criticare Israele non è antisemitismo

Redazione_Mim

Italia

Ci siamo: nella giornata di mercoledì 9 settembre, dopo il voto a Montecitorio, il DDL antisemitismo potrebbe tramutarsi definitivamente in legge. Presto quindi potrebbe emularsi la traiettoria che in altri Paesi ha già punito attivisti che si sono scagliati, anche solo a livello di opinione, contro la pulizia etnica o, semplicemente, contro alcune politiche dello stato di Israele.

Il DDL, che attraverso la definizione operativa dell IHRA equipara antisemitismo e antisemitismo, introduce la figura del coordinatore nazionale, presso la presidenza del consiglio dei ministri, per la lotta all’antisemitismo, percorsi educativi per insegnanti e forze dell’ordine e controllo all’AGCOM dei contenuti antisemiti online, tra alcuni dei suoi principali contenuti.

Il testo era già stato approvato al senato il 4 marzo 2026, con astensione della maggioranza del PD (il cui gruppo dei riformisti aveva votato a favore) e voti contrari dei soli Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Lo scenario sembra tendere a ripetersi, con l’unica differenza rappresentata dalla possibile spaccatura del PD in tre tronconi di voto: riformisti a favore, maggioranza astenuta e alcuni contrari.

Nonostante la presa di posizione netta anche di una parte del mondo progressista ebraico italiano (nelle figure di Anna Foa o Roberto della Seta) e della contrarietà di almeno 250 sigle al DDL, a livello parlamentare non si registrano rilevanti cambiamenti. Nel giro di due giorni quindi, la vita di molte e molti, che non hanno mai smesso di far sentire la propria voce, potrebbe cambiare irrimediabilmente. Nell’indifferenza e nella pavidità quasi comica di alcuni soggetti politici.

Per scongiurare tutto ciò, è necessario mobilitarci nuovamente. Quante volte abbiamo parlato, quante volte abbiamo scritto. Non è forse bastato. Mentre esprimiamo solidarietà a chi è già stato colpito da queste misure repressive in Europa, nei giorni in cui Israele ha ripreso a bombardare il Libano e la paura per la repressione cresce di giorno in giorno. Mobilitiamoci, il terreno per resistere c’è ancora. Appuntamento domani alle ore 17:30 in piazza dei Mercanti. Scendiamo in piazza. Non abbandoniamo le piazze.

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