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La parola d’ordine contro il G20 è «convergenza»

Redazione_Mim

Italia

Intrecciare rivendicazioni ambientaliste e sociali, connettere nuove generazioni di attivisti climatici e vertenze di precari e operai, far sfilare nello stesso corteo realtà sindacali diverse. È la sfida principale lanciata dagli organizzatori delle mobilitazioni contro il G20, che andranno in scena a Roma dal 29 al 31 ottobre prossimi.  Il vertice ufficiale, a cui prendono parte i capi di stato e di governo insieme ai ministri dell’Economia dei paesi più ricchi, si svolgerà nel quartiere Eur. Sul tavolo tre temi: misure per fermare il cambiamento climatico; ripresa economica; contrasto del Covid-19 e di nuove possibili pandemie. Le soluzioni proposte, però, non convincono chi si è dato appuntamento ad alcuni chilometri di distanza.

«Per noi le priorità sono: decarbonizzare strutturalmente il sistema produttivo; abbandonare il mercato dei crediti di carbonio che sono una falsa soluzione; stanziare i 100 miliardi annuali previsti del green fund per contrastare i danni che il cambiamento climatico sta già facendo nel sud del mondo; cancellare il debito dei paesi in via di sviluppo per consentire loro di avviare la transizione ecologica», afferma Emanuele Genovese, dei Fridays For Future romani. I Fridays convergeranno nella capitale da oltre 30 città. Tra il 28 ottobre e l’1 novembre saranno ospiti del centro sociale Acrobax all’interno del Climate Camp. In tenda per il clima anche realtà ecologiste romane e oltre 150 attivisti di Extinction Rebellion (Xr), pronti a mettere in campo azioni di disobbedienza civile a sorpresa. Tra gli slogan del campeggio: «Da Roma a Glasgow, le vostre soluzioni sono il problema». Proprio al termine del G20, infatti, si svolgerà nella città scozzese la conferenza delle parti sui cambiamenti climatici (Cop26).

A Roma, intanto, il programma delle manifestazioni è denso. Venerdì apriranno le danze lo sciopero e il corteo degli studenti. Sabato la marcia unitaria partirà da Piramide alle 15, diretta a Bocca della Verità. Da Firenze arriveranno gli operai Gkn, che hanno organizzato dieci pullman. Significativa la presenza delle vertenze Alitalia, Whirlpool, TextPrint, FedEx. I sindacati di base sfileranno tutti nello stesso spezzone: Usb, Adl, Cobas, Sial Cobas, Si Cobas, Clap. Presenti anche Fiom ed Flc Cgil. In piazza, insieme ai Fridays e Xr, le realtà che animano la Società della cura (Sdc) e i centri sociali della capitale.

«Questo vertice non farà nulla per migliorare la vita delle persone – dice Marco Bersani, portavoce Sdc – A Draghi serve per mettere in vetrina la cosiddetta “ripresa” economica. Al Viminale per dire che l’ordine pubblico ha funzionato benissimo, dopo aver alzato artificialmente il tiro». A seguito dell’assalto fascista alla Cgil dal ministero dell’Interno sono partiti segnali di allarme sulle mobilitazioni del prossimo fine settimana. Nella capitale sono annunciati droni, cecchini, militari, 5mila agenti e servizi segreti di diversi paesi a protezione dei rappresentanti governativi e per il controllo dell’ordine pubblico.

«È stato alimentato un allarme strumentale per ostacolare il corteo – dice Clara Mascia, di Flc Cgil – Ma sarà una grande piazza ricca di contenuti: pensiamo che per uscire dalla pandemia e fermare il cambiamento climatico siano urgenti investimenti strutturali in istruzione e ricerca. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, invece, moltiplica la precarietà di docenti e ricercatori». Tra le richieste che i manifestanti porteranno sui cartelli: stop ai brevetti e copertura vaccinale per tutti i paesi del mondo.

Ieri un gruppetto di attivisti di Rete Ecosistemica Roma è stato portato in commissariato per aver srotolato uno striscione davanti al palazzo della Nuvola, l’hub vaccinale in cui si svolgerà il meeting. C’era scritto: «La catastrofe arriva, è tempo di agire».

Gli attivisti, comunque, preferiscono guardare avanti: «Non ci interessano prove muscolari, questa mobilitazione è la prima tappa di un percorso». Che continuerà domenica con un’assemblea nazionale al teatro Garbatella, dalle 10 alle 16.

di Giansandro Merli 

da il Manifesto del 27 ottobre 2021

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