“Ama il tuo quartiere, ferma ‘sto cantiere!” – L’interminabile vicenda del cantiere di viale dei Missaglia

Sono ormai quasi tre anni che si trascina l’annosa vicenda del cantiere di viale dei Missaglia. Un’opera di cementificazione scriteriata e selvaggia che, al momento, ha subito uno stop e che, nei giorni scorsi, in vista della biciclettata in difesa del territorio di domenica 14, Zam ha magistralmente riassunto in una serie di articoli che riprendiamo.

Era il maggio 2018, quando nel quartiere iniziano i lavori per l’ennesimo parcheggio, in piazza Abbiategrasso. Il tutto cominciò, manco a dirlo, con l’abbattimento di decine di alberi. Ma questa non è una sorpresa.

La sorpresa arrivò quando, non appena i primi alberi (in totale sono stati abbattuti 95 alberi su 130) furono tagliati, si scopri che tra i posti auto e il cemento stava sorgendo qualcosa di inaspettato: un benzinaio, proprietà Q8 (nota multinazionale del petrolio).
Ci organizzammo con diversi cittadini del quartiere, perché subito apparvero intollerabili diverse cose:

Abbattimento di 95 alberi e, con il greenwashing a cui in questi ultimi anni la giunta milanese ci ha abituato, promessa di sostituirli con 95 nuove alberature: piccoli alberelli (quanti hanno superato l’estate?) incapaci di fare ombra, di funzionare da barriera antirumore, di essere un riparo per l’avifauna, di trattenere le acque piovane, al posto di alberi decennali abbattuti per far posto alle auto.

Parcheggio: era il 2018, e ci chiedevamo che senso avesse continuare a costruire parcheggi per automobili. Perché continuare a finanziare l’arroganza con cui le auto occupano più dell’80% dello spazio urbano? Perché non suddividere lo spazio urbano in modo più equo? Perché non costruire giardini, piazze, luoghi di socialità e di gioco per i più piccoli? Perché incentivare un mezzo di trasporto inquinante, mortale, rumoroso, consumando suolo e spendendo ben 6 mln di soldi pubblici?

Mancanza di trasparenza da parte del Comune: purtroppo ci siamo abituati, ma la tanto sbandierata politica della partecipazione si dimostrò, anche allora, solo uno slogan. Tanto che gli/le abitanti di viale dei Missaglia, a qualche decina di metri dal cantiere, scoprirono solo a lavori iniziati dell’accordo Q8-comune di Milano.

Pozzi d’acqua potabile: poiché non c’è fine al peggio, si scoprì presto che la costruzione del benzinaio (o meglio, delle vasche di stoccaggio nel sottosuolo per la benzina) era del tutto illegale: per legge, non si può posizionare centri di stoccaggio di prodotti chimici pericolosi a meno di 200 metri da un punto di captazione dell’acqua potabile…e, indovinate? In un raggio di 200 metri dal benzinaio sono presenti ben 4 pozzi d’acqua potabile! Il rischio di contaminazione della falda acquifera, con potenziali danni su tutti gli utenti a valle dei punti di captazione, ci portò alla raccolta fondi per presentare il ricorso al TAR.

Grazie ad una partecipatissima raccolta fondi, il quartiere riuscì a pagare il ricorso al TAR e…a vincerlo!

Era la dimostrazione che chi abita un territorio è il suo miglior difensore: gli abitanti di un quartiere avevano sfidato la grande multinazionale Q8 e avevano vinto.

Sembrava che tutto andasse per il meglio ma Q8 e Comune di Milano decisero di ricorrere in appello al Consiglio di Stato, contro la decisione del TAR.
Dovemmo costituirci in giudizio, per poter partecipare ad un eventuale dibattimento ma…arrivò il Covid, e tutto fu bloccato.

Che succede ora?

Sembra che il comune di Milano abbia inserito nel PGT un altro lotto per il benzinaio Q8 (che evidentemente ne ha proprio bisogno, poveretti!) ma a quanto pare il Comune dovrà anche risarcire Q8 per i lavori che la multinazionale del petrolio aveva già iniziato in viale dei Missaglia.

Domani avremo un incontro con il Comune per capire a che punto delle trattative con Q8 sono arrivati.

La decisione deve essere politica, ed il coraggio del Comune di Milano che ha adesso l’occasione di chiudere questa brutta storia una volta per tutte: se la questione del benzinaio in viale dei Missaglia sembra definitivamente chiusa, non si sa ancora con certezza cosa dovrà sorgere sull’area dell’ex cantiere Q8, che è rimasta così com’era dopo l’inizio dei lavori, senza alberi e spoglia.

Questa domenica dedicheremo una tappa della biciclettata proprio alla lotta contro il benzinaio: dobbiamo tenere alta l’attenzione sul tema!

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