Cosa succede al parco Ticinello (parte 2)

L’idea di fondo è quella di trasformare questo parco agricolo ricco di biodiversità nell’ennesimo giardinetto cittadino, un copia-incolla di quelli che troviamo nei recenti interventi di speculazione edilizia e gentrificazione, da porta nuova alla fiera di Milano fino alle tre torri (e prossimamente anche allo scalo di porta Romana?). Ed è proprio su questa idea che si muovono gli interventi previsti dal lotto 2 del progetto.

ABBATTIMENTO DI 156 ALBERI

Conosciamo tutti il progetto “ForestaMi”, che prevede la piantumazione nell’area metropolitana (e non nel comune!) di 3 milioni di “piante equivalenti” (e non alberi!) entro il 2030. Questo esilarante progetto di greenwashing non ferma ovviamente il Comune dall’abbattimento di alberi decennali, sempre con la stessa scusa: “tanto poi ne piantiamo di nuovi”. Peccato che 10 alberelli di 3 anni piantati al posto di un esemplare di 50 o più anni…non sono la stessa cosa!
Non forniscono i servizi ecosistemici di una pianta adulta e, inoltre, su dieci alberi piantati spesso ne muoiono 7 per mancanza di cure e acqua.

Nel caso del Ticinello, si vorrebbero abbattere 156 alberi presenti lungo il cavo Ticinello. Si tratta proprio di quella fila disordinata e spontanea di alberi che garantiscono la ricca biodiversità dell’area, rendendo il parco una meta privilegiata delle passeggiate naturalistiche. Si tratta anche di un corridoio ecologico: nella relazione “Milano Città di Campagna – La Valle del Ticinello” 2014-2017 è evidenziato il ruolo connettivo affidato al Cavo Ticinello ed alla relativa fascia ripariale.
Ma la parte più assurda sono le motivazioni che dovrebbero giustificare gli abbattimenti:
-più di 80 alberi (noccioli, olmi, pioppi, fichi, allori, nespoli, salici, sambuchi, allori e ciliegi) verranno abbattuti perché considerati “Gruppi disordinati di piante” (c’è scritto davvero così!!)
-circa 70 hanno la sola colpa di essere specie alloctone indicate come invasive (ailanti e robinie), ma ci chiediamo a chi stiano dando fastidio e se non siano invece la casa di diverse specie dell’avifauna
-Le piante abbattute per motivi di “sicurezza idraulica” sono la minoranza, ed al loro posto, per garantire stabilità che questi alberi fornivano alla sponda, verranno costruite sponde in cemento.

Ma il taglio degli alberi è solo la punta dell’iceberg: sotto ci sta quell’idea antropocentrica e avventata per cui ogni angolo verde debba per forza essere trasformato ed adattato per i nostri bisogni.

Per altre informazioni

Collettivo ZAM


Cosa succede al parco Ticinello (parte 1)

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