La “mano invisibile” del mercato affitti: i numeri dell’emergenza abitativa a Milano

L’Assessore milanese alle politiche abitative Rabaiotti ha proclamato raggiunto l’obiettivo “zero case sfitte” – ossia tutte le case popolari comunali vuote assegnate – promettendo di ristrutturare in tempi record le 800 mancanti sulle 3.000 prospettate nel 2017.

L’Istituto di ricerca Nomisma stima in 146.500 i nuclei familiari cui spetterebbe un alloggio ad affitto agevolato ma esclusi dall’offerta pubblica. In città dei circa 800.000 alloggi esistenti l’80% sono di proprietà di persone fisiche; di questi, nel periodo 2010-19 appena 6.284 sono serviti a rispondere a esigenze di residenze sociali, di cui 1/3 (2.192) ad affitti con canoni agevolati. Solo 88.500 nuclei famigliari (6,4% del totale), con reddito mensile tra 1.600 e 2.000 euro, è in grado di accedere agli affitti a prezzi di mercato (80-100 euro al mq/anno, che sale a 120 se arredata).

Per 146.500 nuclei con reddito inferiore significa che non esiste una offerta abitativa, trovandosi nella contraddizione di essere esclusi dal mercato della casa del territorio in cui vivono. Discorso simile vale per gli studentati, i cui 12.500 posti pubblici soddisfano appena il 15% della domanda complessiva. Quanto realizzato in poco meno di 4 anni dal Comune corrisponde quindi ad appena il 2% degli appartamenti potenzialmente necessari per rispondere al bisogno abitativo a basso reddito.

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