No Canal – Un fiume in piena che porterà ad un piano B?

 

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Ore 7.00 di lunedì 24 Febbraio il parco di Trenno ed il parchetto di via Cividale del Friuli si sono svegliati, come capita da diverso tempo, con un presidio di militanti contro l’inutile, costosa, dannosa ed invasiva opera legata ad Expo 2015 ovvero la Via d’Acqua.
Al parco delle Cave e sempre in Cividale sono comparsi due nuovi Spaventaruspe, i supereroi No Canal che mostrano l’opposizione permanente al canale di scolo.

Questa potrebbe essere una non notizia perché non racconta nulla di nuovo. Ma non è così.
Da ieri mattina qualcosa è cambiato, o meglio qualcosa potrebbe cambiare. Domani si dovrebbe scoprire qualcosa di più.

Il Corriere della Sera ieri riportava un articolo interessante. L’articolo sostiene che martedì 25 Febbraio dovrebbe esserci un incontro tra Expo Spa e Comune di Milano, con tanto di tecnici annessi, il cui scopo è capire se ci siano le possibilità per un “piano B”, ovvero un percorso alternativo del canale che dal laghetto del sito Expo entri nel Villoresi senza passare dai parchi ed in generale da Milano.
Piano B che, da quel che è scritto nell’articolo, farebbe risparmiare diverse decine di milioni di euro, oltre a non modificare l’assetto del verde della zona Ovest della città.

Certezze non ci sono e visto il percorso della trattativa piena di falsità, bugie e cambiamenti di rotta continui fino a qui condotto i “se” ed i “ma” sono d’obbligo.
Gianni Confalonieri continua ad incolpare fantomatici “estremisti” del non accordo fino ad ora raggiunto, oltre che continuare, come oggi in un intervista sul Corriere, a dire che ci sarebbe un accordo già firmato e che in generale la maggior parte dei Comitati sarebbe per il dialogo e solo una piccola parte dei No Canal è per il rifiuto totale del canale. E’ anche vero che il delegato del Sindaco in Expo Spa in un’intervista rilasciata oggi a Radio Popolare (http://podcast.radiopopolare.it/metroregione_24_02_2014.mp3?) dice che il tempo per un accordo è scaduto e che il Piano B non dipende da lui, nel caso. Apparentemente una resa personale ma forse, più realisticamente, un messaggio indiretto che dice che il tempo delle mediazioni del Comune è finito. Staremo a vedere cosa uscirà dall’incontro di domani.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma per semplificare basterebbe fissare un punto:
La lotta e la resistenza al canale di Expo 2015 sta mettendo a dura prova l’amministrazione comunale e l’azienda Expo SPA.
Né il Comune né Expo vogliono arrivare alla rottura definitiva e schierare la forza pubblica per far partire i cantieri. Le motivazioni sono ovviamente diverse, per Expo è soprattutto la volontà di salvaguardare la grande operazione di marketing che sempre più è messa in difficoltà, non solo dai No Canal, tra cantieri bloccati per infiltrazioni mafiose o proteste dei lavoratori e paesi che abbandonano il campo (come la Turchia), per il Comune il tentativo di ergersi a forza “gentilmente mediatrice” capace di accontentare le volontà dei cittadini.
La loro speranza era, ed è legata al tentativo di dividere il fronte No Canal e, proponendo piccole modifiche, che si potrebbero definire anche briciole o elemosine, riuscire a chiudere un accordo che salvaguardasse in minima parte i parchi e in massima l’operazione speculativa della Via d’Acqua. Ma non c’è nulla da dividere.

La trattativa fuffa si è arenata perché la popolazione che si è mobilitata non ha accettato le briciole e vuole che alberi, parchi e denaro pubblico vengano salvati. L’interazione continua tra i comitati ed alcune componenti di movimenti come la rete Attitudine No Expo non ha fatto cambiare il volto della lotta, ha solo denunciato in maniera più ampia come Via d’Acqua, essendo progetto legato ad Expo 2015, non è solo questione di quartiere ma di tutta la città.

I presidi intanto continuano per tutta la settimana, domenica 2 Marzo, invece, il parco di Trenno ed il parco delle Cave vivranno a prescindere dall’esito dell’incontro di domani e vedranno Pic Nic collettivi all’interno delle aree dell’ipotetico cantiere, e poi alla sera, assemblea a Baggio. Si parla già di una fiaccolata che attraverserà la città, partendo dal Palazzo della Regione fino alla sede di Expo SPA, ricordando alla “trottola” Maroni che, invece che provare a costruire Expo con un tour per l’intera Lombardia dovrebbe pensare ai folli progetti legati al grande evento che la popolazione non accetta. Ma questa storia sarà materia di un nuovo articolo.

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