Partigian* in ogni strada – Gina Galeotti Bianchi: una vita nella Resistenza

Gina aveva solo 16 anni quando aderì al movimento antifascista a Suzzara, diventando così una delle protagoniste della lotta al regime nel nord Italia.
Con il nome partigiano “Lia” prese parte agli scioperi di Milano, durante i quali venne catturata: nonostante i 33 interrogatori e le torture subite non cedette mai.

Iscrittasi al Partito Comunista clandestino italiano, il 25 luglio del 1943 venne denunciata al Tribunale Speciale e poi arrestata; liberata dopo la formazione del governo Badoglio tornò a Milano, dove si dedicò all’assistenza delle famiglie delle vittime della Liberazione, aderendo al Comitato provinciale dei Gruppi di difesa della donna; collaborò alla pubblicazione della stampa clandestina, tra cui “L’Unità”, all’organizzazione di scioperi e manifestazioni nelle fabbriche. Tra le altre cose si occupò di proteggere i ricercati in fuga dal regime.

Il 25 aprile 1945, durante l’insurrezione cittadina cercò di raggiungere l’ospedale di Niguarda, per contattare alcuni partigiani feriti per consegnargli l’ordine d’insurrezione; per strada incontrò una sparatoria tra un camion di tedeschi e un gruppo di resistenti niguardesi, colpita da una raffica nemica restò uccisa mentre compiva il suo dovere, spegnendosi a soli 32 anni dopo una vita intera dedicata all’antifascismo.
Dopo la Liberazione le venne assegnata la medaglia d’oro alla memoria dalle Brigate Garibaldi.

A lei sono dedicati l’enorme murales di via Majorana, i giardini di via Val di Ledro e la lapide in via Bartolini 49, che la ricorda con queste parole: “A Gina Galeotti Bianchi (Lia) – Durante la lotta contro tedeschi e fascisti da questa casa diresse i gruppi di difesa della donna – Cadde sotto il fuoco nemico il giorno stesso della liberazione e della vittoria – 25 aprile 1945”.

La sua compagna partigiana Stellina ricorda le sue ultime parole: “Pensa la bellezza, quando mio figlio nascerà non ci saranno più i fascisti”.
Con lo stesso coraggio di Lia, sempre dalla stessa parte contro fascisti e nazisti.

Margherita Fruzza

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Una replica a “Partigian* in ogni strada – Gina Galeotti Bianchi: una vita nella Resistenza”

  1. Carlo ha detto:

    Gina nacque a SUZZARA, non Suzzaro, provincia di Mantova, dove oltre ad uno dei viali più importanti della città le è dedicato uno dei due giardini pubblici.

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