Noi rider saremo felici quando saremo lavoratori tutelati!

Ogni giorno un fattorino si sveglia e sa che dovrà correre nel traffico come un forsennato per portare a casa la “pagnotta”, non importa se ci sarà la zona gialla o la zona rossa, il sole o la pioggia battente, comunque vada sa che dovrà correre per riuscire a guadagnare qualcosa, cercando di fare il più velocemente possibile, più consegne che riesce, lavorando senza contratto, sotto l’egida del cottimo e del ricatto del ranking.

Ogni giorno un rider si sveglia e mentre corre in strada o aspetta seduto su una panchina in un parco o in una piazza, si chiede come sia possibile che in un paese civile tutto questo sia ancora ammesso, dopo essere stato riconosciuto lavoratore essenziale e aver messo a rischio la propria salute e sicurezza durante il lockdown per portare beni di consumo e di prima necessità nelle case degli italiani.

Ogni giorno un giornalista o un opinionista si sveglia e decide di scrivere un articolo sul delivery chiedendoci di fare interviste, raccontare la nostra storia, mostrarci alle telecamere, non sempre le richieste sono legittime, non tutti i commentatori professionali, non tutte le fonti attendibili.

Noi sappiamo chi siamo e da dove veniamo, siamo la rete nazionale “Rider X i Diritti”, che unisce lavoratori, attivisti e delegati sindacali, Union e confederali che ogni giorno lottano per ottenere quanto spetta ai fattorini del delivery food.

Di rider “felici” nelle strade soprattutto dopo la firma del contratto capestro ad opera di UGL e Assodelivery non ne vediamo, dal momento che i compensi dal 3 novembre 2020 (entrata in vigore del nuovo contratto) sono stati tagliati dal 50% al 30% su ogni singola corsa, in tutto il settore, infatti ci stiamo organizzando per una nuova data di mobilitazione nazionale che coinvolga tutti i territori, come già è accaduto il 30 ottobre 2020 e nei giorni successivi all’applicazione del nuovo contratto, coinvolgendo diverse centri urbani.

Ieri è uscita una notizia che parlava di un presunto collega “felice” su un blog de La Stampa, tale Emiliano Zappalà, ex commercialista, divenuto rider di Deliveroo, che si dichiara “entusiasta” del proprio lavoro di fattorino e di guadagnare 2.000 euro al mese. Noi dalle nostre ricerche non abbiamo trovato nessun Emiliano iscritto all’albo dei commercialisti, purtroppo però conosciamo bene un altro Zappalà (Emanuele, anch’esso rider di Deliveroo) perché delegato UGL, membro di Anar, sindacato corporativo e di comodo nato negli uffici di Glovo nel settembre 2019, affiliatosi poi all’Unione Generale del Lavoro, firmatario dell’accordo che ha cercato di mettere una pietra tombale sotto le rivendicazioni storiche di tutto il movimento rider che ha risposto con un’ondata di scioperi contro tale operazione.

Se si trattasse della stessa persona a maggior ragione non ci stupirebbe la cattiva informazione fatta e la rappresentazione fuorviante avvenuta del nostro lavoro, ad opera di uno dei “cottimisti” incalliti, artefice e responsabile dell’accordo che ha permesso il taglio delle paghe e il peggioramento delle condizioni di tutti, in complicità con le piattaforme.

Volete vedere un rider felice? Paga oraria degna in linea con i minimi tabellari di un CCNL di settore (Trasporti/Terziario), un contratto vero con garanzie e tutele piene per tutte e tutti.

Questo è quello di cui abbiamo bisogno, tutto il resto è fiction!

Deliverance Milano
RiderXiDiritti


WE RIDERS WILL BE HAPPY WHEN WE ARE PROTECTED WORKERS‼ ️

Every day a delivery man wakes up and knows that he will have to run in traffic like a madman to bring home the “loaf”, no matter if there will be the yellow zone or the red zone, the sun or the pouring rain, however it goes he knows he will have to running to be able to earn something, trying to make as fast as possible, as many deliveries as possible, working without a contract, under the aegis of cottimo and blackmail of the ranking.

Every day a rider wakes up and while running in the street or waiting sitting on a bench in a park or in a square, he wonders how it is possible that in a civilized country all this is still allowed, after having been recognized as an essential worker and having put their health and safety are at risk during the lockdown to bring consumer goods and basic necessities to Italian homes.

Every day a journalist or a columnist wakes up and decides to write an article on delivery asking us to do interviews, tell our story, show us to the cameras, requests are not always legitimate, not all professional commentators, not all reliable sources.

We know who we are and where we come from, we are the national network “Rider X i Rights”, which unites activist workers and union delegates, Union and confederal workers who fight every day to get what is due to delivery food delivery men.

We do not see “happy” riders on the streets especially after the signing of the halter contract by UGL and Assodelivery, since the fees from 3 November 2020 (entry into force of the new contract) have been cut from 50% to 30 % on every single race, throughout the sector, in fact we are organizing for a new national mobilization date that involves all the territories, as already happened on 30 October 2020 and in the days following the application of the new contract, involving various centers urban.

ìYesterday a news came out that spoke of an alleged “happy” colleague on a blog of La Stampa, this Emiliano Zappalà, a former accountant, who became a Deliveroo rider, who declares himself “enthusiastic” about his job as a delivery boy and to earn 2000 euros per month. From our research we have not found any Emilian registered in the register of accountants, but unfortunately we know another Zappalà well (Emanuele, also a Deliveroo rider) because he is UGL delegate, member of Anar, a corporate and convenience union born in the offices of Glovo in September 2019, then affiliated with the General Labor Union, signatory of the agreement that tried to put a gravestone under the historical claims of the entire rider movement that responded with a wave of strikes against this operation.

If it were the same person, all the more reason we would not be surprised by the bad information given and the misleading representation of our work, by one of the hardened “jobbers”, creator and manager of the agreement that allowed the pay cut and the worsening of the conditions of all, in complicity with the platforms.

Do you want to see a happy rider? Worthy hourly wages in line with the minimum tables of a national collective labor agreement for the sector (Transport / Tertiary), a true contract with full guarantees and protections for everyone and everyone.

This is what we need, everything else is fiction!


La strana storia del rider “commercialista” dalla parte delle aziende (The Submarine)

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