Quando lo Stato presenta il conto – 20.000 euro di condanne per lo sgombero di via Olgiati

20.000 euro di multe per i nove condannat* per lo sgombero di quasi 10 anni fa.

“Voi potete anche dimenticarvi dello Stato, ma lo Stato di certo non si dimentica di voi”. Con questa citazione di un’avvocatessa apriamo queste righe dedicate a quelle belle notizie capaci di rovinarti le ferie e mandarti di traverso la fetta d’anguria.

Nei primi giorno d’agosto Equitalia ha infatti iniziato a recapitare una serie di cartelle esattoriali pesanti a nove tra compagni e compagne condannati in via definitiva per la resistenza allo sgombero di ZAM in via Olgiati del 22 maggio 2013.

Sono passati 3.360 giorni dallo sgombero dello spazio occupato in Barona, quasi dieci anni, che in politica, ma anche nella vita di un’essere umano sono un lasso di tempo molto lungo, ma inesorabilmente lo Stato è arrivato a bussare alle porte dei capri espiatori di quella giornata di lotta e lo ha fatto, con un tempismo discutibile, proprio nel mese dedicato alle vacanze e al relax dopo un anno di lavoro.

Quel giorno un ingente dispositivo di Forze dell’Ordine si presentò in via Olgiati per eseguire lo sgombero della struttura occupata nel gennaio 2011. Ad attenderli una serie di barricate e più di un centinaio tra attivisti, attiviste e solidali tanto che dovette intervenire una ruspa della Polizia per aprirsi la strada fino al cancello principale. Dopo che due degli occupanti erano scesi dal tetto, nel pomeriggio un corteo partì da Porta Genova cercando di raggiungere Palazzo Marino che, dopo tante belle parole e promesse nella campagna elettorale del 2011 all’insegna degli “zero sgomberi” si era pilatescamente lavato le mani di tutta la vicenda. Ad attendere il corteo un dispiegamento del Reparto Mobile che caricò ben tre volte i manifestanti. Proprio per quelle manganellate e quel fronteggiamento c’è stato un processo che, dopo un lungo iter ha visto andare definitive in Cassazione nell’autunno 2019 nove condanne. L’area di via Olgiati 12, dopo essere rimasta abbandonata (ma sorvegliata) per anni ha visto l’inizio della costruzione di appartamenti (che fantasia!).

22 maggio 2013, barricata in via Olgiati – Foto Andrea Parapini

Cassazione che, oltre a confermare le condanne a pene attorno all’anno di carcere (due senza sospensione), avendo rigettato il ricorso delle difese ha pensato bene di affibbiare a ognuno dei ricorrenti una bella multa di 2.000 euro a testa in aggiunta alle spese processuali. Ed è questo l’aspetto giuridicamente e costituzionalmente più grave. Che quello che, sulla carta, è un diritto, quello dell’inputato di ricorrere in Cassazione veda però la spada di Damocle delle multe se il ricorso viene respinto. Come a dire che c’è un filtro tecnico assolutamente opinabile dal punto di vista costituzionale e assolutamente classista dal punto di vista sociale. Un ricco infatti non avrà nessun problema a ricorrere perché potrà agevolmente pagare la multa. Un povero o un precario si farà invece mille problemi perché 2.000 euro per chi percepisce i salari da fame di questo paese non sono una cifra da nulla.

Esprimiamo quindi la nostra totale solidarietà ai condannati e alle condannate pronti a partecipare a qualsiasi iniziativa benefit che verrà messa in campo.

* foto in copertina di Paolo Poce

 

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