Soresina (Cremona), dure cariche contro i facchini in sciopero

Ventesimo giorno di protesta contro 170 licenziamenti.

Cariche contro i lavoratori e le loro famiglie (bambini compresi). Lacrimogeni. Picchetto interrotto con la violenza per far uscire tre camion carichi di merci. Tre facchini in ospedale, uno con il ginocchio in gravi condizioni. È finita così la protesta unitaria dell’Unione Sindacale di Base (Usb) e del S.I. Cobas organizzata ieri davanti al magazzino della logistica di Finiper, a Soresina in provincia di Cremona. I lavoratori erano al ventesimo giorno di sciopero. Con un’unica richiesta: mantenere il posto di lavoro.

ddl sicurezza in azione a Cremona

La polizia carica i 170 facchini licenziati da Finiper che protestavano a Soresina con mogli e figliPolizia e carabinieri hanno caricato con violenza i 170 facchini licenziati da Finiper, che con le loro famiglie protestavano questa mattina a Soresina, davanti alla sede della società. Ci sono feriti. Dopo aver sottoscritto un accordo alla Prefettura di Cremona, la Finiper – proprietaria dei supermercati IPER con un fatturato di 2 miliardi e una quota di mercato della grande distribuzione pari al 20,5 % – si era rimangiato tutto e aveva sbattuto i 170 facchini in mezzo alla strada. Questa mattina i lavoratori avevano dato vita a una nuova mobilitazione insieme all’Unione Sindacale di Base, minacciati dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa nonostante la presenza di tanti bambini, figli dei facchini licenziati.Finiper ha preso a pretesto il cambio di sede del magazzino con il tentativo di non confermare gli attuali livelli occupazionali. Come sempre i padroni vogliono fare profitto sulla pelle delle persone.Nei giorni scorsi i facchini avevano attuato iniziative nei vari supermercati IPER -riscuotendo la solidarietà degli altri lavoratori e dei clienti – come ad esempio riempire i carrelli e lasciarli alle casse belli carichi.Niente lavoro? Non abbiamo soldi per pagare. SIAMO SOLO ALL'INIZIO.

Gepostet von USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale am Freitag, 14. Juni 2019

Il colosso della grande distribuzione (in Italia gestisce il 20,5% del totale del mercato) vuole licenziare 170 facchini provenienti dai 5 continenti con la scusa dello spostamento di 40 km del magazzino. «Secondo la legge trasferimento di sede o cambio d’appalto non pregiudicano la conservazione del posto di lavoro. Anzi, l’azienda deve mantenere la continuità occupazionale – dice Riadh Zaghdane, dirigente dell’Usb – La verità è che vogliono fare fuori questi facchini perché sono sindacalizzati e hanno conquistato i diritti contrattuali che gli spettano».

Proprio a Soresina, infatti, le vertenze degli ultimi anni hanno permesso di migliorare sensibilmente la situazione di questi lavoratori: livelli di inquadramento più alti, scatti di anzianità, buoni pasto. Conquiste su che la multinazionale potrà eliminare con i nuovi assunti, comprimendo il costo del lavoro. «Nel 2018 Finiper ha fatturato 2 miliardi di euro. Quello che risparmieranno sulla pelle di questi lavoratori saranno briciole in confronto. Sono avidi», continua Riadh.

«Stanno lasciando 170 famiglie nella povertà, le stanno consegnando alla criminalità», grida in un video un facchino subito dopo le cariche della polizia.

di Giansandro Merli

dal Manifesto del 15 maggio 2019

foto by Radio Onda d’Urto

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