Amianto in zona Sud – Una battaglia Comune

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Giovedì si è svolta la prima assemblea sul tema della massiccia presenza di amianto nei quartieri di Milano Sud organizzata dalle tre realtà di zona: ZAM, CAAB (Comitato Autonomo Abitanti Barona) e GTA (GraTosoglio Autogestita – dove è stata convocata).
A un momento di autoformazione e alla proiezione del documentario “White”, è seguito un confronto sulle prospettive politiche sul tema; di grande ricchezza sono state inoltre le testimonianze dei comitati di Sesto e delle White House di Rogoredo. Ampia e molto motivata la partecipazione da parte degli abitanti del quartiere.

Un buon inizio non c’è che dire!

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Per inquadrare la riflessione è giusto fornire alcuni approfondimenti.

UN PO’ DI STORIA
La più grande fabbrica legata all’amianto era l’Eternit (con varie sedi, la più importante a Casale Monferrato) che si è occupata sia della produzione che della vendita del materiale sin dai primi del Novecento.
Negli anni ’50 sorgono le prime problematiche relative alla produzione, ma sarà solo negli anni ’70 che scoppieranno gli scioperi per la tutela dei lavoratori, conseguenti alle prime morti non solo di chi lavorava a stretto contatto con l’amianto ma anche di chi viveva intorno alle fabbriche.
Finalmente negli anni ’90 viene sospesa definitivamente la produzione.
Il primo grande processo si avrà solo nel 2008 con 2.800 persone coinvolte che si costituiscono parte civile: l’accusa è di disastro ambientale e rimozione volontaria di cautele antinfortunistiche. Nel 2012 la condanna in 1° grado a 14 anni, in 2° grado si arriva a 18 anni, ma al 3° grado la pena viene annullata poiché il reato cade in prescrizione.
Nel 2015 si è aperto un nuovo processo, questa volta l’accusa è di omicidio colposo.
Altri processi negli ultimi anni si sono aperti anche contro la Breda, la Falck e la Pirelli, quest’ultima già nel 2005 ha stanziato 35 miliardi destinati alle spese processuali che si aspettava sarebbero state necessarie.

LEGGI
Prima di entrare nello specifico della situazione nei quartieri riportiamo qui alcuni degli articoli di legge più importanti legati alla vicenda amianto.
art. 257 (1992):
“A decorrere da trecentosessantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono vietate l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto, o di prodotti contenenti amianto.”
E ancora:
“… per la realizzazione di misure di decontaminazione e di bonifica delle aree interessate dall’inquinamento da amianto,  per la ricerca finalizzata alla individuazione di materiali sostitutivi e alla riconversione produttiva e per il controllo sull’inquinamento da amianto.”

art. 254 (2008) relativo al valore limite e alle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui citiamo il comma 1 e 2 particolarmente chiari:
1. Il valore limite di esposizione per l’amianto è fissato a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore. I datori di lavoro provvedono affinchè nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto nell’aria superiore al valore limite.
2. Quando il valore limite fissato al comma l viene superato, il datore di lavoro individua le cause del superamento e adotta il più presto possibile le misure appropriate per ovviare alla situazione. Il lavoro può proseguire nella zona interessata solo se vengono prese misure adeguate per la protezione dei lavoratori interessati.

Oltre a questi articoli esistono altri 400 decreti regionali.

LUOGHI IN CUI E’ PRESENTE
Grazie al lavoro di inchiesta sui territori veniamo a sapere che a Gratosoglio l’amianto è presente in 448 colonnine delle pensiline, negli isolanti dei condotti termici e idrici (di cui non viene fatta la manutenzione a causa della tossicità) e che l’unico intervento operato da Aler è stato verniciare le colonnine dell’area nord in modo da diminuire la quantità di polveri disperse nel deterioramento.
In Barona invece viene rilevato che si trova per lo più nei muri, nei tetti e che esistono vere e proprie discariche a cielo aperto che ne contengono importanti quantità (ad esempio all’interno del Parco Agricolo Sud).
Per segnalare la presenza ingombrante agli abitanti del quartiere i ragazzi e le ragazze di GTA hanno segnalato tramite stencil i luoghi interessati. Pratica che verrà riproposta anche negli altri quartieri.

PATOLOGIE LEGATE ALLA PRESENZA DI AMIANTO.
La patologia che si presenta con maggiore frequenza è il tumore che però può interessare davvero moltissime zone, per l’esattezza cervello, tiroide, laringe, esofago,seno, polmoni, cuore, reni, stomaco, intestino, ovaie, testicoli, vescica, prostata.
L’alta frequenza e la quantità di zone che colpisce sono dovute al fatto che è sufficiente venire a contatto con una sola fibra di amianto per ammalarsi magari anche 20, 30 o addirittura 40 anni dopo.
Queste fibre possono entrare nell’organismo non solo attraverso l’inalazione delle polveri ma anche per mezzo dell’ingestione e al contatto con acqua: grazie alla mancata manutenzione degli enti predisposti cucinare una pasta o semplicemente fare una doccia può diventare letale.

SMALTIMENTO
A causa della facilità con cui si può entrare in contatto con le fibre di amianto lo smaltimento dovrebbe essere fatto da esperti con tutte le precauzioni del caso. In Italia sono presenti ancora 55 milioni di tonnellate di amianto che non  sono nemmeno state messe in sicurezza. Ciò significa che le spese per bonificare le aree interessate sono molto alte ma quando si parla di salute le istituzioni in teoria non dovrebbero badare a spese; la realtà è diversa: per la bonifica completa della città di Milano servirebbero 5 Milioni che Aler e Comune dicono di non possedere e su cui costruiscono la scusa per cui la maggior parte dei luoghi non vengono sistemati e dove viene fatto le condizioni di lavoro degli operai sono tutt’altro che sicure.


ESPERIENZE VIRTUOSE
Sesto S. Giovanni
Nel ’94 nasce un comitato di operai che lotta per la bonifica della Breda con la, di poco successiva, occupazione di Cascina Novella.
130 sono le morti legati all’amianto di “competenza” della Breda.
Da questa esperienza si sviluppa l’ancora attivo Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.

White House (Via Feltrinelli – quartiere Rogoredo)
Nell’84-85 vengono ‘parcheggiati’ in un complesso diversi nuclei familiari con la promessa -disattesa- che nel giro di un paio di anni sarebbero stati spostati in altre abitazioni. Le famiglie restano nelle White per circa 25 anni e altre se ne aggiungono negli anni.
Nel 98-99 c’è un boom di persone che si ammalano: tutti hanno le stesse patologie e anche chi non è ammalato ha i linfonodi ingrossati e molto reattivi.
Dopo la morte di un ragazzo molto giovane si crea un comitato formato dagli abitanti che, dopo anni di lotte e presenza, ottengono la magra consolazione di essere tutti spostati in altri appartamenti sparsi per Milano; alcuni di loro verranno collocati in via dei Missaglia dove di nuovo si ritrovano con le tettoie di amianto. La maggior parte di loro sono ammalati o morti, molti non hanno visto nemmeno le case nuove.

Entrambe queste esperienze sono emblematiche per la forza e l’ostinazione che le hanno caratterizzate ma che, purtroppo, derivano dal grande dolore della morte di figli, genitori, amici, colleghi…

Le esperienze virtuose ci insegnano che non bisogna rassegnarsi ma supportare e cooperare per la creazione di comitati portando avanti una campagna concreta.
E’ necessario perciò che si attivino dal basso le energie per costruire un soggetto forte che esprima opposizione alle logiche del profitto che mettono in secondo piano la salute delle persone.
E’ fondamentale che chi abita i quartieri prenda coscienza della possibilità, che è evidentemente una necessità, di una gestione autonoma dei territori.

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2 risposte a “Amianto in zona Sud – Una battaglia Comune”

  1. […] per la fase di sensibilizzazione. Le tre realtà attraverso questo progetto intendono porre le basi nei quartieri di Milano Sud per una lotta consapevole alle nocività con gli abitanti (e per gli […]

  2. […] le assemblee di zona sulla questione e la pubblicazione di un dossier, in queste giornate di Luglio, gli attivisti di […]

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