[Dalla Rete] Orgogliosamente razzisti

salviners

I Sal­vi­ners sono i fan di Mat­teo Sal­vini. Sono coloro che com­men­tano ogni suo post su Face­book o twit­ter. Il merito di averli creati è di Mat­teo Sal­vini molto attivo sui social, dove cerca di avere una inte­ra­zione con i suoi even­tuali elet­tori, in maniera diretta, come ai leghi­sti è sem­pre pia­ciuto fare. Eppure nono­stante i social non credo siano il ter­mo­me­tro della società, la pagina FB di Sal­vini è alquanto inquie­tante non solo per i con­te­nuti espressi ma soprat­tutto per il tenore dei com­menti che nes­suno rimuove per­ché evi­den­te­mente al Sal­vini stesso fa comodo far sfo­gare gli istinti bestiali dei suoi elet­tori o futuri tali.

Par­tiamo da un pre­sup­po­sto: ogni giorno c’è almeno un post con­tro i rom e i clan­de­stini. E sot­to­li­neo almeno. Il resto è mera cro­naca poli­tica o aned­doti della gior­nata del lea­der, utili a costruirne il pro­filo “umano”. Pren­dia­mone uno recen­tis­simo, que­sto dedi­cato alla Kyenge, che nono­stante non rico­pra più inca­ri­chi di governo, viene spesso usata dal Sal­vini come para­digma della “stra­niera che vuol coman­dare da noi”: https://​www​.face​book​.com/​s​a​l​v​i​n​i​o​f​f​i​c​i​a​l​/​p​o​s​t​s​/​1​0​1​5​2​7​6​1​7​0​2​1​8​8​155

A parte i vari foto­mon­taggi che ritrag­gono la Kyenge come una scim­mia, del resto pochi giorni fa il Senato ha deciso di non pro­ce­dere con­tro Cal­de­roli per aver dato dello scim­panzé alla Kyenge stessa, il resto è un con­ti­nuo di foto di Adolf Hitler (get­to­nas­simo dai Sal­vi­ners), Benito Mus­so­lini, a volte Brei­vik (cazzo Brei­vik dai, il nazi­sta stra­gi­sta nor­ve­gese) quando non inci­tano alle “docce” a gas, all’affondare i bar­coni dei migranti con i can­noni, a bru­ciare i campi rom e ogni tipo di bestia­lità pos­si­bile e imma­gi­na­bile: un vero e pro­prio circo dell’odio, bru­tale e sgram­ma­ti­cato. Del resto Sal­vini e la stessa Lega Nord, sono stati tra i par­titi che hanno reso il raz­zi­smo una opzione poli­tica. Ed è suc­cesso gra­zie anche al silen­zio sia dei media che degli altri “par­titi demo­cra­tici” che spesso hanno sfi­dato la LN sullo stesso ter­reno razzista-populista (pen­sate alle pole­mi­che nel PD per i rom o gli stra­nieri che votano alle primarie e alle cam­pa­gne dei sindaci-sceriffo del cen­tro­si­ni­stra, come Zano­nato a Padova).

Ma il para­digma è pro­prio in que­sto post dove Sal­vini si riven­dica di essere “disu­mano”. Attra­verso que­sto viene sdo­ga­nato ogni com­mento, ogni con­te­nuto e rende fat­ti­bile ogni sen­ti­mento xeno­fobo e raz­zi­sta. Ha pro­mosso una sorta di “racism pride” attra­verso quel popu­li­smo che ti fa affer­mare can­di­da­mente con­cetti come “se difen­dere la pro­pria terra è raz­zi­smo allora sono raz­zi­sta”. Il pro­blema è che il neo raz­zi­smo popu­li­sta leghi­sta, che usa l’islamofobia come clava con­tro i migranti, sta facendo da traino a tutta la destra ex ber­lu­sco­niana, che caduto il Re prova a rici­clarsi come “nuovo”: ad esem­pio Gior­gia Meloni. Ed è pro­prio con i Fra­telli d’Italia che chiu­diamo il pic­colo festi­val degli orrori: Tom­maso Foti, roma­gnolo, che par­lando di Isis, Ghed­dafi e Libia chiu­deva così un suo tweet “Ce la aves­sero lasciata come colo­nia, oggi magari…”. Ormai vale tutto, anche riven­di­carsi le colo­niz­za­zioni del Duce.

Il 28 Feb­braio a Roma, in piazza, per comin­ciare a fer­mare la marea nera che avanza.

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